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&#34;Evento imprevedibile&#34;

pi_greco ha scritto:
infatti, dovevo parlare ad un meeting a sorrento, ma ho declinato l'invito, intanto veniva gente da tutto il mondo (aiuto ebola!!!) eppoi col vesuvio non dormirei tranquillo

Se permetti, un tantinello paranoica 'sta cosa: il Vesuvio è il vulcano più monitorato del mondo (proprio così), anche se non è possibile sapere quando esploderà, l'eruzione sarà preceduta da settimane, se non mesi, di segni premonitori, dando alla popolazione ed anche agli ospiti tutto il tempo di darsela a gambe. Storicamente è sempre stato così, il problema è che questi segnali non si sapevano ancora riconoscere.

Detto questo, anche se durante una tua eventuale permanenza ci dovessero essere i segnali premonitori e tu dovessi comunque decidere di infischiartene per aspettare l'eruzione, da Sorrento tutt'al più potresti assistere allo spettacolo pirotecnico più grandioso della tua esistenza. Dopo di che, tempo un paio d'ore e direzione del vento permettendo, vedresti i tetti delle auto e gli edifici colorarsi di grigio scuro per via della cenere. A quel punto non dovresti far altro che chiudere le finestre, giusto per evitare di sporcare te stesso e l'ambiente in cui soggiorni, per uno o due giorni, il tempo che passi il grosso dell'arrabbiatura al vulcano. Col Signore che sovrasta noi partenopei a vedersela brutta son sempre stati i paesi costieri (Portici, Ercolano, Torre del Greco e così via fino a Pompei) e quelli immediatamente a nord-nordovest dell'edificio vulcanico (San Sebastiano al Vesuvio), oltre è sempre stata per lo più questione di lapilli e cenere.

Se poi ci dovesse essere un eruzione tipo quelle preistoriche (peggiori di quella del 79 d.C) dubito che si possa sostenere che esista un luogo sicuro in tutta la penisola, con ogni probabilità noi qua giù non avremmo neanche il tempo di accorgerci di cosa stia accadendo, voi lassù fareste una fine lenta e dolorosa. Per fortuna però sembra che cose del genere siano state tipiche di diverse centinaia di milioni (se non miliardi) di anni fa ed abbiano cessato di accadere da un bel po'.

Insomma, se dovessi venire giù in Campania, il Vesuvio sarebbe con ogni probabilità l'ultimo dei tuoi problemi...... ;)
 
pi_greco ha scritto:
infatti, dovevo parlare ad un meeting a sorrento, ma ho declinato l'invito, intanto veniva gente da tutto il mondo (aiuto ebola!!!) eppoi col vesuvio non dormirei tranquillo

e intanto in polentonia è previsto il diluvio ... direi che non hai scampo :D
 
Matteo__ ha scritto:
pi_greco ha scritto:
infatti, dovevo parlare ad un meeting a sorrento, ma ho declinato l'invito, intanto veniva gente da tutto il mondo (aiuto ebola!!!) eppoi col vesuvio non dormirei tranquillo

Se permetti, un tantinello paranoica 'sta cosa: il Vesuvio è il vulcano più monitorato del mondo (proprio così), anche se non è possibile sapere quando esploderà, l'eruzione sarà preceduta da settimane, se non mesi, di segni premonitori, dando alla popolazione ed anche agli ospiti tutto il tempo di darsela a gambe. Storicamente è sempre stato così, il problema è che questi segnali non si sapevano ancora riconoscere.

Detto questo, anche se durante una tua eventuale permanenza ci dovessero essere i segnali premonitori e tu dovessi comunque decidere di infischiartene per aspettare l'eruzione, da Sorrento tutt'al più potresti assistere allo spettacolo pirotecnico più grandioso della tua esistenza. Dopo di che, tempo un paio d'ore e direzione del vento permettendo, vedresti i tetti delle auto e gli edifici colorarsi di grigio scuro per via della cenere. A quel punto non dovresti far altro che chiudere le finestre, giusto per evitare di sporcare te stesso e l'ambiente in cui soggiorni, per uno o due giorni, il tempo che passi il grosso dell'arrabbiatura al vulcano. Col Signore che sovrasta noi partenopei a vedersela brutta son sempre stati i paesi costieri (Portici, Ercolano, Torre del Greco e così via fino a Pompei) e quelli immediatamente a nord-nordovest dell'edificio vulcanico (San Sebastiano al Vesuvio), oltre è sempre stata per lo più questione di lapilli e cenere.

