Mi pare un meccanismo del tutto simile a quello che si mette in moto in moltissime altre circostanze, tra cui anche quella del "batterio killer" (bisogna pure vendere i giornali...) che in questi giorni tiene banco o quella del virus influenzale dell'anno scorso e via dicendo.
Nella nostra graduale conversione collettiva al culto di maggior successo che la storia probabilmente ricordi (la sconfinata crescita economica, lo sviluppo interminabile, i fatturati, i posti di lavoro, la pubblicità...) siamo arrivati al punto in cui la prudenza è diventata una colpa da sanzionare pesantemente, una cosa vergognosa, sconsiderata, esecrabile, in quanto capace di danneggiare qualche attività commerciale e quindi qualche fatturato e quindi qualche posto di lavoro ecc.
A meno che non si tratti di una prudenza che comporti esborsi (e quindi acquisti) aggiuntivi, nel qual caso si tratta di prudenza "buona", ammirevole, auspicabile, come ad esempio (guarda caso) quella che da anni si è insinuata nel settore automobilistico, spingendoci a spendere sempre più quattrini per vetture sempre più sofisticate e complesse e "sicure".
Quindi se tu vedi all'orizzonte un cielo nero e lampeggiante non puoi dire "meglio chiudere i balconi e togliere i panni stesi" a meno che tu non abbia la certezza matematica che ci sarà un temporale tale da portare via i panni e danneggiare i balconi.
Cosa che contrasta in pieno con il concetto stesso di prudenza e prevenzione, che consiste appunto nel prendere dei provvedimenti "preventivi", ovvero non basati su certezze assolute. Dovremmo forse caricare a bordo la ruota di scorta solo quando abbiamo la certezza assoluta di forare?