avevo letto di questa tesi di Cirino Pomicino, ma non mi riferisco a lui. Mi pare di capire che invece tu accogli l'idea di Alberto Bagnai secondo cui il cambio flessibile è la miglior cosa perché, appunto, la fluttuazione permette gli adeguati aggiustamenti nei casi di andamenti non convergenti tra due Stati. Devo dire che è una tesi interessante. In ogni caso, il suo libro, letto qualche tempo fa, non mi ha convinto.
Ora, giustissimo ciò che hai scritto: la teoria economica insegna che, se non si può utilizzare lo strumento della svalutazione, per rendere le imprese maggiormente competitive non c'è altro modo che svalutare il lavoro. Pagare meno gli operai per avere costi di produzione minori ed essere più competitivi sui mercati internazionali. In realtà, la scarsa competitività di molti Paesi del sud è causa di quel processo di decrescita dei prezzi, cui il QE di Draghi tenta di rimediare. In altri termini, l'impossibilità di svalutare comporta la necessità di ridurre i costi produttivi attraverso la deflazione: il male della nostra Europa negli ultimissimi anni. Da qui l'immissione di moneta sul mercato attraverso l'acquisto di titoli da parte della Bce.
E' tutto ciò colpa della moneta unica? Sì e no. Tralasciando gli altri, il nostro Paese soffre di un problema di competitività, derivante dalla mancata crescita della produttività negli ultimi 20-25 anni. Da quando, cioè, il mercato si è globalizzato. Se la produttività non cresce, la competitività non può che seguire a ruota e la svalutazione competitiva non rappresenta che una misura d'emergenza. Ma non si può pensare di competere sui mercati globali svalutando qua e là: lo abbiamo già fatto negli anni '70. Per questo sostengo che l'euro non sia la principale causa: in un mercato comune chi è meno competitivo è meno protetto e quindi arranca, ma allora bisognerebbe chiedersi per quale ragione siamo bloccati. Alcune tesi: scarsi investimenti nell'hi-tech; troppo sommerso.
Era quindi sufficiente restare fuori dall'eurozona? Bene, nei primi anni novanta lo spread rispetto ai titoli tedeschi era elevatissimo, con il conseguente rischio insolvenza. Solo con l'ingresso nell'euro abbiamo goduto di tassi bassi, simili a quelli degli altri Paesi, situazione che purtroppo non abbiamo sfruttato per ridurre il debito. Ma mi sono già dilungato troppo... pardon
Ora, giustissimo ciò che hai scritto: la teoria economica insegna che, se non si può utilizzare lo strumento della svalutazione, per rendere le imprese maggiormente competitive non c'è altro modo che svalutare il lavoro. Pagare meno gli operai per avere costi di produzione minori ed essere più competitivi sui mercati internazionali. In realtà, la scarsa competitività di molti Paesi del sud è causa di quel processo di decrescita dei prezzi, cui il QE di Draghi tenta di rimediare. In altri termini, l'impossibilità di svalutare comporta la necessità di ridurre i costi produttivi attraverso la deflazione: il male della nostra Europa negli ultimissimi anni. Da qui l'immissione di moneta sul mercato attraverso l'acquisto di titoli da parte della Bce.
E' tutto ciò colpa della moneta unica? Sì e no. Tralasciando gli altri, il nostro Paese soffre di un problema di competitività, derivante dalla mancata crescita della produttività negli ultimi 20-25 anni. Da quando, cioè, il mercato si è globalizzato. Se la produttività non cresce, la competitività non può che seguire a ruota e la svalutazione competitiva non rappresenta che una misura d'emergenza. Ma non si può pensare di competere sui mercati globali svalutando qua e là: lo abbiamo già fatto negli anni '70. Per questo sostengo che l'euro non sia la principale causa: in un mercato comune chi è meno competitivo è meno protetto e quindi arranca, ma allora bisognerebbe chiedersi per quale ragione siamo bloccati. Alcune tesi: scarsi investimenti nell'hi-tech; troppo sommerso.
Era quindi sufficiente restare fuori dall'eurozona? Bene, nei primi anni novanta lo spread rispetto ai titoli tedeschi era elevatissimo, con il conseguente rischio insolvenza. Solo con l'ingresso nell'euro abbiamo goduto di tassi bassi, simili a quelli degli altri Paesi, situazione che purtroppo non abbiamo sfruttato per ridurre il debito. Ma mi sono già dilungato troppo... pardon