Se poi ci dovesse essere un eruzione tipo quelle preistoriche (peggiori di quella del 79 d.C) dubito che si possa sostenere che esista un luogo sicuro in tutta la penisola, con ogni probabilità noi qua giù non avremmo neanche il tempo di accorgerci di cosa stia accadendo, voi lassù fareste una fine lenta e dolorosa. Per fortuna però sembra che cose del genere siano state tipiche di diverse centinaia di milioni (se non miliardi) di anni fa ed abbiano cessato di accadere da un bel po'.

Insomma, se dovessi venire giù in Campania, il Vesuvio sarebbe con ogni probabilità l'ultimo dei tuoi problemi...... ;)

segni premonitori....settimane, mesi.....
Ve lo auguro di cuore
 
Beh, la vulcanologia è una scienza acerba e decisamente piena di incognite, però da che mondo e mondo, i vulcani esplosivi (come lo Sterminator Vesevo) segnali li han sempre dati. Se poi sfiga dovesse coglierci pazienza, però a quel punto chiunque di noi avrebbe parecchie più probabilità di imbattersi di primo mattino in un folle deciso ad ammazzare il primo poveretto che gli passi a tiro a suon di picconate in un luogo qualsiasi che possibilità che un vulcano scoppi di punto in bianco senza il benchè minimo avvertimento.
Con ogni probabilità la Terra è il luogo più sicuro dove un essere umano possa sperare di poggiare il deretano, questo però non deve autorizzare a pensare che il discorso sia a carattere assoluto, perchè il nostro pianeta, come tutto l'universo, è un posto tutt'altro che tranquillo. Se ci si dovesse iniziare a porre certi quesiti e ad avere determinate paure, tanto vale piantarsi un chiodo in testa fin da subito.
Ripeto, se doveste ritrovarvi a Napoli, non prestate troppa attenzione al vulcano, il portafogli o l'orologio meritano decisamente di più...... :D :D

Ps: chiedo scusa ai concittadini per l'ultima battuta, ma a trattenerla non ci son proprio riuscito......
 
Non e' quella la questione:
hai un segno premonitore, benissimo....
chi se la prende la grana di sbaraccare
( quando, intanto......subito, 3 gg.... :?: )
3.000.000 di persone.....
E se non succede subito, dopo quando le fai rientrare, e,
chi se la prende la grana del rientro....
Che', magari dopo 2 giorni,......vadavuva :shock: :?:
 
che storia.....
nessuno che si ricorda il sant Elens degli anni 80.
e il boom lo ha fatto pure...
e con tutti i segni di questo mondo...
saluti zanza
 
arizona77 ha scritto:
Non e' quella la questione:
hai un segno premonitore, benissimo....
chi se la prende la grana di sbaraccare
( quando, intanto......subito, 3 gg.... :?: )
3.000.000 di persone.....
E se non succede subito, dopo quando le fai rientrare, e,
chi se la prende la grana del rientro....
Che', magari dopo 2 giorni,......vadavuva :shock: :?:

Ma questo vale per tutte le calamità naturali, mica solo per il Vesuvio.....
 
zanzano ha scritto:
che storia.....
nessuno che si ricorda il sant Elens degli anni 80.
e il boom lo ha fatto pure...
e con tutti i segni di questo mondo...
saluti zanza

Classico esempio di ciò di cui parlavo.
All'epoca non si conosceva certo quello che si sa oggi, e i segnali vennero trascurati. Inoltre il grosso dei morti ci fu per via della nube piroclastica, non per l'eruzione in se. Ed anche perchè l'eruzione fu differente da come la si aspettava (apertura di una nuova caldera sul fianco della montagna, invece che sulla cima). Insomma, se lw persone fossero andate via quando avrebbero dovuto.......
 
