Allora vediamo di fare un pò di ordine:
1) La Banca d'Italia è un organismo di diritto pubblico, che però appartiene a dei privati (le banche commerciali), perchè queste ultime partecipano al capitale. Suona un pò strano, e in effetti lo è. Perchè è così? Perchè la vecchia Banca d'Italia, controllata e finanziata dallo stato (per dirla semplicemente) è fallita durante la prima guerra mondiale. Pertanto, vista la necessità di avere una banca centrale (per controllare le altre banche e, all'epoca, per controllare l'emissione di moneta), lo stato ha "costretto" le banche commerciali esistenti in italia a versare una certa quota per creare una nuova bankitalia. Perchè? Bhe, servivano soldi, le banche avevano i soldi, lo stato è andato a chiederli alle banche. Di sicuro, meglio così piuttosto che finanziare una nuova bankitalia con l'iva al 45%...
2)Il capitale di bankitalia come già spiegato da Belpi (scusa la forma "confidenziale" ma voglio evitare confusioni col noto giornalista tuo "omonimo") non è mai stato rivalutato dal 1936 o giù di lì. E' chiaro, però, che la banca d'italia non vale 150mila euro solo perchè quello è il valore nominale del capitale sociale, ma molto di più. Quanto di più? Bellissima domanda!...Come noto, le banche devono, ogni anno, preparare un bilancio. Nel bilancio, di solito, funziona che ci si devono mettere dei numeri, possibilmente corretti e veritieri. Succede però che, come capita a chiunque, le aziende e le banche spesso debbano mettere in conto - e riportare in bilancio - spese o guadagni di entità incerta: crediti che non si sa se, quando e in quale percentuale verranno riscossi, partecipazioni in aziende svalutate ecc. Paragone semplice: volete cambiare macchina e cercate di vendere quella attuale per potervi permettere quella nuova. Sapete quanto vale esattamente la vostra auto?...No, ma potete fare una valutazione abbastanza accurata (partendo dai listini Eurotax-4R o quant'altro, correggendoli al netto di condizioni generali del veicolo ecc). Sapete già quanto riuscirete a ottenere dalla vendita?..no, perchè l'acquirente cercherà di trattare, però ne avete un'idea abbastanza precisa.
Per i bilanci funziona allo stesso modo: quando non si può avere la certezza del valore di qualcosa che si possiede, o di un debito, si fanno delle valutazioni con degli strumenti appropriati.
3)Problema: le banche che detenevano quote di bankitalia, per il discorso di cui sopra, si trovavano costrette a valutare il valore della loro partecipazione. Per ovvi motivi, le banche avevano tutto l'interesse a "gonfiare" il valore di queste partecipazioni, per sistemarsi i bilanci. Dato che è evidente a tutti che il valore di 150mila euro di bankitalia era ridicolo, ogni banca poteva in pratica "sparare a caso" una cifra (un milione, due milioni , 36milioni) per il valore della sua quota: se qualcuno avesse fatto notare la cosa, sarebbe stato facile rispondere "secondo te, è più corretta la mia stima secondo cui bankitalia vale 36 milioni - e quindi la mia quota del diciamo 10% vale 3,6 milioni- o il valore "ufficiale" di 150mila euro?"
4) Dal 1936, come probabilmente saprete, in italia sono cambiate un paio di cosette. Tra queste cose, un pò di banche si sono comprate tra loro, col risultato che alla fine due banche (intesa e unicredit) avevano il 60% del capitale di bankitalia.
Problema: bankitalia serve per controllare le banche, le quali possiedono bankitalia. Ora, bisogna dire una cosa importante: le quote di partecipazione delle banche in bankitalia valgono come il 2 di picche con la briscola a cuori, nel senso che le banche commerciali pur partecipando al capitale non hanno nesussinissimo diritto di partecipare alla direzione della banca d'italia., questo per evidenti, logici e comprensibili motivi. Nonostante questo, a livello formale, è chiaro che non ci si fa una bella figura ad avere una banca centrale di proprietà di 2 istituti di credito privati. Inoltre, più sono grandi le quote, più si accentua il problema di cui al punto 3), perchè se intesa dichiara che secondo lei bankitalia vale 30 milioni, voilà, si ritrova 10 milioni (più o meno aveva il 30%) bonus nel bilancio. Vi sembra una cosa bella?
