<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Osservatorio costo carburanti, rifornimenti, ricariche, report consumi forumers QR | Page 475 | Il Forum di Quattroruote

Osservatorio costo carburanti, rifornimenti, ricariche, report consumi forumers QR

È fontamentale ora adottare uno stile di guida economico.
Ma i dati di oggi del mimit mostrano un aumento quasi azzerato, 1 millesimo la benzina, 4 millesimi il gasolio. Si spera sia finita almeno con gli aumenti
leggo di nuove esclation in medio oriente per cui temo che il peggio non sia ancora arrivato
 

Se prosegue l'andazzo potrebbe tornare il pendolarismo con la Svizzera. Alla domenica mattina di buon'ora, in un'ora, forse meno, vado, faccio il pieno e torno.
Tra serbatoi ignobilmente piccoli e nuove puntate in Svizzera o a Livigno, San Marino e altri posti con costo benzina inferiori, quasi quasi il tempo "perso" per la ricarica di un'auto elettrica sembrerà fin "poco", e capace che si risparmia pure! :D

Prendetela per quel che è, una battuta leggera e se miseria, però qui mi sa che non manca tanto! ;)
 
Tra serbatoi ignobilmente piccoli e nuove puntate in Svizzera o a Livigno, San Marino e altri posti con costo benzina inferiori, quasi quasi il tempo "perso" per la ricarica di un'auto elettrica sembrerà fin "poco", e capace che si risparmia pure! :D

Prendetela per quel che è, una battuta leggera e se miseria, però qui mi sa che non manca tanto! ;)
Si vero, però una volta si andava in CH e si risparmiavano un bel po' di soldi, quindi il tempo sprecato valeva il denaro non speso.
Personalmente negli ultimi anni, con il risparmio sempre minore, facevo il pieno di là solo quando ci andavo per passatempo, anche se devo dire che quel "solo quando" è abbastanza spesso, perchè andiamo (io e compagna) in montagna a camminare e quindi almeno una volta/2 al mese siamo in svizzera.
 
Tra serbatoi ignobilmente piccoli e nuove puntate in Svizzera o a Livigno, San Marino e altri posti con costo benzina inferiori, quasi quasi il tempo "perso" per la ricarica di un'auto elettrica sembrerà fin "poco", e capace che si risparmia pure! :D

Prendetela per quel che è, una battuta leggera e se miseria, però qui mi sa che non manca tanto! ;)
Nel mio caso vince ancora il serbatoio piccolo, e i consumi infimi di auto e moto :emoji_grin: perché sono vicinissimo a Stabio, una quindicina di km. Vent'anni fa cerano pendolari del pieno che arrivavano anche da una trentina di km prima del confine.
 
Ai tempi d'oro, primi anni 2000, avevo 200 lt al mese, scontati di 30 cent al litro, conteggiati tramite carta regionale dei servizi.
Qui ovviamente gli sconti di confine rimangono ed anzi pensano di alzarli.

Benzina SLO 1,73 ITA 1,80 (1,75 ibride)
Gasolio SLO 1,99 ITA 1,99 (1,94 ibride)

Per ITA ho preso il miglior prezzo di TS (più o meno lo stesso di GO), ma il grosso dei distributori sta mediamente a 10 cents in più.
 
Nel mio caso vince ancora il serbatoio piccolo, e i consumi infimi di auto e moto :emoji_grin: perché sono vicinissimo a Stabio, una quindicina di km. Vent'anni fa cerano pendolari del pieno che arrivavano anche da una trentina di km prima del confine.
purtroppo storicamente il mendrisiotto è tutt'altro che fra quelli più a buon mercato del Ticino.
Al Gaggiolo il più buono è a 2,04 che col cambio, seppure sia un po' sceso questa settimana, ti porta diretto verso i 2,16 ... se non peggio (dipende da contanti o carta ... cambio del gestore).
Questo parlando di SP95.
Il discorso con la SP98 cambia: da noi non si trova o quasi e serve comunque il mutuo.
 
purtroppo storicamente il mendrisiotto è tutt'altro che fra quelli più a buon mercato del Ticino.
Al Gaggiolo il più buono è a 2,04 che col cambio, seppure sia un po' sceso questa settimana, ti porta diretto verso i 2,16 ... se non peggio (dipende da contanti o carta ... cambio del gestore).
Questo parlando di SP95.
Il discorso con la SP98 cambia: da noi non si trova o quasi e serve comunque il mutuo.
mah...veramente lavorando in quelle zone (passando proprio da gaggiolo) con il cambio del gestore (sempre ottimo) e lo sconto per il pagamento in contanti la benzina è sotto all'euro/litro...
 
si prospetta un periodo in cui "vincerà" chi cambia le proprie abitudini ( e lavoro) in fatto di spostamenti volti a risparmiare non tanto nel prezzo che sarà sempre piu' alto ( visto anche l'inverno) quanto proprio di programmazione di lungo respiro.
 
