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Borse mondiali....rinuncio a capirci ( I ): se qualcuno....

....Trotto dove sei :?: ....

http://www.repubblica.it/economia/2016/01/04/news/borse_asiatiche_in_caduta_libera_a_shanghai_e_shenzhen_contrattazioni_sospese-130585639/?rss

La Cina va bene, e qui si licenzia di brutto
La Cina va male, e crollano le borse del mondo....
Una via di mezzo " alla Andreotti " che contenti tutti :D :?:
 
arizona77 ha scritto:
Veramente ce l' hai con le banche tout court.
Ma purtroppo servono....

Ce l'ho con le banche da quando si sono messe a giocare a monopoli con soldi finti che diventano veri a spese nostre. Se facessero il loro lavoro e basta, non avrei nulla da obiettare.
 
a_gricolo ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Veramente ce l' hai con le banche tout court.
Ma purtroppo servono....

Ce l'ho con le banche da quando si sono messe a giocare a monopoli con soldi finti che diventano veri a spese nostre. Se facessero il loro lavoro e basta, non avrei nulla da obiettare.

Sai com'è c'è gente che vuol diventare ricca senza lavorare... è umano, quindi la vedo dura che tornino a far "il loro lavoro".
 
La Cina è un colosso di proporzioni inimmaginabili... coi piedi di argilla... molta ricchezza assoluta, pochissima pro capite, e molto concentrata...

Se la Cina tira, qui si soffre per concorrenza "sleale" su prodotti di fascia "bassa e media"(indistriali a grandi numeri)...

Se la Cina molla qui si soffre per prodotti di fascia "alta" (export di qualità)...

La globalizzazione è una opportunità, ma per chi comanda già, difficile sovvertire le priorità, se non con ricerca, sviluppo, idee, brevetti, innovazione etcetcetc, quell in cui noi italiani ed europei ed occidentali eravano bravissimi a fare e in cui, sopratutto noi italiani, stiamo investendo lo "zerovirgolapercentodelpil", sia per colpa dei politici che per colpa della classe dirigente imprenditoriale...
 
La globalizzazione ERA una opportunità, oggi più che altro è una pigna in c*** perché additata da molti come medicina assoluta contro qualsiasi malattia finanziaria.
In verità non tutti vogliono/possono/devono essere globalizzati. Quando ce ne renderemo conto sarà, come sempre, troppo tardi.
A me hanno rotto le balle, le borse potrebbero chiudere, tutte, domani mattina. Non avrei problemi a continuare a vivere come (o poco distante da come) ho sempre fatto.
 
Grattaballe ha scritto:
La globalizzazione ERA una opportunità, oggi più che altro è una pigna in c*** perché additata da molti come medicina assoluta contro qualsiasi malattia finanziaria.
In verità non tutti vogliono/possono/devono essere globalizzati. Quando ce ne renderemo conto sarà, come sempre, troppo tardi.
A me hanno rotto le balle, le borse potrebbero chiudere, tutte, domani mattina. Non avrei problemi a continuare a vivere come (o poco distante da come) ho sempre fatto.
Ogni cosa che accade e non te la sei scelta può avere due risvolti:

1-la subisci e te ne lagni per le conseguenze

2-cerchi di vederla come opportunità e sfruttarne se ci riesci i pochi aspetti positivi

Lo so che la globalizzazione è il pesce grosso che mangia il pesce piccolo, ma o ti fai mangiare il pià tardi possibile o cerchi di fare del tuo meglio... tertium non datur
 
Per un ciabattino l'economia cinese non ha aspetti positivi. Un fabbro non necessariamente si deve globalizzare. Non tutti viviamo di posti fissi o terziario avanzato (muovere fumo per ladrare soldi altrui...) o invenzioni di app.
Qualcuno si sta ancora dando da fare, e produce cose solide che servono tutti i giorni anche a coloro che passano la vita chini sul telefono. A questi, il fatto di vedere i soldi sfumare perché a 8.000 km di distanza alcuni sono diventati ricchi (o poveri) di colpo, dà parecchio fastidio.
 
Grattaballe ha scritto:
Per un ciabattino l'economia cinese non ha aspetti positivi. Un fabbro non necessariamente si deve globalizzare. Non tutti viviamo di posti fissi o terziario avanzato (muovere fumo per ladrare soldi altrui...) o invenzioni di app.
Qualcuno si sta ancora dando da fare, e produce cose solide che servono tutti i giorni anche a coloro che passano la vita chini sul telefono. A questi, il fatto di vedere i soldi sfumare perché a 8.000 km di distanza alcuni sono diventati ricchi (o poveri) di colpo, dà parecchio fastidio.
Il ciabattino, se ha una professionalità elevata può essere anche un calzolaio bravo nelle scarpe su misura per esigenze particolari i ortopediche o di lusso per chi se le può permettere...

Un fabbro bravo (ne conosco uno) può lavorare su manufatti di precisione e di qualità ed esportare, non di certo inferriate industriali, ma pezzi unici.