5) I famosi stress test del buon Mario Draghi, ovviamente, essendo cose serie avrebbero messo in evidenza queste irregolarità nel bilancio delle maggiori banche italiane, e la cosa non ci piace. Tantomeno al governo.
Per questi motivi, finalmente, il governo si è deciso a fare una valutazione precisa, imparziale e fatta come si deve del vero valore della banca d'italia: 7,5 milioni. Perchè dico "imparziale"? Perchè sicuramente è meglio che la faccia il governo che non le banche stesse, sarebbe come chiedere alle banche "quanto volete che valga bankitalia?".
In pratica adesso cosa succede? Succede che le banche possono, legittimamente, scrivere in blancio valori più precisi per le loro partecipazioni in bankitalia. Prima però, per correggere il problema di cui al punto 4, è stato messo il limite del 3% alle partecipazioni delle banche private. Bankitalia quindi comprerà le quote eccedenti, dando ovviamente una grande plusvalenza alle banche, le quali in cambio ci dovranno pagare delle tasse, che eviteranno a noialtri di pagare la seconda rata dell'IMU, che è il motivo per cui la ricapitalizzazione di bankitalia e il decreto antiIMU sono state messe nella stessa legge.
Per finire: E' stato fatto un regalo dal governo alle banche? Sì, perchè tramite questa legge gli si permette di affrontare gli stress test con un pò più di tranquillità. Ha senso che gli italiani si inca$$ino per questo?
Vedete un pò voi, se preferite che le banche in cui tenete i vostri risparmi vadano in crisi per via degli stress test, allora sì, inca$$atevi pure.
EDIT: Il fatto poi che le banche "ci guadagnano comunque perchè beccano i dividendi su valori maggiori", è molto discutibile:
Primo, non è detto che bankitalia paghi dividendi: per esempio, una piccola azienducola americana che produce computer, smartphone e tablet con disegnata sopra una mela morsicata in onore di Alan Turing, non ha mai pagato dividendi per almeno 20 anni, nonostante l'azienda valga qualcosina e nonostante una redditività niente male.
Secondo, quand'anche i dividendi venissero pagati, su quei dividendi ci si deve pagare le tasse, che poi è il motivo per cui Fiat ora FCA ha deciso di mettere la sede fiscale in UK.
1) La Banca d'Italia è un organismo di diritto pubblico, che però appartiene a dei privati (le banche commerciali), perchè queste ultime partecipano al capitale. Suona un pò strano, e in effetti lo è. Perchè è così? Perchè la vecchia Banca d'Italia, controllata e finanziata dallo stato (per dirla semplicemente) è fallita durante la prima guerra mondiale. Pertanto, vista la necessità di avere una banca centrale (per controllare le altre banche e, all'epoca, per controllare l'emissione di moneta), lo stato ha "costretto" le banche commerciali esistenti in italia a versare una certa quota per creare una nuova bankitalia. Perchè? Bhe, servivano soldi, le banche avevano i soldi, lo stato è andato a chiederli alle banche. Di sicuro, meglio così piuttosto che finanziare una nuova bankitalia con l'iva al 45%...
2)Il capitale di bankitalia come già spiegato da Belpi (scusa la forma "confidenziale" ma voglio evitare confusioni col noto giornalista tuo "omonimo") non è mai stato rivalutato dal 1936 o giù di lì. E' chiaro, però, che la banca d'italia non vale 150mila euro solo perchè quello è il valore nominale del capitale sociale, ma molto di più. Quanto di più? Bellissima domanda!...Come noto, le banche devono, ogni anno, preparare un bilancio. Nel bilancio, di solito, funziona che ci si devono mettere dei numeri, possibilmente corretti e veritieri. Succede però che, come capita a chiunque, le aziende e le banche spesso debbano mettere in conto - e riportare in bilancio - spese o guadagni di entità incerta: crediti che non si sa se, quando e in quale percentuale verranno riscossi, partecipazioni in aziende svalutate ecc. Paragone semplice: volete cambiare macchina e cercate di vendere quella attuale per potervi permettere quella nuova. Sapete quanto vale esattamente la vostra auto?...No, ma potete fare una valutazione abbastanza accurata (partendo dai listini Eurotax-4R o quant'altro, correggendoli al netto di condizioni generali del veicolo ecc). Sapete già quanto riuscirete a ottenere dalla vendita?..no, perchè l'acquirente cercherà di trattare, però ne avete un'idea abbastanza precisa.
