<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Ah, queste catene e cinghie... | Il Forum di Quattroruote

Ah, queste catene e cinghie...

Sul numero di luglio, a pag. 190-191, 4R pubblica un interessante servizio su cinghie e catene di distribuzione.
Peccato qualche inesattezza e contraddizione.
Nella pagina della catena, alla voce Rumorosità cita i "...classici tipi a rulli, più robusti di quelli silenziosi e quindi utilizzati nei diesel".
Peccato che la verità sia proprio il contrario, sono le catene silenziose, o Morse, ad essere mooolto più robuste di quelli a rulli.

Nella pagina della cinghia, alla voce Capacità smorzante, dice che "la rende ideale nei motori caratterizzati da elevati picchi di carico di trascinamento, come i diesel iniettori-pompa o common rail".
Ma allora nei diesel, é meglio la catena o la cinghia?

In quanto al disegno del motore con catena, non potevano scegliere un esempio peggiore. Di fianco c'é il disegno del motore VW 1.2 TSI, di non so quale versione, famoso per la strage di catene, come riporta questo link:
http://forum.quattroruote.it/posts/list/75593.page

Due catene cambiate in soli 37.000 km nel primo post, addirittura tre catene in 40.000 km su Golf 1.2 TSI (pag. 7, FAUST 50, moderatore). E i post sono dell'anno scorso, non di 5 anni fa.

In più stiamo parlando di Volkswagen, non di trappole cinesi.
Ora mi pare che adottino la cinghia.

Attached files catena.pdf (1 MB)&nbsp; cinghia.pdf (1.3 MB)&nbsp;
 
francisco2010 ha scritto:
Anche le Ford 1.4 TDCI le danno per 240.000 km. E non da adesso, dal 2004.
Anche se poi capita che si rompano a 160-200.000 km.

Sulle TDI mi pare poco più di 200.000 perché giustamente devono sopportare più coppia. I TSI invece ne hanno meno. Sicuramente una cinghia/catena che va a pu...ne non è il massimo... :rolleyes:
 
Non so, mi pare che il tuo atteggiamento sia di chi è convinto di essere Depositario della Verità Assoluta.
In ogni caso la Redazione provvederà a una replica, se riterrà opportuno.
Un saluto
 
francisco2010 ha scritto:
Sul numero di luglio, a pag. 190-191, 4R pubblica un interessante servizio su cinghie e catene di distribuzione.
Peccato qualche inesattezza e contraddizione.
Nella pagina della catena, alla voce Rumorosità cita i "...classici tipi a rulli, più robusti di quelli silenziosi e quindi utilizzati nei diesel".
Peccato che la verità sia proprio il contrario, sono le catene silenziose, o Morse, ad essere mooolto più robuste di quelli a rulli.

Io non direi... infatti vedi catene a rulli nelle distribuzioni ma non hai mai visto -e credo mai vedrai- una Morse in una trasmissione finale di una moto.
Le due tipologie di catene non sono sovrapponibili poiché prediligono qualità (e quindi utilizzi) diverse. Le catene a rulli che schiattano nelle distribuzioni sono solamente mal dimensionate, infatti sono quasi invariabilmente singole. Fossero doppie (Alfa 75) o triple durerebbero più del veicolo a qualunque chilometraggio. Solo che peserebbero troppo, sarebbero troppo larghe, avrebbero più inerzia e richiederebbero tenditori ed ingranaggi surdimensionati. In definitiva troppi contro rispetto ai pro, quindi non si usano. Una catena Morse larga 1,5 volte una a rulli va molto meglio ma limitatamente alla distribuzione, dove le forze da trasmettere sono più basse e prevedibili e la lubrificazione è continua ed abbondante.
 
MI pare chiaro che la robustezza (o resistenza alle sollecitazioni) sia pià che altro dovuta al corretto dimensionamento che alla tipologia utilizzata, comunque la catena più semplice che conosciamo è un oggetto che si presta ad un uso il più vasto possibile, e con ottimi risultati, lo dico da ciclista e motociclista... non per niente la aveva ideata Leonardo...
 
Il corretto dimensionamento è fondamentale sempre ma con le Morse permangono limiti insormontabili nella quantità di coppia trasmissibile e nella necessità di lubrificazione. E' vero che non manca superficie di contatto ma i perni sono sottili e piantati direttamente nelle piastrine.
 
:thumbup:
Grattaballe ha scritto:
Il corretto dimensionamento è fondamentale sempre ma con le Morse permangono limiti insormontabili nella quantità di coppia trasmissibile e nella necessità di lubrificazione. E' vero che non manca superficie di contatto ma i perni sono sottili e piantati direttamente nelle piastrine.
 
pi_greco ha scritto:
MI pare chiaro che la robustezza (o resistenza alle sollecitazioni) sia pià che altro dovuta al corretto dimensionamento che alla tipologia utilizzata,..

Concordo.

Poi però può arrivare il momento in cui il corretto dimensionamento non ci sta per ragioni dimensionali.
 
aryan ha scritto:
Sulle TDI mi pare poco più di 200.000 perché giustamente devono sopportare più coppia. I TSI invece ne hanno meno. Sicuramente una cinghia/catena che va a pu...ne non è il massimo... :rolleyes:

Quale coppia abbia il motore è assolutamente ininfluente.

Quello che conta è quanta ne serve per fare girare la cinghia. In effetti, sui diesel ne serve un po' di più perché deve fare girare la pompa del carburante a pressione più alta.

Comunque basta un dimensionamento corretto e la durata può tranquillamente essere la stessa.
 
Grattaballe ha scritto:
Io non direi... infatti vedi catene a rulli nelle distribuzioni ma non hai mai visto -e credo mai vedrai- una Morse in una trasmissione finale di una moto.
Le due tipologie di catene non sono sovrapponibili poiché prediligono qualità (e quindi utilizzi) diverse. Le catene a rulli che schiattano nelle distribuzioni sono solamente mal dimensionate, infatti sono quasi invariabilmente singole. Fossero doppie (Alfa 75) o triple durerebbero più del veicolo a qualunque chilometraggio. Solo che peserebbero troppo, sarebbero troppo larghe, avrebbero più inerzia e richiederebbero tenditori ed ingranaggi surdimensionati. In definitiva troppi contro rispetto ai pro, quindi non si usano. Una catena Morse larga 1,5 volte una a rulli va molto meglio ma limitatamente alla distribuzione, dove le forze da trasmettere sono più basse e prevedibili e la lubrificazione è continua ed abbondante.
1. Per la catena finale dei motocicli, siamo in un ambiente in cui le condizioni atmosferiche e la quasi assenza di lubrificazione sono la prima causa di rottura, che in genere avviene a 30-40.000 km. Su alcune moto di più, su altre di meno. Infatti ci sono catene che tra le piastre laterali e i rulli prevedono due O-ring (vedi figura) al cui interno é iniettato un grasso che diminuisce l'attrito. Cosa impossibile da fare nelle catene Morse, dato il numero di piastrine.

2. Ma ti sembra accettabile che dopo un secolo di distribuzione con catene a rulli non siano ancora capaci di dimensionarle correttamente???

Attached files /attachments/1817945=37261-catena motocicletta.jpg
 
francisco2010 ha scritto:
2. Ma ti sembra accettabile che dopo un secolo di distribuzione con catene a rulli non siano ancora capaci di dimensionarle correttamente???

Oltre al dimensionamento c'è anche l'installazione: lubrificazione, allineamenti tra i pignoni, tendicatena e loro tensione etc.

Non è mai semplice come sembra....
 
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