Se n'è parlato ieri sera sul TG de La7.
In pratica con la crisi dei giornali cartacei e l'avvento di quelli on line per gli editori sono calati gli incassi, sia quelli di vendita (visto che chi si abbona on line è un'esigua minoranza rispetto a chi comprava il giornale magari solo una volta a settimana) che quelli pubblicitari (una buona percentuale degli incassi pubblicitari se li beccano gli aggregatori di notizie on line di Google, Apple e similari). Di contro, i costi forse non sono cresciuti, ma almeno per le testate principali sono rimasti in linea, dato che vi è l'esigenza di redazioni aperte e operative praticamente h24.
Di qui la spinta, da una parte a rilanciare notizie senzazionalistiche (come quella su Schumacher, o tutte le indiscrezioni su starlettes e scandali sessuali vari che servono ad aumentare i click e gli incassi pubblicitari, dall'altra a contenere i costi, limitandosi, invece di fare giornalismo, a ribattere le veline di agenzia e pagando gli articolisti un tanto al chilo.
La soluzione potrebbe essere un aumento degli abbonamenti a pagamento, d'altronde facendosi due calcoli mi pare che non siano troppo cari, soprattutto in confronto a quanto avveniva solo fino a poco tempo fa per chi comprava il giornale in edicola, ma qui pare che tutti (io per primo) siano restii.
Io, personalmente ci noto un'analogia con quello che capita col mercato dei generi alimentari: siamo tutti coscienti che una sana alimentazione e prodotti naturali, stracciati, certificati siano senz'altro preferibili a quelli del discount, ma chi per necessità, chi per pigrizia, chi per ignoranza o altro prima o poi qualche schifezza del discount la mettiamo in dispensa visto che costa meno.