<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> 2001: la grande iattura ebbe inizio | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

2001: la grande iattura ebbe inizio

avevo letto di questa tesi di Cirino Pomicino, ma non mi riferisco a lui. Mi pare di capire che invece tu accogli l'idea di Alberto Bagnai secondo cui il cambio flessibile è la miglior cosa perché, appunto, la fluttuazione permette gli adeguati aggiustamenti nei casi di andamenti non convergenti tra due Stati. Devo dire che è una tesi interessante. In ogni caso, il suo libro, letto qualche tempo fa, non mi ha convinto.

Ora, giustissimo ciò che hai scritto: la teoria economica insegna che, se non si può utilizzare lo strumento della svalutazione, per rendere le imprese maggiormente competitive non c'è altro modo che svalutare il lavoro. Pagare meno gli operai per avere costi di produzione minori ed essere più competitivi sui mercati internazionali. In realtà, la scarsa competitività di molti Paesi del sud è causa di quel processo di decrescita dei prezzi, cui il QE di Draghi tenta di rimediare. In altri termini, l'impossibilità di svalutare comporta la necessità di ridurre i costi produttivi attraverso la deflazione: il male della nostra Europa negli ultimissimi anni. Da qui l'immissione di moneta sul mercato attraverso l'acquisto di titoli da parte della Bce.

E' tutto ciò colpa della moneta unica? Sì e no. Tralasciando gli altri, il nostro Paese soffre di un problema di competitività, derivante dalla mancata crescita della produttività negli ultimi 20-25 anni. Da quando, cioè, il mercato si è globalizzato. Se la produttività non cresce, la competitività non può che seguire a ruota e la svalutazione competitiva non rappresenta che una misura d'emergenza. Ma non si può pensare di competere sui mercati globali svalutando qua e là: lo abbiamo già fatto negli anni '70. Per questo sostengo che l'euro non sia la principale causa: in un mercato comune chi è meno competitivo è meno protetto e quindi arranca, ma allora bisognerebbe chiedersi per quale ragione siamo bloccati. Alcune tesi: scarsi investimenti nell'hi-tech; troppo sommerso.

Era quindi sufficiente restare fuori dall'eurozona? Bene, nei primi anni novanta lo spread rispetto ai titoli tedeschi era elevatissimo, con il conseguente rischio insolvenza. Solo con l'ingresso nell'euro abbiamo goduto di tassi bassi, simili a quelli degli altri Paesi, situazione che purtroppo non abbiamo sfruttato per ridurre il debito. Ma mi sono già dilungato troppo... pardon
 
Potrò anche sbagliarmi ma al momento del cambio Lira/€ se lo stipendio era, ipotizziamo 1.000.000 di lire s'è passati a 500 €, una cosa che costava 1.000.000 lire è passata a 1000 €.
Quindi se prima per acquistare qualche cosa che valeva 1.000.000 usavo uno stipendio, poi ne dovevo usare 2. Basta vedere i carrelli della spesa, con 100.000 lire uscivi con il carrello bel pieno, ora con 50€ il carrello è 1/4, ammettiamo pure che sia passato del tempo e ci sono gli aumenti fisiologici, ma è stat una bella botta.
 
Io ho studiato quattro acche di economia al secondo anno di agraria, per cui, a distanza di sette lustri posso ritenere che le mie competenze in materia siano al livello di quelle di un facocero del Madagascar. Però, ricordo decentemente le tabelline, e queste mi dicono che dal momento in cui ho iniziato ad avere per le tasche euro invece di lire, il mio potere d'acquisto di dipendente più o meno pubblico è andato in caduta libera. Di chi sia la colpa non lo so, ma gli giunga di cuore il mio vaffanculo.
 
il punto importante è: il cambio euro-lira era sostanzialmente adeguato? O fissarlo a 1936,27 lire è stato un errore? Giusto in questi giorni leggevo un libro in cui, ad un certo punto, si sostiene che il cambio non è stato favorevole perché la lira si è rivalutata eccessivamente rispetto agli anni immediatamente precedenti. Ma è ancha vero che si è svalutata, e non di poco, rispetto all'anno della tempesta valutaria (il 1992).