Per i bilanci funziona allo stesso modo: quando non si può avere la certezza del valore di qualcosa che si possiede, o di un debito, si fanno delle valutazioni con degli strumenti appropriati.
3)Problema: le banche che detenevano quote di bankitalia, per il discorso di cui sopra, si trovavano costrette a valutare il valore della loro partecipazione. Per ovvi motivi, le banche avevano tutto l'interesse a "gonfiare" il valore di queste partecipazioni, per sistemarsi i bilanci. Dato che è evidente a tutti che il valore di 150mila euro di bankitalia era ridicolo, ogni banca poteva in pratica "sparare a caso" una cifra (un milione, due milioni , 36milioni) per il valore della sua quota: se qualcuno avesse fatto notare la cosa, sarebbe stato facile rispondere "secondo te, è più corretta la mia stima secondo cui bankitalia vale 36 milioni - e quindi la mia quota del diciamo 10% vale 3,6 milioni- o il valore "ufficiale" di 150mila euro?"
4) Dal 1936, come probabilmente saprete, in italia sono cambiate un paio di cosette. Tra queste cose, un pò di banche si sono comprate tra loro, col risultato che alla fine due banche (intesa e unicredit) avevano il 60% del capitale di bankitalia.
Problema: bankitalia serve per controllare le banche, le quali possiedono bankitalia. Ora, bisogna dire una cosa importante: le quote di partecipazione delle banche in bankitalia valgono come il 2 di picche con la briscola a cuori, nel senso che le banche commerciali pur partecipando al capitale non hanno nesussinissimo diritto di partecipare alla direzione della banca d'italia., questo per evidenti, logici e comprensibili motivi. Nonostante questo, a livello formale, è chiaro che non ci si fa una bella figura ad avere una banca centrale di proprietà di 2 istituti di credito privati. Inoltre, più sono grandi le quote, più si accentua il problema di cui al punto 3), perchè se intesa dichiara che secondo lei bankitalia vale 30 milioni, voilà, si ritrova 10 milioni (più o meno aveva il 30%) bonus nel bilancio. Vi sembra una cosa bella?
5) I famosi stress test del buon Mario Draghi, ovviamente, essendo cose serie avrebbero messo in evidenza queste irregolarità nel bilancio delle maggiori banche italiane, e la cosa non ci piace. Tantomeno al governo.
Per questi motivi, finalmente, il governo si è deciso a fare una valutazione precisa, imparziale e fatta come si deve del vero valore della banca d'italia: 7,5 milioni. Perchè dico "imparziale"? Perchè sicuramente è meglio che la faccia il governo che non le banche stesse, sarebbe come chiedere alle banche "quanto volete che valga bankitalia?".
In pratica adesso cosa succede? Succede che le banche possono, legittimamente, scrivere in blancio valori più precisi per le loro partecipazioni in bankitalia. Prima però, per correggere il problema di cui al punto 4, è stato messo il limite del 3% alle partecipazioni delle banche private. Bankitalia quindi comprerà le quote eccedenti, dando ovviamente una grande plusvalenza alle banche, le quali in cambio ci dovranno pagare delle tasse, che eviteranno a noialtri di pagare la seconda rata dell'IMU, che è il motivo per cui la ricapitalizzazione di bankitalia e il decreto antiIMU sono state messe nella stessa legge.
Per finire: E' stato fatto un regalo dal governo alle banche? Sì, perchè tramite questa legge gli si permette di affrontare gli stress test con un pò più di tranquillità. Ha senso che gli italiani si inca$$ino per questo?
Vedete un pò voi, se preferite che le banche in cui tenete i vostri risparmi vadano in crisi per via degli stress test, allora sì, inca$$atevi pure.
EDIT: Il fatto poi che le banche "ci guadagnano comunque perchè beccano i dividendi su valori maggiori", è molto discutibile:
Primo, non è detto che bankitalia paghi dividendi: per esempio, una piccola azienducola americana che produce computer, smartphone e tablet con disegnata sopra una mela morsicata in onore di Alan Turing, non ha mai pagato dividendi per almeno 20 anni, nonostante l'azienda valga qualcosina e nonostante una redditività niente male.
Secondo, quand'anche i dividendi venissero pagati, su quei dividendi ci si deve pagare le tasse, che poi è il motivo per cui Fiat ora FCA ha deciso di mettere la sede fiscale in UK.