<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> 20% in meno e il 20% in piū | Il Forum di Quattroruote

20% in meno e il 20% in piū

Ovvero, come spiega bene tal De Masi, i tedeschi - rispetto gli italiani - lavorano il 20% in meno e producono il 20% in piū.
Da cosa può dipendere? Chi ha una spiegazione o almeno un'idea di spiegazione?
 
Credo basti passare qualche ora in qualche ufficio o azienda italiana e si intuisce che:
- il 20% in più si annulla in pause caffè
- l'altro 20% si perde in disorganizzazione e cazzeggio al posto di lavoro.

Prima di essere linciato specifico che questa è la secondo me la media perché in realtà ci sono persone che lavorano tantissimo e suppliscono alle altre che nulla fanno.

Da quanto vedo io e le persone a me , questo si verifica un po' ovunque, dalle ditte piccole a quelle grandi.

Chi ha avuto occasione di lavorare all'estero o con l'estero si è accorto che i dipendenti quando sono al lavoro "lavorano" e basta.
Appena finisce il loro orario smettono. Non ci sono santi.
Noi invece facciamo casino sempre ed alla fine stiamo in ufficio sino alle 21.00
 
Credo basti passare qualche ora in qualche ufficio o azienda italiana e si intuisce che:
- il 20% in più si annulla in pause caffè
- l'altro 20% si perde in disorganizzazione e cazzeggio al posto di lavoro.

Prima di essere linciato specifico che questa è la secondo me la media perché in realtà ci sono persone che lavorano tantissimo e suppliscono alle altre che nulla fanno.

Da quanto vedo io e le persone a me , questo si verifica un po' ovunque, dalle ditte piccole a quelle grandi.

Chi ha avuto occasione di lavorare all'estero o con l'estero si è accorto che i dipendenti quando sono al lavoro "lavorano" e basta.
Appena finisce il loro orario smettono. Non ci sono santi.
Noi invece facciamo casino sempre ed alla fine stiamo in ufficio sino alle 21.00

Quelli che stanno in linea di produzione, credo che cazzeggino meno.
Ciò nonostante la produttività è inferiore.
Dipenderà anche da altri fattori: intoppi burocratici, infrastrutture, logistica, dimensione delle aziende, investimenti in ricerca e innovazione etc.
 
Credo che dipende molto da che professione viene presa in esame l'importanza di quantificare il lavoro in tempo, nella mia conta poco, per una buona produttività conta molto più l'organizzazione, l'analisi, cose che da noi invece sono sottovalutate e si ragiona ancora in termini di orario
 
Quelli che stanno in linea di produzione, credo che cazzeggino meno.
Ciò nonostante la produttività è inferiore.

Anzi, nelle linee oggi sono soprattutto personale a tempo determinato che tante volte non può nemmeno andare in bagno.

Solo che poi rimangono fermi perché manca qualcosa, o non si sa cosa produrre.
Oppure quel che si produce è comunque fatto male perché chi viene messo in produzione (vedi sopra) non ha esperienza e quel che esce dalla linea poi ha problemi.

Nei nostri manager l'idea dell'operaio specializzato è sostituita da "ominide" che abbia la locomozione base.

E' considerato un "numero" (come i soldati di prima linea) non uno specialista che sa fare bene il suo lavoro.
Vedo tutti i giorni persone senza una preparazione specifica mandate a fare lavori che non hanno mai fatto e di cui non hanno competenza.
Come pensate lo faranno?
 
Credo che dipende molto da che professione viene presa in esame l'importanza di quantificare il lavoro in tempo, nella mia conta poco, per una buona produttività conta molto più l'organizzazione, l'analisi, cose che da noi invece sono sottovalutate e si ragiona ancora in termini di orario

Questo è l'altro lato della medaglia.

Sono in discussione col mio committente perché continua a chiedermi modifiche senza sapere bene quel che vuole il cliente finale.
Però ha fretta che sia fatto.

Si lavora sull'emergenza senza mai pianificare col risultato che siperde più tempo a "switchare" da un problema all'altro che a risolverli.
 
Questo è l'altro lato della medaglia.

Sono in discussione col mio committente perché continua a chiedermi modifiche senza sapere bene quel che vuole il cliente finale.
Però ha fretta che sia fatto.

Si lavora sull'emergenza senza mai pianificare col risultato che siperde più tempo a "switchare" da un problema all'altro che a risolverli.

Vero, spesso si lavora in emergenza e con una visibilità quasi giornaliera
 
Lavorato spesso con i krukki ,sia a casa loro che da noi, facendo la media del pollo, rispetto a noi pianificano tutto e molto bene, ma soprattutto poi rispettano sempre alla lettera quanto stabilito, non sgarrano, ne si distraggono. Se parliamo di impianti industriali, non fanno mai le nozze con i fichi secchi, analizzano a fondo le necessità e poi spendono quanto serve per avere il top. Per contro, tendono un po' a perdersi in un bicchiere d'acqua se hanno un imprevisto, mentre noi ci arrangiamo con una toppa e ne usciamo. Non mi piacciono molto, ci vedono come noi vediamo lo zulú con la sveglia al collo, vogliono dominarci, ma bisogna ammettere che nell'ambito lavorativo sono superiori a noi.
 
Anzi, nelle linee oggi sono soprattutto personale a tempo determinato che tante volte non può nemmeno andare in bagno.

Solo che poi rimangono fermi perché manca qualcosa, o non si sa cosa produrre.
Oppure quel che si produce è comunque fatto male perché chi viene messo in produzione (vedi sopra) non ha esperienza e quel che esce dalla linea poi ha problemi.

Nei nostri manager l'idea dell'operaio specializzato è sostituita da "ominide" che abbia la locomozione base.

E' considerato un "numero" (come i soldati di prima linea) non uno specialista che sa fare bene il suo lavoro.
Vedo tutti i giorni persone senza una preparazione specifica mandate a fare lavori che non hanno mai fatto e di cui non hanno competenza.
Come pensate lo faranno?
Condivido in toto, l'AD della società per cui sto lavorando adesso chiama proprio gli operai "ominidi ". Tralascio ogni altra considerazione..
 
Non conosco la realtà delle industrie tedesche ma non centrerà anche una maggiore automazione dei processi produttivi?
La nostra è una realtà di piccole e medie imprese che solitamente affidano ancora parte della produzione,in particolare l'assemblaggio,alle persone.
Anche perchè investire in automazione richiede dei capitali alla portata solo di grandi aziende.
 
Ovvero, come spiega bene tal De Masi, i tedeschi - rispetto gli italiani - lavorano il 20% in meno e producono il 20% in piū.
Da cosa può dipendere? Chi ha una spiegazione o almeno un'idea di spiegazione?


fonti?!
perchè per quel che ricordo, ma dovrei andare a ricercare lo studio che lo diceva, non mi pare fossero queste le cifre....

a che cosa si riferiva? lo hai letto o sentito dire?

Ps. domenico de masi intendi?!
 
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