Secondo alcune ricostruzioni, il cambio nel 1996 fu fissato in base ad una serie di trattative condotte dal nostro governo. L'accordo fu, come di consueto, un compromesso nel quale l'Italia non ha ottenuto il massimo ma neppure poco.

In estrema sintesi, se il cambio fosse stato in ipotesi 1€ = 1.500 lire, la lira sarebbe stata rivalutata, cioè più costosa rispetto al cambio di 1936,27. Questo significa, però, che l'export sarebbe stato eccessivamente penalizzato in quanto acquistare un prodotto italiano, dall'estero, sarebbe costato di più in virtù del cambio apprezzato. Un valore prossimo a 2.000 lire, invece, avrebbe avuto l'effetto opposto, una sorta di svalutazione dalla quale l'export trae vantaggi perché i prodotti nostrani costano meno all'estero.

Sinceramente non saprei dire chi ha ragione, l'economia non è il mio settore, ma continuo a pensare che i problemi dell'Italia risiedano altrove. Un po' tutta la letteratura che ho avuto modo di consultare negli ultimi anni va in questa direzione


Il cambio e' stato fatto a 1936
perche il cambio Lira / Marco stava a 990....
Il resto e' facile;)
 
Io ho studiato quattro acche di economia al secondo anno di agraria, per cui, a distanza di sette lustri posso ritenere che le mie competenze in materia siano al livello di quelle di un facocero del Madagascar. Però, ricordo decentemente le tabelline, e queste mi dicono che dal momento in cui ho iniziato ad avere per le tasche euro invece di lire, il mio potere d'acquisto di dipendente più o meno pubblico è andato in caduta libera. Di chi sia la colpa non lo so, ma gli giunga di cuore il mio vaffanculo.

va che volgarita':D:D:):)
dai cosi di brutto brutto, non si fa
 
Io ho studiato quattro acche di economia al secondo anno di agraria, per cui, a distanza di sette lustri posso ritenere che le mie competenze in materia siano al livello di quelle di un facocero del Madagascar. Però, ricordo decentemente le tabelline, e queste mi dicono che dal momento in cui ho iniziato ad avere per le tasche euro invece di lire, il mio potere d'acquisto di dipendente più o meno pubblico è andato in caduta libera. Di chi sia la colpa non lo so, ma gli giunga di cuore il mio vaffanculo.



Forse perche' da Statali avete lo stipendio bloccato da un bel tot di anni
 
avevo letto di questa tesi di Cirino Pomicino, ma non mi riferisco a lui. Mi pare di capire che invece tu accogli l'idea di Alberto Bagnai secondo cui il cambio flessibile è la miglior cosa perché, appunto, la fluttuazione permette gli adeguati aggiustamenti nei casi di andamenti non convergenti tra due Stati. Devo dire che è una tesi interessante. In ogni caso, il suo libro, letto qualche tempo fa, non mi ha convinto.

io non ho letto ne pomicino ne bagnai ma:
https://www.ibs.it/economia-internazionale-vol-1-commercio-libro-dominick-salvatore/e/9788808821164
https://www.ibs.it/macroeconomia-libro-paul-r-krugman-robin-wells/e/9788808300645

Ora, giustissimo ciò che hai scritto: la teoria economica insegna che, se non si può utilizzare lo strumento della svalutazione, per rendere le imprese maggiormente competitive non c'è altro modo che svalutare il lavoro. Pagare meno gli operai per avere costi di produzione minori ed essere più competitivi sui mercati internazionali. In realtà, la scarsa competitività di molti Paesi del sud è causa di quel processo di decrescita dei prezzi, cui il QE di Draghi tenta di rimediare. In altri termini, l'impossibilità di svalutare comporta la necessità di ridurre i costi produttivi attraverso la deflazione: il male della nostra Europa negli ultimissimi anni. Da qui l'immissione di moneta sul mercato attraverso l'acquisto di titoli da parte della Bce.

tutti sapevano che il QE di Draghi non avrebbe funzionato ed è facile intuire perchè: l'inflazione, il livello dei prezzi, dipende dai salari! se la disponibilità economica si riduce si spende meno e i prezzi non salgono.
Quindi la deflazione è causata indirettamente dell'€: l'euro comprime i salari--> la gente non spende --> deflazione.


