Un saluto a tutto il forum. Seguo sito e forum, oggi mi sono anche iscritto per condividere la mia vicenda, vorrei sapere cosa ne pensate.
Cercherò di essere il più conciso possibile.
Nel gennaio 2013 acquisto una BMW 530 d touring usata, a dicembre 2013 succede il disastro: catena di distribuzione. L'auto aveva 150000km. Informo il venditore, se ne lava le mani e mi dice di rivolgermi alla Mapfre, l'assicurazione che avevo sottoscritto contestualmente alla vendita. Questi ultimi mi indicano una officina convenzionata la quale accerta il danno. Il perito della Mapfre senza batter ciglio mi riconosce il massimale da contratto (2500€); il problema, come potete immaginare, è che il danno è superiore.
Dopo aver cercato in rete e dopo aver sentito il parere di un paio di legali decido di rivolgermi al Giudice di pace. La tipologia del guasto mi fa supporre che nessuna responsabilità può essermi addebitata e quindi entri in gioco la garanzia del venditore.
Il giudice di pace mi nega la richiesta di riduzione di prezzo ma, quello che contava maggiormente, condanna il venditore a risarcirmi i costi di riparazione: "... la vettura ha subito, quasi un anno dopo essere stata venduta, l'improvvisa rottura di un elemento meccanico dovuta a caso fortuito ed accidentale; non potendosi parlare di difetto di conformità, ma di guasto accidentale, la domanda di riduzione del prezzo ex. art 130 del Codice del Consumo non può essere accolta.
Va viceversa accolta la domanda di risarcimento del maggior costo sostenuto dall'attore per la riparazione del guasto, al netto della franchigia coperta dall'assicurazione Mapfre Warranty S.p.a..."
Purtroppo il giudice in appello riforma la sentenza "...In ogni caso, assorbente a qualsivoglia considerazione, è, come indicato, l'accertamento che l'automobile non fosse affetta da alcun vizio di conformità; dato, pertanto, indiscusso, non essendo stato oggetto di alcuna censura da parte dell'appellato. Ne discende che alcuna responsabilità poteva (e può) essere addossata all'appellante per il mancato ristoro della differenza tra quanto versato dalla compagnia assicuratrice e il danno stimato, il cui pagamento presuppone il riscontro della non conformità del mezzo venduto..."
A questo punto ricorrerò in Cassazione. Può essere benissimo che io non abbia capito quando e come intervenga la garanzia legale di un venditore, quello che mi lascia basito è come sia possibile che due organi giudiziari possano deliberare in modo diametralmente opposto su un caso abbastanza semplice come il mio.
Saluti.
Cercherò di essere il più conciso possibile.
Nel gennaio 2013 acquisto una BMW 530 d touring usata, a dicembre 2013 succede il disastro: catena di distribuzione. L'auto aveva 150000km. Informo il venditore, se ne lava le mani e mi dice di rivolgermi alla Mapfre, l'assicurazione che avevo sottoscritto contestualmente alla vendita. Questi ultimi mi indicano una officina convenzionata la quale accerta il danno. Il perito della Mapfre senza batter ciglio mi riconosce il massimale da contratto (2500€); il problema, come potete immaginare, è che il danno è superiore.
Dopo aver cercato in rete e dopo aver sentito il parere di un paio di legali decido di rivolgermi al Giudice di pace. La tipologia del guasto mi fa supporre che nessuna responsabilità può essermi addebitata e quindi entri in gioco la garanzia del venditore.
Il giudice di pace mi nega la richiesta di riduzione di prezzo ma, quello che contava maggiormente, condanna il venditore a risarcirmi i costi di riparazione: "... la vettura ha subito, quasi un anno dopo essere stata venduta, l'improvvisa rottura di un elemento meccanico dovuta a caso fortuito ed accidentale; non potendosi parlare di difetto di conformità, ma di guasto accidentale, la domanda di riduzione del prezzo ex. art 130 del Codice del Consumo non può essere accolta.
Va viceversa accolta la domanda di risarcimento del maggior costo sostenuto dall'attore per la riparazione del guasto, al netto della franchigia coperta dall'assicurazione Mapfre Warranty S.p.a..."
Purtroppo il giudice in appello riforma la sentenza "...In ogni caso, assorbente a qualsivoglia considerazione, è, come indicato, l'accertamento che l'automobile non fosse affetta da alcun vizio di conformità; dato, pertanto, indiscusso, non essendo stato oggetto di alcuna censura da parte dell'appellato. Ne discende che alcuna responsabilità poteva (e può) essere addossata all'appellante per il mancato ristoro della differenza tra quanto versato dalla compagnia assicuratrice e il danno stimato, il cui pagamento presuppone il riscontro della non conformità del mezzo venduto..."
A questo punto ricorrerò in Cassazione. Può essere benissimo che io non abbia capito quando e come intervenga la garanzia legale di un venditore, quello che mi lascia basito è come sia possibile che due organi giudiziari possano deliberare in modo diametralmente opposto su un caso abbastanza semplice come il mio.
Saluti.