L'Europa rischia uno shock petrolifero ancora più grave del previsto. La sicurezza energetica del Continente si trova di fronte a un nuovo strappo dopo che i raid con droni – e missili, ancora ieri – hanno paralizzato l'oleodotto East-West di Saudi Aramco, interrompendo le forniture di greggio saudita proprio alle porte dell'autunno.

Venerdì scorso JPMorgan ha rinunciato a fare previsioni sul prezzo del greggio a causa dell'estrema incertezza. Tuttavia, il timore di hedge fund come Brevan Howard è che si possa presto superare quota 140 dollari al barile, avvicinandosi al record di 147,25 dollari toccato nel luglio 2008. Con lo Stretto di Hormuz bloccato e il Medio Oriente in fiamme, la chiusura del condotto azzera di fatto i flussi diretti verso l'Occidente.

Saudi Aramco ha già informato diversi clienti industriali che il mese prossimo non assegnerà carichi di greggio nell'ambito dei contratti a lungo termine: una decisione che riguarda la totalità dei compratori europei. Per l'Unione Europea si tratta di un colpo durissimo sul fronte degli approvvigionamenti. I Ventisette consumano circa 10 milioni di barili di petrolio al giorno e oltre 330 miliardi di metri cubi di gas all'anno, e il greggio di Riad costituiva un pilastro fondamentale per la raffinazione continentale. Secondo l'Agenzia Internazionale dell'Energia, i Paesi europei dell'OCSE avevano importato 577.000 barili al giorno dall'Arabia Saudita a giugno: un volume che ora viene quasi del tutto a mancare.

L'infrastruttura colpita rappresenta il perno dell'export saudita verso l'Occidente. L'oleodotto East-West, noto come Petroline, misura 1.200 chilometri e attraversa la Penisola Arabica dai giacimenti orientali di Abqaiq fino al porto di Yanbu, sul Mar Rosso. Costruito negli anni Ottanta durante la guerra tra Iran e Iraq, l'impianto consentiva finora di bypassare lo Stretto di Hormuz, punto di transito per il 20% delle forniture globali di petrolio e GNL, attualmente bloccato dalle ostilità esplose a fine febbraio tra le forze statunitensi, israeliane e Teheran.

I droni lanciati dall'Iraq da milizie legate all'Iran e le pressioni dei ribelli Houthi hanno danneggiato due delle undici stazioni di pompaggio necessarie a superare il dislivello dalla catena montuosa dello Hijaz, spingendo Riad alla chiusura precauzionale dell'arteria. Il condotto trasportava fino a 5 milioni di barili al giorno, equivalenti al 5% dell'offerta planetaria, e la sua protezione si preannuncia complessa: «Il dispiegamento di sistemi anti-drone lungo 1.200 chilometri di territorio per difendere l'oleodotto richiede un enorme impiego di risorse», sottolineano gli analisti dell'Institute for the Study of War.

Le conseguenze investono l'intera catena del valore e riaccendono le tensioni sui prezzi. Sul mercato europeo il benchmark del Dated Brent ha superato i 130 dollari al barile, mentre il greggio scambiato sui listini internazionali oscilla attorno ai 113 dollari, spinto da un vuoto di offerta stimato tra 3,5 e 4 milioni di barili al giorno. Senza un rapido ripristino dei flussi e sotto la costante minaccia di nuovi raid, l'autunno europeo rischia di aprirsi all'insegna del razionamento industriale.
 
si prospetta un periodo in cui "vincerà" chi cambia le proprie abitudini ( e lavoro) in fatto di spostamenti volti a risparmiare non tanto nel prezzo che sarà sempre piu' alto ( visto anche l'inverno) quanto proprio di programmazione di lungo respiro.
a me più che risparmiare sul pieno in sè preoccupa l'impatto sui trasporti e di conseguenza su tutti i beni
 

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