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Anche i giapponesi

FAUST50

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Membro dello Staff
Chi lo avrebbe mai detto .
acciao con certificazione fasulla.
Tra i clienti del gruppo ci sono Toyota, Honda, Mazda, Nissan, Subaru e Mitsubishi, ma anche Ford, General Motors, Boeing, Airbus e Daimler. L'azienda giapponese Hitachi ha comunicato che hanno utilizzato prodotti a rischio anche i treni esportati in Gran Bretagna
 
non é una novitá che ci sia del marcio anche in Giappone; ho letto che tante aziende, pur grandissime, hanno la doppia contabilitá “grazie” alla yakuza pertanto non c’é da stupirsi se anche loro hanno una sorta di cemento depotenziato.
 
Quando si dice che tutto il mondo è paese.
Vorrei però spezzare una lancia nei confronti dei Giapponesi in quanto non hanno mai raggiunto neanche lontanamente i livelli Delle Fiat degli anni 80 o di certe vetture inglesi di quel periodo ( che anche lí risparmiavano sull'acciaio), o almeno io di Yaris o Aygo con piú buchi di un gruviera non ne ho ancora viste.
 
io lavoro con la lamiera, quindi, diciamo, capisco dove possa nascere "l'occasione":
il cliente grosso finale, p.e. Toyota, fissa nel progetto i capitolati anche del materiale, ci fa le sue prove, i crash-test, le omologazioni ecc. Quindi stabilisce con il fornitore, o la catena di fornitori e sub-fornitori di lamierati finiti ( o meglio "impone" ) quel fornitore di materia prima, che garantirà la qualità del materiale per iscritto a fronte di un prezzo concordato. Poi cominciano le forniture, accompagnate sempre dalle "pezze d'appoggio". Se il cliente finale fa dei controlli, basta stare entro il limite minimo dei parametri tecnici concordati e il materiale va ancora bene, sebbene possa essere scelto tra i lotti più economici. Se il cliente non controlla più certi aspetti, riesci a far passare lotti di materiale al di sotto delle specifiche. Per certi prodotti che sub-forniamo accade proprio così. Tendenzialmente i subfornitori intermedi non si mettono a ricontrollare in laboratorio l' acciaio da lavorare. Magari notano che si striscia di più, o che ha un colore differente ( sì: l' acciaio non è solo "grigio tout-court" ) o che fa un po' più di scarti. Il dubbio puo' cominciare a sorgere se in un lotto nei fai molti di più. Ma i certificati sono a posto...Poi, magari il lotto successivo torna in media, e ti dici :" ...sarà stato il tempo umido? ...". E si va avanti.
Che quella fonderia giapponese abbia venduto materiale più economico, pare, nel 4% dei casi, non penso sia inconsueto,né granché pericoloso. La progettazione tiene conto di queste evenienze con i fattori di sicurezza. Una vite da 6 mm classe 8.8 regge circa 1500kg nominali? Tu gliene applichi al massimo 500 e stai usando un fattore 3. Per esempio i cavi degli ascensori hanno almeno un fattore 20, se non ricordo male. Quindi nessun Navarra si spezzerà in 2, né nessuna Duna.
Forse qualche treno inglese uscirà dai binari, ma quella è la hard-Brexit.
Si fossero preoccupati di più di sicurezza, p.e., nelle centrali nucleari, forse era meglio.
Scusate se sono stato prolisso.
 