E' tutto ciò colpa della moneta unica? Sì e no. Tralasciando gli altri, il nostro Paese soffre di un problema di competitività, derivante dalla mancata crescita della produttività negli ultimi 20-25 anni. Da quando, cioè, il mercato si è globalizzato. Se la produttività non cresce, la competitività non può che seguire a ruota e la svalutazione competitiva non rappresenta che una misura d'emergenza. Ma non si può pensare di competere sui mercati globali svalutando qua e là: lo abbiamo già fatto negli anni '70. Per questo sostengo che l'euro non sia la principale causa: in un mercato comune chi è meno competitivo è meno protetto e quindi arranca, ma allora bisognerebbe chiedersi per quale ragione siamo bloccati. Alcune tesi: scarsi investimenti nell'hi-tech; troppo sommerso.

qui vedo un po di luoghi comuni in salsa liberista, voglio sperare tu sia in buona fede.
la produttività, anche questa, dipende dai salari: se non c'è domanda nessun imprenditore ha incentivo a migliorare i processi produttivi già in essere.

come si vede dal grafico la produttività segue i salari: quando questi diventano piatti anche la produttività si ferma:
italia produttività salari.png

teniamo presente che l'Italia è in regime di cambi fissi dal 1978 quando aderì allo SME la prima volta, fino al 1992 e poi di nuovo dal 1996 fino ad oggi... quindi è dal '78 che i salari vengono sistematicamente colpiti per "sopportare" il cambio fisso: partendo dall'abolizione della scalamobile ('84) fino agli odierni voucher tutto è fatto in funzione della svalutazione salariale non potendo effettuare quella del cambio.

Era quindi sufficiente restare fuori dall'eurozona? Bene, nei primi anni novanta lo spread rispetto ai titoli tedeschi era elevatissimo, con il conseguente rischio insolvenza. Solo con l'ingresso nell'euro abbiamo goduto di tassi bassi, simili a quelli degli altri Paesi, situazione che purtroppo non abbiamo sfruttato per ridurre il debito. Ma mi sono già dilungato troppo... pardon

Anche qui sono costretto a contraddirti... l'abbassamento dei tassi NON è dovuto all'euro...
L'abbassamento dei tassi è un fenomeno globale e, come dice il vicepresidente della BCE V.Constancio, (low rates) are the result of real economy developments and global factors, some of which are of a secular nature.
https://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2016/html/sp160615.en.html

10-Year Sovereign_Yield.jpg

come puoi vedere dal grafico o i tassi sono scesi per un effetto macroeconomico globale e quindi ha ragione Constancio che può vantare tutto il team di esperti della BCE (e che essendo in conflitto di interessi ha interesse a dare meriti all'euro e non lo fa) oppure Canada e UK hanno l'euro e non me ne sono accorto!xD

tanti cari saluti di buon anno!
 
i responsabili principali sono due, uno é morto, l'altro é ancora vivo.
Uno è Berlusconi che non mantenne l'obbligo del doppio prezzo su i cartellini dando via libera ai commercianti che ne approfittarono. L'altra è di una classe politica che ha continuato a rubare, come quella greca. Ed infatti..... Quindi, se siamo nella m..da, ops, nei guai, la colpa è solamente nostra è non di una moneta che alla fine è solo un pezzo di ferro o di carta. Abbiamo la solita furbizia di dare sempre agli altri la colpa dei nostri fallimenti.
 
giusto per completare il discorso visto la notizia di oggi:

http://www.ilfattoquotidiano.it/201...l-1959-consumatori-effetti-recessivi/3295535/

è strano che accada?!?! direi proprio di no perchè:

Venuta meno la possibilità di svalutare la moneta, i paesi della zona euro che tentano di recuperare competitività sul versante dei costi devono ricorrere alla "svalutazione interna" (contenimento di prezzi e salari). Questa politica presenta però limiti e risvolti negativi, non da ultimo in termini di un aumento della disoccupazione e del disagio sociale.

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-43_it.htm

quindi ce lo dicono chiaramente che l'euro causa disoccupazione e quindi deflazione, non serve neanche più aver fatto Micro e Macro all'università.
 
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