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Tempo di elettrico: news, analisi di mercato, modelli, tecnologia, anticipazioni, avvistamenti, ovvero tutto ciò che riguarda i veicoli elettrici

Un dato illuminante, in Italia per ogni 6 auto elettriche c'è una colonnina.
In Germania e Francia per 19 auto elettriche c'è una colonnina.
Nel Regno Unito ben 26 auto per ogni colonnina.
Peccato però che loro hanno il triplo della nosta percentuale di penetrazione. Quindi Italia svantaggiata ? Semmai rispetto a loro siamo in paradiso...
 
Difatti....
Per quello che vedo qua....
Son fuori di testa ( inteso chi ci mette i soldi )
Stanno giocando "d'azzardo" ovvero stanno scommettendo che prima o poi il mercato "esploda" come nel resto d'Europa, e in tal caso chi si è aggiudicato le posizioni migliori vince. Se non dovesse succedere esploderà qualcosa d'altro...
 
Se tempo fa si poteva solo intuire, oggi se ne ha la conferma : le auto elettriche sono più affidabili di quelle endotermiche.
Chi lo sostiene ? Niente meno che L’ADAC, il club automobilistico tedesco, che ha elaborato i dati sui soccorsi stradali relativi ai modelli elettrici più diffusi sul mercato tedesco, prendendo in considerazione esclusivamente vetture con una diffusione significativa. In particolare 7.000 unità immatricolate in almeno due anni distinti, entro i primi 10 anni di vita del veicolo. Del database fanno parte 158 modelli di automobili elettriche di 27 diversi costruttori.
Una doverosa premessa, le auto circolanti sono sempre più vecchie, l’età media dei veicoli che richiedono un soccorso stradale continua a salire e si avvicina ormai alla soglia dei 14 anni. Questo invecchiamento ha generato, com’era prevedibile, un aumento complessivo degli interventi, e solo lo scorso anno l’ADAC ha registrato circa 3,7 milioni di soccorsi stradali, pari ad un incremento dell’1,6% su base annua.
Allo stesso tempo, è emerso un altro dato di interesse e cioè che le auto moderne effettivamente sono progettate per durare di più. Se nel 2015 un’auto con 10 anni di età registrava un tasso medio di guasto del 6,5%, nel 2025 questa quota è letteralmente dimezzata, scendendo al 3,1%.
Ma la cosa ancora più interessante è che le auto elettriche all’interno di questa migliorata statistica si distanziano positivamente in modo netto dalle auto termiche.
Il parametro fondamentale utilizzato dall’ADAC per realizzare un confronto equo è l’indice (PKZ) che esprime il numero di guasti e fermi tecnici ogni 1.000 veicoli della stessa categoria ed età. Prendendo in considerazione le auto con 4 anni di vita, si nota un considerevole picco di divergenza : le auto elettriche raggiungono un valore di PKZ straordinario di 6,5, mentre le auto endotermiche si fermano a un PKZ di 12,5.
A parità di anni dall’immatricolazione, un’auto a combustione interna ha quasi il doppio delle probabilità di lasciarvi a piedi rispetto a un’auto elettrica. Le auto tradizionali, diesel, benzina e anche le ibride avendo un motore termico e molte parti correlate all’alimentazione a carburante, come il cambio, la frizione, sistemi ad iniezioni, valvole e così via, hanno più parti meccaniche esposte ad usura o a possibili rotture. Ognuno di questi componenti è un potenziale punto di rottura statistica. Nei veicoli elettrici, l’intera architettura del powertrain viene semplificata. Non c’è frizione, non c’è cambio, marce, non ci sono fluidi sottoposti a temperature e pressioni estreme. Il motore elettrico ha pochissime parti in movimento e lavora per induzione magnetica senza contatti usuranti, se si escludono i cuscinetti di supporto. Minore è il numero delle componenti meccaniche, minori sono le probabilità di guasto.
Detta così sembra un concetto scontato, ma ora lo è anche nella pratica.
 
Un altro "mito" è destinato a cadere, ovvero che l'incendio di un'auto elettrica in un parcheggio sotterraneo o in un tunnel è più pericoloso di un incendio di un'auto termica.
Lo dicono gli svizzeri dello Swiss Materials Testing and Research Institute (Empa) che hanno incendiato delle batterie di trazione in un tunnel di prova per testare la pericolosità in vari scenari.
Ebbene l'auto elettrica che prende fuoco in questi scenari è pericolosa e devastante tanto quanto un'auto termica. E dato che lo studio è stato effettuato qualche anno fa oggi le batterie sono da ritenersi ancora più sicure.
Qui sotto trovate il link del PDF dell'intero studio :

