Buonasera!
Piccola pausa, poi di corsa di nuovo coi ragazzi che hanno lo spettacolo all'oratorio....
@miranda: un calciatore strapagato sicuramente si sarebbe fatto operare in una struttura privata, magari spesato da una polizza assicurativa della società per cui "lavora". Anche un comune cittadino con adeguato reddito o copertura assicurativa potrebbe fare lo stesso senza il timore di vedersi scavalcato da qualche altro paziente piú urgente. Nella sanitá pubblica, purtroppo o per fortuna, il rischio di veder slittare anche piú volte un intervento programmato c'è...
A mia moglie, per esempio, è capitato almeno 4 o 5 volte consevutive per lo stesso intervento fatto poi a fistanza di un anno e mezzo dopo essersi messa in lista. Oltretutto col disagio di dover organizzare una trasferta a Roma per lei e per il sottoscritto che l'accompagnava senza certezze e on tempi sttettissimi.
Essendo il suo un intervento sicuramente non vitale, nel momento in cui si presentasse un paziente oncologico o traumatologico grave è ovvio ed opportuno che si faccia prima il piú grave. Pur con tutto il giramento di pelotas del caso.
E lo stesso è accaduto qualche anno fa in occasione del precedente medesimo intervento seppure in un'altra struttura. E ti assicuro che non si trattava di strutture da terzo mondo: si trattava dell'ospedale di circolo di varese e della columbus di roma, entrambe ottime strutture.
Per cui non parliamo per facili stereotipi.