Matteo__ ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Non e' quella la questione:
hai un segno premonitore, benissimo....
chi se la prende la grana di sbaraccare
( quando, intanto......subito, 3 gg.... :?: )
3.000.000 di persone.....
E se non succede subito, dopo quando le fai rientrare, e,
chi se la prende la grana del rientro....
Che', magari dopo 2 giorni,......vadavuva :shock: :?:

Ma questo vale per tutte le calamità naturali, mica solo per il Vesuvio.....

Certo, ma siccome puo' succedere,
per quello che e' assurda una concentrazione urbana del genere.....con strade,
decisamente non propio delle " haiuei " per fuggire
Succedesse a Matera, sarebbe ben piu' agevole lo sgombro
 
Elloso, il fatto è che Napoli e il suo porto hanno sempre avuto una posizione strategica. Metti che qui la gente, nonostante tutto, fa ancora tanti figli, ed ecco spiegato come mai un solo piccolo comune limitrofo alla città come Portici abbia quasi la popolazione di Bari. Inoltre le stesse eruzioni del Vesuvio in passato hanno reso il terreno particolarmente fertile, ed ecco spiegata anche la grande densità abitativa di tutta l'area vesuviana. In pratica da Napoli fino all'Agro Nocerino-Sarnese è un unico blocco di edifici, senza soluzione di continuità nonostante si passi per il territorio di decine di comuni, una cosa che in Italia non credo abbia pari. Se l'avessi a portata di mano agevolerei una foto fatta a suo tempo dal monte Faito, si vede bene tutto il golfo ed eccettuata l'area degli scavi di Pompei, praticamente non si vedeono aree verdi fino a Castellammare di Stabia.
Insomma son tutti agglomerati che esistevano già ai tempi dei romani, solo che oggi son molto più popolati. Se mi passate la provocazione, diciamo che considerata la posizione della città all'interno del mediterraneo, più che i napoletani, a stare al posto sbagliato è proprio il Vesuvio: mantenere disabitata questa zona a mio avviso sarebbe stato praticamente impossibile già ai tempi dei romani, figurarsi oggi.
Non dimentichiamo che con ogni probabilità Napoli come insediamento organizzato esiste da prima di Roma. A prescindere dall'abusivismo edilizio, che pure c'è e anche pesantemente, il grosso della cittadinanza è perfettamente in regola, da qualche migliaia di anni......questa situazione insomma, è solo in parte attribuibile all'uomo moderno, anche al netto degli abusivi, evacuare la popolazione restante sarebbe sempre un enorme (e probabilmente irrisolvibile) problema. Rendere ad esempio sicura Napoli da questo punto di vista significherebbe solo spianarla e rifarla da capo, e ciò non è possibile.
L'unica allora è convivere, sapendo sempre che il Vesuvio c'era da molto prima di noi, che siamo solo ospiti passeggeri. Con un po' di fortuna, è possibile che noi non lo si veda mai arrabbiato.
 
COnsiglio caldamente la lettura di questa lettera scritta da Plinio il Giovane a tacito, nella quale racconta i prodromi dell'eruzione e la volontà di Plinio il Vecchio di andare ad investigare (cosa che gli costò la vita)

http://www.danpiz.net/napoli/dintorni/Plinio.htm

Lettera di Plinio il giovane a Tacito sull'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.
"Mi chiedi che io ti esponga la morte di mio zio, per poterla tramandare con una maggiore obiettività ai posteri.

Te ne ringrazio, in quanto sono sicuro che, se sarà celebrata da te, la sua morte sarà destinata ad una gloria immortale.

Era a Miseno e teneva direttamente il comando della flotta. Il 24 agosto, verso l'una del pomeriggio, mia madre lo informa che spuntava una nube fuori dell'ordinario sia per grandezza che per aspetto. Egli dopo aver preso un bagno di sole e poi un altro nell'acqua fredda, aveva fatto uno spuntino stando nella sua brandina da lavoro ed attendeva allo studio; si fa portare i sandali e sale in una località che offriva le migliori condizioni per contemplare quel prodigio.