io lavoro con la lamiera, quindi, diciamo, capisco dove possa nascere "l'occasione":
il cliente grosso finale, p.e. Toyota, fissa nel progetto i capitolati anche del materiale, ci fa le sue prove, i crash-test, le omologazioni ecc. Quindi stabilisce con il fornitore, o la catena di fornitori e sub-fornitori di lamierati finiti ( o meglio "impone" ) quel fornitore di materia prima, che garantirà la qualità del materiale per iscritto a fronte di un prezzo concordato. Poi cominciano le forniture, accompagnate sempre dalle "pezze d'appoggio". Se il cliente finale fa dei controlli, basta stare entro il limite minimo dei parametri tecnici concordati e il materiale va ancora bene, sebbene possa essere scelto tra i lotti più economici. Se il cliente non controlla più certi aspetti, riesci a far passare lotti di materiale al di sotto delle specifiche. Per certi prodotti che sub-forniamo accade proprio così. Tendenzialmente i subfornitori intermedi non si mettono a ricontrollare in laboratorio l' acciaio da lavorare. Magari notano che si striscia di più, o che ha un colore differente ( sì: l' acciaio non è solo "grigio tout-court" ) o che fa un po' più di scarti. Il dubbio puo' cominciare a sorgere se in un lotto nei fai molti di più. Ma i certificati sono a posto...Poi, magari il lotto successivo torna in media, e ti dici :" ...sarà stato il tempo umido? ...". E si va avanti.
Che quella fonderia giapponese abbia venduto materiale più economico, pare, nel 4% dei casi, non penso sia inconsueto,né granché pericoloso. La progettazione tiene conto di queste evenienze con i fattori di sicurezza. Una vite da 6 mm classe 8.8 regge circa 1500kg nominali? Tu gliene applichi al massimo 500 e stai usando un fattore 3. Per esempio i cavi degli ascensori hanno almeno un fattore 20, se non ricordo male. Quindi nessun Navarra si spezzerà in 2, né nessuna Duna.
Forse qualche treno inglese uscirà dai binari, ma quella è la hard-Brexit.
Si fossero preoccupati di più di sicurezza, p.e., nelle centrali nucleari, forse era meglio.
Scusate se sono stato prolisso.
Ci mancherebbe, la tua spiegazione è stata chiara e completa ed è ben gradita.
Giá che ci sei entrato in argomento,può spiegare in che cosa consiste la classe 8.8 usata in bulloneria?
 
Il primo numero è il carico di rottura diviso 100 (N/mmq), il secondo numero è il rapporto tra il carico di snervamento e quello di rottura
 
Quindi è come dire il 0.8 ( o 0.x volte)volte il primo valore...infatti mi sembrava strano un valore cosí basso per lo snervamento,ci sarebbe stato da preoccuparsi.
 
Quindi ai tempi in cui nell' industria automobilistica si usavano i 7.5 per risparmiare voleva dire che erano abbastanza scarsi, anzi direi decisamente scarsi.
 
Non credo che esistono società in cui non sono presenti questi fenomeni, la differenza sta nella reazione che la comunità e le istituzioni hanno una volta che vengono portati alla luce, da noi in parte il malaffare negli ultimi anni è visto quasi come un diritto a cui si può ricorrere
 
Quindi ai tempi in cui nell' industria automobilistica si usavano i 7.5 per risparmiare voleva dire che erano abbastanza scarsi, anzi direi decisamente scarsi.

non è detto: una vite 8.8 è meno rigida di una 10.9 o di una 12.9. Così come è più rigida di una 7.5, o di una 5.8. Se devi trattenere 2 pezzi non è detto che sia più adatta la vite rigida. Dipende dall'entità e dalla tipologia dei carichi dell' applicazione e dall' uso a cui è destinato il prodotto.
Un orologio da muro ha esigenze diverse da un frullatore, e un frullatore da un carrello d'atterraggio. Ma in entrambi, magari trovi una vite da 6. All'orologio non gli frega nulla di quanto sia dura la suddetta vite; al frullatore, con carichi leggeri, ma molte vibrazioni, magari si preferisce montare una vite più "elastica" che "rigida". Al carrello d'atterraggio gli montano solo il nonplsultra radiografato 2 volte, e sostituendo comunque ogni 100 ore ( sparo numerai caso, non ce l'ho l'aereo ), anche se la vite terrebbe su un SUV tutta da sola ( ma fermo immobile ) per 40 anni.
Fine OT (effettivamente).
 
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