 
E' arrivato il caldo e l'estate è esplosa in anticipo, tra poco arriveranno anche vacanze come le frequenti code, paura per l'autonomia ?
Ecco un altro sudio dell'ADAC confermato anche dalla Federazione Officine italiane.
Le auto elettriche vengono spesso descritte come meno impegnative sotto il profilo della manutenzione rispetto ai modelli con motore termico. A confermare questa differenza è anche un recente test condotto in condizioni estreme, che ha mostrato come persino il climatizzatore abbia un impatto più contenuto di quanto molti automobilisti immaginino. In generale, l'assenza di componenti come olio motore, cinghie di distribuzione, frizione e numerosi organi meccanici soggetti a usura riduce di per sé gli interventi periodici richiesti durante la vita del veicolo. A confermare come l'efficienza di questi modelli si rifletta anche nell'utilizzo quotidiano arriva ora un test realizzato dall'ADAC dove i minori costi passano anche dall'efficienza. L’associazione tedesca ha sottoposto una auto elettrica a una simulazione particolarmente impegnativa, ricreando un lungo ingorgo estivo all'interno di una camera climatica. L'auto è rimasta ferma per otto ore con il climatizzatore impostato a 20 gradi, mentre la temperatura esterna è stata portata fino a 35 gradi grazie anche all'impiego di lampade in grado di simulare l'irraggiamento solare. Al termine della prova il consumo complessivo è stato di circa 12 kWh, pari al circa il 16% della capacità della batteria da 75 kwh. Il sistema di climatizzazione ha richiesto mediamente tra 1,3 e 1,5 kWh ogni ora, riuscendo comunque a mantenere l'abitacolo intorno ai 25 gradi nonostante il parabrezza avesse raggiunto temperature vicine ai 60 gradi. Secondo l'ADAC il funzionamento continuo dell'aria condizionata equivale a circa il 2% della batteria o a circa otto chilometri di autonomia per ogni ora di sosta. Un risultato che contribuisce a sfatare uno dei timori più diffusi tra gli automobilisti sul fatto che l'aria condizionata incida molto sulla durata della batteria. Naturalmente i consumi possono variare in base al modello, alla capacità della batteria, alla presenza della pompa di calore e alle reali condizioni ambientali. Resta però il fatto che le auto elettriche continuano a distinguersi per una meccanica più semplice da gestire e quindi più facilmente efficientabili nel tempo all'arrivo di nuove tecnologie.
 
Ultima modifica:
Belli questi report, mi infondono fiducia che la Mokka ci accompagnerà a lungo! :D

Quanto al clima, in questi giorni così violentemente caldi (magari 35 gradi), io penso che poco poco il climatizzatore consumasse 2/2,5 kWh x ora di funzionamento, soprattutto al rientro serale quando la temperatura era di 37/38 gradi, l'auto segnava 43 gradi e l'asfalto e le altre auto cacciavano ulteriore calore, quindi condizioni molto peggiori della prova di laboratorio in "camera calda".

E nel tragitto lavoro-casa, che è di circa 3/4 d'ora, facilmente 1,5/2 kWh se li "ciuccia", con un impatto del 3% sulla batteria solo dedicati all'a/c.

Di fatto i consumi, rispetto al "best", raddoppiano: in generale i tragitti "ottimi" costano il 3% di carica (a cui bisogna aggiungere un altro 3% con questo caldone così come col fraddo intenso); in effetti anche l'auto rileva qualcosa del genere con un passaggio dai 10/11 kWh x 100 km dei tragitti "migliori" fino ai 20/21 kWh x 100 km che sto rilevando questi pomeriggi di rientro.

Più la batteria è piccola e più l'impatto è "grande", già la Mokka-e che ha una batteria da 46/47 kWh netti subisce il "caro condizionatore" sulla % di carica molto più di una con batteria da 75/80 kWh.

Però non c'è dubbio che si usi l'a/c e la si usi "tanto", così come pure a casa dove con 4 split sappiamo che probabilmente un giorno di a/c ci costa 4/5 € e li spendiamo con "gioia" per un confort direi quasi "salvavita". :D
 
Dovrebbero darti la percentuale sul venduto.......
Che gli piacciano (molto) le elettriche e che le consideri una (grande) risorsa positiva è vero, e io stesso sono d'accordo, pur con le dovute differenze), ma non sta facendo niente di sbagliato, anzi!

Posta semplicemente articoli, studi o ricerche, così come si fa in tanti, quantomeno abbiamo una pluralità di informazioni e non uno scenario in cui "l'elettrico fa schifo a prescindere". ;)

Quindi, ripeto, che ben venga! :D
 
in fatto di infrastruttura di ricarica siamo terzi in Europa, mica poco, e solo il 12,9% di quelle installate è in attesa di attivazione.
quindi non vedo di cosa lamentarsi per l'infrastruttura.
Purtroppo non ho dati oggettivi sotto mano, ma solo il fallibilissimo occhiometro. In questi mesi mi muovo parecchio tra TS e Roma e prevalentemente in auto. Premesso che nel tragitto mi fermo di rado (nel senso che il più delle volte lo faccio senza sosta e e che le volte in cui faccio una - una - sosta solitamente mi avvalgo delle aree di parcheggio e non certo degli autogrill), l'occhio lo butto alle stazioni di servizio. Noto che dal Centro in giù ci sono numerose HPC ben posizionate nei parcheggi e ampie tettoie con i pannelli fotovoltaici. A Nord vedo i pannelli FV (in misura ridotta) ma le colonnine, se ci sono, sono "nascoste" in posizioni scomode.

