Quella che è una buona soluzione per digerire i reflui delle stalle, sta diventando un problema per colpa di chi ha "fiutato l'affare".
Quella che è una buona soluzione per digerire i reflui delle stalle, sta diventando un problema per colpa di chi ha "fiutato l'affare".
Il problema è che usando SOLO rifiuti/sottoprodotti non altrimenti utilizzabili ne serve una quantità immane per far andare un impianto di dimensioni decenti, quindi solo con quello non lo ammortizzi, e siamo punto e daccapo. Ho avuto modo di visitare due biorefinery in Austria, una vicino a Vienna e una vicino a Graz: due gioielli di efficienza. Producono biogas, che immettono in rete previa purificazione e biodiesel, che possono vendere direttamente ai soci della cooperativa. Utilizzano appunto rifiuti organici e scarti alimentari300 ettari in media per un 999 kWe... x 1500 impianti fai un po' te il calcolo della superficie a mais, sorgo, triticale....
Se passi per la bassa padovana, per esempio, son spuntati come funghi....queste "aziende agricole"
Hanno più senso gli impianti che utilizzano il rifiuto FORSU ( frazione organica rifiuto solido urbano) in digestione anaerobica, se ben costruiti e gestiti; col biogas produci energia elettrica, puoi teleriscaldare e produrre biometano per trazione, non male.
Vero, le sole deiezioni animali dal punto di vista "energetico" non sono un gran che' dato che l'energia iniziale contenuta nei loro alimenti viene in gran parte da loro utilizzata.Neanche quello, la soluzione per i reflui delle stalle è il buon vecchio interramento del liquame (o meglio, del letame), che se gestito sulle giuste superfici consente anche un miglioramento della fertilità del suolo e riduce l'uso di fertilizzanti chimici. Però, dal momento che nel corso degli anni è stato fatto l'impossibile per mandare a ramengo i piccoli allevamenti zootecnici a favore di stalle di 8000 capi.......
Mentre noi la' ci mandiamo CDR (o CSS) a bruciare...Il problema è che usando SOLO rifiuti/sottoprodotti non altrimenti utilizzabili ne serve una quantità immane per far andare un impianto di dimensioni decenti, quindi solo con quello non lo ammortizzi, e siamo punto e daccapo. Ho avuto modo di visitare due biorefinery in Austria, una vicino a Vienna e una vicino a Graz: due gioielli di efficienza. Producono biogas, che immettono in rete previa purificazione e biodiesel, che possono vendere direttamente ai soci della cooperativa. Utilizzano appunto rifiuti organici e scarti alimentari
(surgelati avariati, vasetti di conserve scadute, roba così), ma sai qual è il substrato prevalente? Olio di frittura esausto. E sai dove lo vanno a prendere? In Slovacchia e in Ungheria........
agricolo - 2 giorni fa
Carloantonio70 - 21 ore fa
quicktake - 3 anni fa
Suby01 - 11 mesi fa