Anche chi ha un posto fisso se lo vuole mantenere con dignità è obbligato ad aggiornarsi e a cambiare lavoro o modo di svolgerlo.

Il terziario avanzato soddisfa le esigenze talora prima che esse si manifestino, io non mi intendo di app, in quanto ho un semplice gsm single band perfettamente funzionante, investo i miei pochi risparmi in modo coscienzioso, penso al mio mutuo, al futuro della mia famiglia e sopratutto di mia figlia, se posso cerco di essere grato verso genitori e suocera e solidale con sorelle e cognati, faccio volontariato e cerco di essere per il mondo uno che ha provato a lasciare qualcosa di positivo.

Altri pensano che denunciare gli altri sia l'unica via...
 
Non confondere la denuncia col non volerci avere a che fare. Se per la globalizzazione (leggi: sfruttamento all'ultima zolla) il contadino mio confinante ara anche la strada interpoderale che divide il mio terreno dal suo, a me girano e basta. Anche se lui si prendesse la briga di spiegarmi per filo e per segno da dove viene questa sua necessità.
La globalizzazione non deve diventare obbligo. Sennò è obbligo, appunto... non più opportunità. Globalizzare col terreno (ma anche con qualsiasi altra cosa) altrui poi, mi dà particolarmente fastidio a livello concettuale. Vuoi (non tu, impersonale...) arare la strada? Vieni a casa mia e discutiamo la cessione del terreno. Quando avrai il mio e il tuo insieme, di quello che sta in mezzo farai pure ciò che ti pare. Fino ad allora la strada rimane strada e a me dei tuoi fastidi produttivi non frega (e non deve... ) proprio nulla.
Troppo semplice? :shock:
 
Grattaballe ha scritto:
Non confondere la denuncia col non volerci avere a che fare. Se per la globalizzazione (leggi: sfruttamento all'ultima zolla) il contadino mio confinante ara anche la strada interpoderale che divide il mio terreno dal suo, a me girano e basta. Anche se lui si prendesse la briga di spiegarmi per filo e per segno da dove viene questa sua necessità.
La globalizzazione non deve diventare obbligo. Sennò è obbligo, appunto... non più opportunità. Globalizzare col terreno (ma anche con qualsiasi altra cosa) altrui poi, mi dà particolarmente fastidio a livello concettuale. Vuoi (non tu, impersonale...) arare la strada? Vieni a casa mia e discutiamo la cessione del terreno. Quando avrai il mio e il tuo insieme, di quello che sta in mezzo farai pure ciò che ti pare. Fino ad allora la strada rimane strada e a me dei tuoi fastidi produttivi non frega (e non deve... ) proprio nulla.
Troppo semplice? :shock:
un errore di fondo, la globalizzazione come altri fenomeni spiacevoli è un fatto, non è obbligatorio, ma è inevitabile, come un meteorite che ti cade sulla capoccia, pensare di potere fare come se non ci fosse è paritetico a credere alla vecchina sulla scopa di questa notte
 
pi_greco ha scritto:
un errore di fondo, la globalizzazione come altri fenomeni spiacevoli è un fatto inevitabile...

Per te, per me invece l'errore è proprio questo qui sopra (scusa se ho accorciato). Il meteorite l'ha fatto (a caso) Urano e cade dove le leggi del cosmo dicono debba cadere, se tocca a noi e non può essere fermato dalla globalizzazione :D pazienza.
La globalizzazione l'abbiamo fatta noi -come direbbero a Roma- con le nostre stesse mano. Non è inevitabile, l'abbiamo cercata e trovata, non ci è stata imposta dai marziani, non ci siamo svegliati una mattina già belli che globalizzati.
Anche la velata presa around di considerarla inevitabile potrebbe essere evitabile. :D

Comunque, per rimanere stretti al tema, mi rimane indigesto che chi la vuole seguire decida anche del destino di chi ha scelto altrimenti. Quindi anch'io rinuncio a capirci, pur continuando a lottare.
 
arizona77 ha scritto:
....Trotto dove sei :?: ....
Eccomi! La domanda la faccio io a te. Perché ti meravigli che le borse vadano male?
Oramai l'Italia è un deserto, cambia poco la situazione per noi, salvo arrivo della Troika reclamato da qualche consulente del governo tedesco, che colpirebbe sopratutto la tua categoria sociale.
 
Trotto@81 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
....Trotto dove sei :?: ....
Eccomi! La domanda la faccio io a te. Perché ti meravigli che le borse vadano male?
Oramai l'Italia è un deserto, cambia poco la situazione per noi, salvo arrivo della Troika reclamato da qualche consulente del governo tedesco, che colpirebbe sopratutto la tua categoria sociale.

Non mi meraviglio delle Borse:
giorni fa magnificavano Milano, la prima borsa in Europa con il 14% in piu' nel 2015.
E ieri non e' stata la peggio.
Mi meraviglio dell' altalena Cinese di cui fatico a comprendere le oscillazioni
sfrenate e di come riflettono sul resto del mondo:
Giappone e USA compresi.
Non solo " cacchette " come Piazza Affari ;)
 
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