Condoglianze. Sembra una parola di "rito" ma credo che non serve davvero aggiungere altro.Nessuno di famoso, si tratta di mio padre.
Se n'e' andato qualche giorno fa, lasciando in me un vuoto enorme.
A lui devo la mia passione per le automobili.
Le macchinine da piccolo, i modellini da meno piccolo.
Aveva la collezione di 4r, quanti ne ho letti, quante pagelline mi sono divorato.
La f1 degli anni 90: io a tifare mansell, hill, villeneuve, montoya e lui ferrarista cotto finalmente arrivato con quel diavolo di schumi.
Io a guardargli il movimento dei piedi e delle mani a ogni cambiata, lui che faceva doppietta e punta tacco per non farmi capire nulla.
Gli facevo da navigatore ai raduni d'auto d'epoca: la prima coppa a bordo di un gt 1600 bianco.
Mi lasciava guidare a 12/13 anni, appena cominciai ad arrivare ai pedali, lo facevamo in luoghi non trafficati, ricordo la prima partenza con un'aprilia del 1949.
Mi lascio' guidare in condizioni non ideali pure la coupe' fiat 220 cv, due matti scocciati.
Dovette rinunciare a guidare che non aveva nemmeno 60 anni ma la sua passione mai si affievoli.
continuo' ad acquistare e vendere auto d'epoca tra cui veri gioielli che la povera industria italiana non e' piu' in grado di assicurare.
Penso di avergli dato tutto: una delle sue ultime gioie e' stata mettersi al mio fianco, stremato dalla fatica, lasciarsi trasportare sull'auto della sua vita (aurelia b20 IV), ascoltarmi cambiare come adorava fare lui, sulle sue strade, col sole che tramontava.
Gli stringevo la coscia ormai sempre piu' magra, lui si congratulava con me perche' la guida "allegra" lo faceva stare bene.
Ho sbagliato, come al solito, il punta tacco al tornante, facendolo sorridere, dandogli la certezza che almeno in questo non l'ho superato. Lunga vita alle automobili e a coloro che le amano!
arizona77 - 9 giorni fa
agricolo - 21 ore fa
quicktake - 2 anni fa
Suby01 - 10 mesi fa