Alex Zanardi sempre più mitico 
https://it.eurosport.yahoo.com/notizie/atletica-lultima-sfida-alex-zanardi-si-chiama-triathlon-095458422--spt.html
Non é detto che riesca a vincere, non é detto neanche che riesca ad arrivare alla fine della gara, va bene.
Resta un mito, per me, già solo per il fatto di andare.
Beh, da perfetto sconosciuto e individuo qualsiasi quale io sono, anch'io comunque gli auguro buona fortuna.
Sono persone come lui che fanno bene agli sport.
Mia modestissima opinione
https://it.eurosport.yahoo.com/notizie/atletica-lultima-sfida-alex-zanardi-si-chiama-triathlon-095458422--spt.html
Non é detto che riesca a vincere, non é detto neanche che riesca ad arrivare alla fine della gara, va bene.
Resta un mito, per me, già solo per il fatto di andare.
L'ultima sfida di Alex Zanardi si chiama Triathlon
Il pilota bolognese prenderà parte all?Ironman di Kona, nelle Hawaii, la gara di triathlon più dura del mondo
Non è un atleta e un uomo banale, ama le sfide soprattutto se ogni volta sono sempre più difficili, al limite dell?impossibile. E così Alex Zanardi, dopo le medaglie d?oro conquistate in handbike a livello Mondiale e bissate alle Paralimpiadi di Londra nel 2012 ? oltre alle corse nel campionato GT Blancpain di automobilismo al volante di una Bmw ? ha deciso di intraprendere una nuova sfida: la mitica Ironman delle Hawaii, la gara di triathlon più dura al mondo.
Perché? L'ex pilota di Formula Uno, che perse entrambe le gambe in un incidente nel 2001, racconta la sua nuova sfida in un?intervista alla Gazzetta dello Sport. ?Beh, uno fa la sua strada e poi pian piano alcune fatiche ti portano a contatto con altre, ancora maggiori. Sport di questo tipo sono nelle mie corde. Io ho sempre corso più per la giornata di gloria che per il campionato. Ho conquistato due titoli negli Stati Uniti, in Indycar, ma i ricordi più vivi, per me e i tifosi, sono la corsa di Cleveland dove ero ultimo e sono arrivato primo, Long Beach in cui vinsi da doppiato e il numero al Cavatappi di Laguna Seca che mi regalò il successo all?ultimo giro. Sono cose che, in quanto pazzie, possono finire male. Sfide impossibili ma ragionando io un modo lo vedo, ci lavoro e alla fine qualcosa porto a casa?, spiega il 47enne atleta di Bologna.
L?Ironman delle Hawaii prevede tre percorsi: 3,86 km a nuoto, 180,2 km in bicicletta (che Alex percorrerà con l?inseparabile handbike) e infine ancora 42,2 km di corsa (che verranno affrontanti con una speciale carrozzina). ?Troppa fatica? Sono scemo? Forse sì, ma perché un ciclista si esalta in salita??, aggiunge scherzando Alex che il prossimo 23 ottobre festeggerà 48 anni e continua a sognare Rio 2016.
?Vero. La sfida più complessa, che mi affascina, sta nello studio tecnico per l?esecuzione del tutto. Per me partire da zero o quasi con un progetto è il massimo. Un giorno ho scoperto che esisteva l?Ironman, come tipo di gara. Mi sono interessato e ho visto questa di Kona. Oltre ad affascinare è anche prestigiosa, ci puoi arrivare se dimostri di saper fare certe cose. Mi è stato offerto, perché non andare? Rinunciare sarebbe una pazzia...", conclude. Buona fortuna Alex.
Beh, da perfetto sconosciuto e individuo qualsiasi quale io sono, anch'io comunque gli auguro buona fortuna.
Sono persone come lui che fanno bene agli sport.
Mia modestissima opinione