Se tempo fa si poteva solo intuire, oggi se ne ha la conferma : le auto elettriche sono più affidabili di quelle endotermiche.
Chi lo sostiene ? Niente meno che L’ADAC, il club automobilistico tedesco, che ha elaborato i dati sui soccorsi stradali relativi ai modelli elettrici più diffusi sul mercato tedesco, prendendo in considerazione esclusivamente vetture con una diffusione significativa. In particolare 7.000 unità immatricolate in almeno due anni distinti, entro i primi 10 anni di vita del veicolo. Del database fanno parte 158 modelli di automobili elettriche di 27 diversi costruttori.
Una doverosa premessa, le auto circolanti sono sempre più vecchie, l’età media dei veicoli che richiedono un soccorso stradale continua a salire e si avvicina ormai alla soglia dei 14 anni. Questo invecchiamento ha generato, com’era prevedibile, un aumento complessivo degli interventi, e solo lo scorso anno l’ADAC ha registrato circa 3,7 milioni di soccorsi stradali, pari ad un incremento dell’1,6% su base annua.
Allo stesso tempo, è emerso un altro dato di interesse e cioè che le auto moderne effettivamente sono progettate per durare di più. Se nel 2015 un’auto con 10 anni di età registrava un tasso medio di guasto del 6,5%, nel 2025 questa quota è letteralmente dimezzata, scendendo al 3,1%.
Ma la cosa ancora più interessante è che le auto elettriche all’interno di questa migliorata statistica si distanziano positivamente in modo netto dalle auto termiche.
Il parametro fondamentale utilizzato dall’ADAC per realizzare un confronto equo è l’indice (PKZ) che esprime il numero di guasti e fermi tecnici ogni 1.000 veicoli della stessa categoria ed età. Prendendo in considerazione le auto con 4 anni di vita, si nota un considerevole picco di divergenza : le auto elettriche raggiungono un valore di PKZ straordinario di 6,5, mentre le auto endotermiche si fermano a un PKZ di 12,5.
A parità di anni dall’immatricolazione, un’auto a combustione interna ha quasi il doppio delle probabilità di lasciarvi a piedi rispetto a un’auto elettrica. Le auto tradizionali, diesel, benzina e anche le ibride avendo un motore termico e molte parti correlate all’alimentazione a carburante, come il cambio, la frizione, sistemi ad iniezioni, valvole e così via, hanno più parti meccaniche esposte ad usura o a possibili rotture. Ognuno di questi componenti è un potenziale punto di rottura statistica. Nei veicoli elettrici, l’intera architettura del powertrain viene semplificata. Non c’è frizione, non c’è cambio, marce, non ci sono fluidi sottoposti a temperature e pressioni estreme. Il motore elettrico ha pochissime parti in movimento e lavora per induzione magnetica senza contatti usuranti, se si escludono i cuscinetti di supporto. Minore è il numero delle componenti meccaniche, minori sono le probabilità di guasto.
Detta così sembra un concetto scontato, ma ora lo è anche nella pratica.