Si elevava una nube, ma chi guardava da lontano non riusciva a precisare da quale montagna (si seppe poi in seguito che era il Vesuvio): nessun'altra pianta meglio del pino ne potrebbe riprodurre la figura e la forma. Infatti slanciatasi in su come se si sorreggesse su di un altissimo tronco, si allargava poi in quelli che si potrebbero chiamare dei rami; credo che il motivo risiedesse nel fatto che, innalzata dal turbine subito dopo l'esplosione e poi privata del suo appoggio quando quello andò esaurendosi, o anche vinta dal suo stesso peso, si dissolveva allargandosi: talora era bianchissima, talora sporca e macchiata, a seconda che aveva trascinato con sé terra o cenere.

Nella sua profonda passione per la scienza, stimò che si trattasse di un fenomeno molto importante e meritevole di essere studiato più da vicino. Ordina che gli si prepari una liburna e mi offre la possibilità di andare con lui se lo desiderassi. Gli risposi che preferivo attendere ai miei studi e, per caso, proprio lui mi aveva assegnato un lavoro da svolgere per iscritto.

Mentre usciva di casa, gli viene consegnata una lettera da parte dì Rettina, moglie di Casco, la quale, terrorizzata dal pericolo incombente (infatti la sua villa era posta lungo la spiaggia della zona minacciata e l'unica via di scampo era rappresentata dalle navi), lo pregava che la strappasse da quel frangente così spaventoso.

Egli allora cambia progetto e ciò che aveva incominciato per un interesse scientifico lo affronta per l'impulso della sua eroica coscienza.

Fa uscire in mare delle quadriremi e vi sale egli stesso, per venire in soccorso non solo a Rettina ma a molta gente, poiché quel litorale, in grazia della sua bellezza era fittamente abitato. Si affretta colà donde gli altri fuggono e punta la rotta ed il timone proprio nel cuore del pericolo, così immune dalla paura da dettare e da annotare tutte le evoluzioni e tutte le configurazioni di quel cataclisma, come riusciva a coglierle successivamente con lo sguardo.

Ormai, quanto più si avvicinavano, la cenere cadeva sulle navi sempre più calda e più densa, vi cadevano ormai anche pomici e pietre nere, corrose e spezzate dal fuoco, ormai si era creato un bassofondo improvviso ed una frana della montagna impediva di accostarsi al litorale. Dopo una breve esitazione se dovesse ripiegare all'indietro, al pilota che gli suggeriva quest'alternativa tosto replicò: «La fortuna aiuta i prodi; dirigiti sulla dimora di Pomponiano".

Questi si trovava a Stabia, dalla parte opposta del golfo (giacché il mare si inoltra nella dolce insenatura formata dalle coste arcuate a semicerchio); colà quantunque il pericolo non fosse ancora vicino, siccome però lo si poteva scorgere bene e ci si rendeva conto che, nel suo espandersi, era ormai imminente, Pomponiano aveva trasportato su delle navi le sue masserizie, determinato a fuggire non appena si fosse calmato il vento contrario. Per mio zio invece questo era allora pienamente favorevole, così che vi giunge, lo abbraccia tutto spaventato com'era, lo conforta, gli fa animo e, per smorzare la sua paura con la propria serenità, si fa calare nel bagno: terminata la pulizia, prende posto a tavola e consuma la sua cena con un fare gioviale o, cosa che presuppone una grandezza non inferiore, recitando la parte dell'uomo gioviale.

Nel frattempo dal Vesuvio risplendevano in parecchi luoghi delle larghissime strisce di fuoco e degli incendi che emettevano alte vampate, i cui bagliori e la cui luce erano messi in risalto dal buio della notte. Egli, per sedare lo sgomento, insisteva nel dire che si trattava di fuochi lasciati accesi dai contadini nell'affanno di mettersi in salvo e di ville abbandonate che bruciavano nella campagna. Poi si prese un po' di riposo e riposò di un sonno certamente genuino. Infatti il suo respiro, che, a causa della sua corpulenza, era piuttosto profondo e rumoroso, veniva percepito da coloro che andavano avanti e indietro dinanzi alla sua soglia.

Senonché il cortile da cui si accedeva alla sua stanza, riempiendosi di cenere mista a pomici, aveva ormai innalzato tanto il suo livello che, se mio zio avesse ulteriormente indugiato nella sua camera, non avrebbe più avuto la possibilità di uscirne.

