Buona notte e allontaniamo i cattivi pensieri anche senza " stregoni " che, per tanto che credano, pensino e studino noi, non sapranno mai cosa proviamo.
Il cervello e le nostre emozioni non sono cose che possono essere tradotte e interpretate così tanto e bene da poter risolvere o cambiare il loro corso.
Con ciò non penso che possiamo risolvere i guai mentali da soli ma nemmeno di illuderci che lo possano fare altri per noi anche se hanno studiato.
Credo che un amico sincero, uno di quelli col quale non occorre nemmeno parlare per intendersi, è più utile e appagante di un professionista che lavora, che ha un orario ed un onorario.
Tra due giorni il nome di quell'amico sincero lo leggerò sul calendario insieme ad un numero, il quattro.
Quattro anni senza di lui.
Aveva brutti pensieri ma so di essere riuscito a dargli un motivo per tentare un cammino che avrebbe voluto non considerare per risolvere una situazione talmente gravosa da rinunciare.
Non ho dovuto pregarlo di curarsi, non ha dovuto dirmelo che aveva accettato, eravamo in simbiosi e la mattina quando cammino da solo con le tante preoccupazioni, la depressione bastarda, le delusioni, la sfiducia e la stanchezza perenne mi manca proprio lui a cui vorrei telefonare per chiedergli di portare le sue bretelle a Torino che c'è un posto a tavola pronto per lui.
Il pensiero più brutto sappiamo bene qual'è e non dobbiamo lasciarlo germogliare in noi, c'è sempre qualcuno che faremmo soffrire e possiamo evitarlo.
Che la notte porti consiglio o meglio un appiglio al quale aggrapparsi, anche solo ai ricordi.
Il cervello e le nostre emozioni non sono cose che possono essere tradotte e interpretate così tanto e bene da poter risolvere o cambiare il loro corso.
Con ciò non penso che possiamo risolvere i guai mentali da soli ma nemmeno di illuderci che lo possano fare altri per noi anche se hanno studiato.
Credo che un amico sincero, uno di quelli col quale non occorre nemmeno parlare per intendersi, è più utile e appagante di un professionista che lavora, che ha un orario ed un onorario.
Tra due giorni il nome di quell'amico sincero lo leggerò sul calendario insieme ad un numero, il quattro.
Quattro anni senza di lui.
Aveva brutti pensieri ma so di essere riuscito a dargli un motivo per tentare un cammino che avrebbe voluto non considerare per risolvere una situazione talmente gravosa da rinunciare.
Non ho dovuto pregarlo di curarsi, non ha dovuto dirmelo che aveva accettato, eravamo in simbiosi e la mattina quando cammino da solo con le tante preoccupazioni, la depressione bastarda, le delusioni, la sfiducia e la stanchezza perenne mi manca proprio lui a cui vorrei telefonare per chiedergli di portare le sue bretelle a Torino che c'è un posto a tavola pronto per lui.
Il pensiero più brutto sappiamo bene qual'è e non dobbiamo lasciarlo germogliare in noi, c'è sempre qualcuno che faremmo soffrire e possiamo evitarlo.
Che la notte porti consiglio o meglio un appiglio al quale aggrapparsi, anche solo ai ricordi.