Che qualcosa vada fatto e subito e' fuori di dubbio.
Ma obbligare la gente a spendere ingentissime quantita' di denaro per non risolvere nulla (anzi allo stato attuale della tecnologia si avrebbe un peggioramento) non ha senso.
Temo che l'unica cosa che si possa fare subito sia rinunciare a buona parte del nostro consumismo di prodotti inutili, di spostamenti evitabili, di continua cementificazione e di eccessi di cibo.
Il problema e' che tutto cio' farebbe saltare gli equilibri economici, con tutte le conseguenze del caso.
Secondo me l'elettrico deve essere implementato, nelle giuste dosi, nei contesti dove e' piu' efficiente e dove e' piu' facile da implementare ovvero nelle citta' e nei contesti altamente urbanizzati, concentrando gli investimenti in primo luogo sui mezzi pubblici e sui mezzi di servizio delle aziende che operano in questi contesti.
Pero' e' ovvio che i trasporti con il "misero" 7% di CO2 a livello mondiale non possono certo imprimere un'inversione di tendenza.
Urge intervenire sul sistema industriale e sulle centrali che producono energia, che pesano circa il 30% l'una (60% in totale).