Svegliato, viene fuori e si ricongiunge al gruppo di Pomponiano e di tutti gli altri, i quali erano rimasti desti fino a quel momento. Insieme esaminano se sia preferibile starsene al coperto o andare alla ventura allo scoperto. Infatti, sotto l'azione di frequenti ed enormi scosse, i caseggiati traballavano e, come se fossero stati sbarbicati dalle loro fondamenta, lasciavano l'impressione di sbandare ora da una parte ora dell'altra e poi di ritornare in sesto. D'altronde all'aperto cielo c'era da temere la caduta di pomici, anche se erano leggere e corrose; tuttavia il confronto tra i due pericoli indusse a scegliere quest'ultimo. In mio zio una ragione predominò sull'altra, nei suoi compagni una paura s'impose sull'altra. Si pongono in testa dei cuscini e li fissano con dei capi di biancheria; questa era la loro difesa contro tutto ciò che cadeva dall'alto.

Altrove era già giorno, là invece era una notte più nera e più fitta di qualsiasi notte, quantunque fosse mitigata da numerose fiaccole e da luci di varia provenienza. Si trovò conveniente di recarsi sulla spiaggia ed osservare da vicino se fosse già possibile tentare il viaggio per mare; ma esso perdurava ancora sconvolto ed intransitabile. Colà, sdraiato su di un panno steso per terra, chiese a due riprese dell'acqua fresca e ne bevve. Poi delle fiamme ed un odore di zolfo che preannunciava le fiamme spingono gli altri in fuga e lo ridestano.

Sorreggendosi su due semplici schiavi riuscì a rimettersi in piedi, ma subito stramazzò: da quanto io posso arguire, l'atmosfera troppo pregna di ceneri gli soffocò la respirazione e gli otturò la gola, che era per costituzione malaticcia, gonfia e spesso infiammata.

Quando riapparve la luce del sole (era il terzo giorno da quello che aveva visto per ultimo) il suo cadavere fu trovato intatto, illeso e rivestito degli stessi abiti che aveva indossati: la maniera con cui il suo corpo si presentava faceva più pensare ad uno che dormisse che non ad un morto.

Frattanto a Miseno io e mia madre... ma questo non interessa la storia e tu non hai espresso il desiderio dl essere informato di altro che della sua morte. Dunque terminerò.

Aggiungerò solo una parola: che ti ho esposto tutte cose alle quali ho partecipato o che mi sono state riferite immediatamente dopo, quando i ricordi conservano ancora la massima precisione."

Da ciò (e da altri scritti contemporanei) se ne desume che l'eruzione venne abbondantemente preannunciata.
 
Matteo__ ha scritto:
pi_greco ha scritto:
infatti, dovevo parlare ad un meeting a sorrento, ma ho declinato l'invito, intanto veniva gente da tutto il mondo (aiuto ebola!!!) eppoi col vesuvio non dormirei tranquillo

Se permetti, un tantinello paranoica 'sta cosa: il Vesuvio è il vulcano più monitorato del mondo (proprio così), anche se non è possibile sapere quando esploderà, l'eruzione sarà preceduta da settimane, se non mesi, di segni premonitori, dando alla popolazione ed anche agli ospiti tutto il tempo di darsela a gambe. Storicamente è sempre stato così, il problema è che questi segnali non si sapevano ancora riconoscere.

Detto questo, anche se durante una tua eventuale permanenza ci dovessero essere i segnali premonitori e tu dovessi comunque decidere di infischiartene per aspettare l'eruzione, da Sorrento tutt'al più potresti assistere allo spettacolo pirotecnico più grandioso della tua esistenza. Dopo di che, tempo un paio d'ore e direzione del vento permettendo, vedresti i tetti delle auto e gli edifici colorarsi di grigio scuro per via della cenere. A quel punto non dovresti far altro che chiudere le finestre, giusto per evitare di sporcare te stesso e l'ambiente in cui soggiorni, per uno o due giorni, il tempo che passi il grosso dell'arrabbiatura al vulcano. Col Signore che sovrasta noi partenopei a vedersela brutta son sempre stati i paesi costieri (Portici, Ercolano, Torre del Greco e così via fino a Pompei) e quelli immediatamente a nord-nordovest dell'edificio vulcanico (San Sebastiano al Vesuvio), oltre è sempre stata per lo più questione di lapilli e cenere.

Se poi ci dovesse essere un eruzione tipo quelle preistoriche (peggiori di quella del 79 d.C) dubito che si possa sostenere che esista un luogo sicuro in tutta la penisola, con ogni probabilità noi qua giù non avremmo neanche il tempo di accorgerci di cosa stia accadendo, voi lassù fareste una fine lenta e dolorosa. Per fortuna però sembra che cose del genere siano state tipiche di diverse centinaia di milioni (se non miliardi) di anni fa ed abbiano cessato di accadere da un bel po'.

Insomma, se dovessi venire giù in Campania, il Vesuvio sarebbe con ogni probabilità l'ultimo dei tuoi problemi...... ;)
ma mi prendi sul serio? non posso venire a sorrento per problemi tecnici che non mi consentono di fare l'analisi dati che avrei voluto esporre, altrimenti mi sarei perso una mezza settimanella al'hilton sorrento palace?

P.S. Da ricercatore avevo collaborato al sistema di rilevazione del radon indice dell'attività sismica e vulcanica, che prevedeva una ventina di centraline sperse sul Vesuvio, so che è molto monitorato...
 
Matteo__ ha scritto:
Elloso, il fatto è che Napoli e il suo porto hanno sempre avuto una posizione strategica. Metti che qui la gente, nonostante tutto, fa ancora tanti figli, ed ecco spiegato come mai un solo piccolo comune limitrofo alla città come Portici abbia quasi la popolazione di Bari. Inoltre le stesse eruzioni del Vesuvio in passato hanno reso il terreno particolarmente fertile, ed ecco spiegata anche la grande densità abitativa di tutta l'area vesuviana. In pratica da Napoli fino all'Agro Nocerino-Sarnese è un unico blocco di edifici, senza soluzione di continuità nonostante si passi per il territorio di decine di comuni, una cosa che in Italia non credo abbia pari. Se l'avessi a portata di mano agevolerei una foto fatta a suo tempo dal monte Faito, si vede bene tutto il golfo ed eccettuata l'area degli scavi di Pompei, praticamente non si vedeono aree verdi fino a Castellammare di Stabia.
Insomma son tutti agglomerati che esistevano già ai tempi dei romani, solo che oggi son molto più popolati. Se mi passate la provocazione, diciamo che considerata la posizione della città all'interno del mediterraneo, più che i napoletani, a stare al posto sbagliato è proprio il Vesuvio: mantenere disabitata questa zona a mio avviso sarebbe stato praticamente impossibile già ai tempi dei romani, figurarsi oggi.
Non dimentichiamo che con ogni probabilità Napoli come insediamento organizzato esiste da prima di Roma. A prescindere dall'abusivismo edilizio, che pure c'è e anche pesantemente, il grosso della cittadinanza è perfettamente in regola, da qualche migliaia di anni......questa situazione insomma, è solo in parte attribuibile all'uomo moderno, anche al netto degli abusivi, evacuare la popolazione restante sarebbe sempre un enorme (e probabilmente irrisolvibile) problema. Rendere ad esempio sicura Napoli da questo punto di vista significherebbe solo spianarla e rifarla da capo, e ciò non è possibile.
L'unica allora è convivere, sapendo sempre che il Vesuvio c'era da molto prima di noi, che siamo solo ospiti passeggeri. Con un po' di fortuna, è possibile che noi non lo si veda mai arrabbiato.

Ce lo so pure io:
Napoli ha 1 mln di abitanti ma con i comuni contigui arriva tranquillamente a 3:
il sottosuolo e' un groviera,
le case sono quello che sono,
le strade pure.
Per quello, qualche post fa, Vi facevo gli auguri.
 
pi_greco ha scritto:
Matteo__ ha scritto:
pi_greco ha scritto:
infatti, dovevo parlare ad un meeting a sorrento, ma ho declinato l'invito, intanto veniva gente da tutto il mondo (aiuto ebola!!!) eppoi col vesuvio non dormirei tranquillo

Se permetti, un tantinello paranoica 'sta cosa: il Vesuvio è il vulcano più monitorato del mondo (proprio così), anche se non è possibile sapere quando esploderà, l'eruzione sarà preceduta da settimane, se non mesi, di segni premonitori, dando alla popolazione ed anche agli ospiti tutto il tempo di darsela a gambe. Storicamente è sempre stato così, il problema è che questi segnali non si sapevano ancora riconoscere.

Detto questo, anche se durante una tua eventuale permanenza ci dovessero essere i segnali premonitori e tu dovessi comunque decidere di infischiartene per aspettare l'eruzione, da Sorrento tutt'al più potresti assistere allo spettacolo pirotecnico più grandioso della tua esistenza. Dopo di che, tempo un paio d'ore e direzione del vento permettendo, vedresti i tetti delle auto e gli edifici colorarsi di grigio scuro per via della cenere. A quel punto non dovresti far altro che chiudere le finestre, giusto per evitare di sporcare te stesso e l'ambiente in cui soggiorni, per uno o due giorni, il tempo che passi il grosso dell'arrabbiatura al vulcano. Col Signore che sovrasta noi partenopei a vedersela brutta son sempre stati i paesi costieri (Portici, Ercolano, Torre del Greco e così via fino a Pompei) e quelli immediatamente a nord-nordovest dell'edificio vulcanico (San Sebastiano al Vesuvio), oltre è sempre stata per lo più questione di lapilli e cenere.

Se poi ci dovesse essere un eruzione tipo quelle preistoriche (peggiori di quella del 79 d.C) dubito che si possa sostenere che esista un luogo sicuro in tutta la penisola, con ogni probabilità noi qua giù non avremmo neanche il tempo di accorgerci di cosa stia accadendo, voi lassù fareste una fine lenta e dolorosa. Per fortuna però sembra che cose del genere siano state tipiche di diverse centinaia di milioni (se non miliardi) di anni fa ed abbiano cessato di accadere da un bel po'.

Insomma, se dovessi venire giù in Campania, il Vesuvio sarebbe con ogni probabilità l'ultimo dei tuoi problemi...... ;)
ma mi prendi sul serio? non posso venire a sorrento per problemi tecnici che non mi consentono di fare l'analisi dati che avrei voluto esporre, altrimenti mi sarei perso una mezza settimanella al'hilton sorrento palace?

P.S. Da ricercatore avevo collaborato al sistema di rilevazione del radon indice dell'attività sismica e vulcanica, che prevedeva una ventina di centraline sperse sul Vesuvio, so che è molto monitorato...

Perdonami, ma per noi partenopei sentire frasi del genere da foresti è all'ordine del giorno, e di solito son seri. Tieni presente poi che hai scritto e non parlato, senza nulla che mi facesse capire il tuo tono, come biasimarmi nel momento in cui abbia preso la tua battuta per la solita affermazione fatta da chi avrebbe terrore di vivere alle pendici di un vulcano, pur magari vivendo in un luogo a fortissimo rischio idrogeologico e/o sismico, come è praticamente l'interezza della superficie del nostro Paese?
 
Matteo__ ha scritto:
Perdonami, ma per noi partenopei sentire frasi del genere da foresti è all'ordine del giorno, e di solito son seri. Tieni presente poi che hai scritto e non parlato, senza nulla che mi facesse capire il tuo tono, come biasimarmi nel momento in cui abbia preso la tua battuta per la solita affermazione fatta da chi avrebbe terrore di vivere alle pendici di un vulcano, pur magari vivendo in un luogo a fortissimo rischio idrogeologico e/o sismico, come è praticamente l'interezza della superficie del nostro Paese?

Parlo per uno che e' stato diverse volte in citta'....
Cercando pero' di stare il piu' distaccato possibile dai luoghi comuni
Parlo per uno, attaccatissimo a l' Aquila
( la citta' di mia madre ),
quindi per uno che ha vissuto sulla pelle quel disastro di quella notte.
Nel senso che le calamita' non si possono prevedere
( il giorno prima era stato fatto un comunicato tipo
" andate a letto tranquilli " )
( e c'era quello studioso che diceva che sarebbe successo....
senza pero' sapere ne' quando, ne' dove ).
E se mai si prevedessero, un conto e' smobilitare Matera
un conto la urbanizzazione globale Napoli.
Poi mi rendo conto .....
e soprattutto non sto " sgridando " nessuno, sto solo analizzando dei fatti
oggettivi.
 
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