Per quanto concerne la copertura del territorio, spero che da me, dope essere riusciti a cacciare Hera Luce dalla gestione della pubblica illuminazione, la subentrante Edison Next provveda im modo razionale anche all'installazione di colonnine pubbliche. Ad oggi la situazione è assolutamente scoraggiante per chi volesse prendersi anche solo una YoYo.
 
Stanno giocando "d'azzardo" ovvero stanno scommettendo che prima o poi il mercato "esploda" come nel resto d'Europa, e in tal caso chi si è aggiudicato le posizioni migliori vince. Se non dovesse succedere esploderà qualcosa d'altro...

I players....

Coi loro soldi
o
in qualche modo,

------------coi soldi di qualcunaltro, magari pubblico-------------


??


O piu' banalmente,
facendo pagare carissimo
il servizio ai pochi elettronauti....

??
 
Che gli piacciano (molto) le elettriche e che le consideri una (grande) risorsa positiva è vero, e io stesso sono d'accordo, pur con le dovute differenze), ma non sta facendo niente di sbagliato, anzi!

Posta semplicemente articoli, studi o ricerche, così come si fa in tanti, quantomeno abbiamo una pluralità di informazioni e non uno scenario in cui "l'elettrico fa schifo a prescindere". ;)

Quindi, ripeto, che ben venga! :D

Da quello che scrivi sopra con 46 kw, con questo caldo, in autostrada ( a meno di non andare come una lumaca) non faresti più di 170 km per arrivare con un minimo di ricarica alla prima colonnina.
 
Per quanto concerne la copertura del territorio, spero che da me, dope essere riusciti a cacciare Hera Luce dalla gestione della pubblica illuminazione, la subentrante Edison Next provveda im modo razionale anche all'installazione di colonnine pubbliche. Ad oggi la situazione è assolutamente scoraggiante per chi volesse prendersi anche solo una YoYo.
Che sia di buon auspicio, ecco l'ultimo progetto di Edison Next appena realizzato nel comune di fianco al mio :

Galbusera e Edison Next inaugurano il nuovo parcheggio per auto elettriche presso il punto vendita di Agrate Brianza, vicino al casello autostradale

Il nuovo parcheggio, che sarà accessibile 24 ore su 24, garantisce la ricarica in contemporanea di auto full electric e ibride plug-in ed è il primo progetto di questo tipo di Galbusera
Edison Next, oltre ad aver contribuito alla progettazione del nuovo parcheggio, ha installato e messo in esercizio 12 punti di ricarica elettrica, tra Quick AC e Fast DC. Presso le infrastrutture Fast DC è attiva una tariffa promozionale di lancio a 0,59 €/kWh (IVA inclusa)
Queste nuove infrastrutture rientrano tra i punti di ricarica già installati da Edison Next per rendere il servizio più capillare e contribuire ad aprire nuove rotte alla mobilità elettrica
Agrate Brianza (MB) 30 aprile 2026 – Galbusera, azienda italiana leader nella produzione dolciaria con quasi 100 anni di storia, e Edison Next, società del Gruppo Edison che accompagna aziende e pubbliche amministrazioni nel percorso di decarbonizzazione, sostenendo la competitività dell’industria e restituendo valore ai territori, inaugurano il parcheggio per auto full electric e ibride plug-in presso la sede di Galbusera Tre Marie Bistrot Caffetteria Store in via Guglielmo Marconi 20, a ridosso del casello autostradale Agrate Brianza sulla A4. Questa location, oltre alla sede commerciale di Galbusera, ospita lo storico negozio dell’azienda dolciaria che è stato di recente rinnovato, ampliando la caffetteria-pasticceria esistente e creando un bistrot aperto al pubblico, in grado di soddisfare ogni momento di consumo, dalla colazione, all’aperitivo.


Il nuovo parcheggio, che si aggiunge a quello già esistente, garantisce la ricarica in contemporanea di auto full electric e ibride plug-in. Con questa iniziativa Galbusera contribuisce alla diffusione della mobilità elettrica, mettendo a disposizione dei propri clienti soluzioni per migliorare la loro experience presso lo store e potenziando la rete di ricarica elettrica del territorio a beneficio della comunità locale.

“Siamo molto lieti di collaborare con un’azienda storica e di riferimento per il territorio come Galbusera in un progetto che unisce sostenibilità e attenzione alla customer experience e all’evoluzione dei territorio – dichiara Jonathan Fionda, Responsabile E‑mobility Edison Next –. La realizzazione del nuovo parcheggio totalmente elettrificato e dotato di infrastrutture di ricarica avanzate rappresenta un passo concreto per favorire la diffusione della mobilità elettrica, una delle tecnologie chiave della mobilità sostenibile. Come Edison Next, siamo impegnati ogni giorno a supportare i nostri partner con soluzioni tecnologiche evolute che rendano semplice, affidabile e accessibile la ricarica, contribuendo a migliorare l’esperienza degli utenti e a rendere la mobilità sempre più green.”

Edison Next, oltre ad aver contribuito alla progettazione del nuovo parcheggio, ha installato e messo in esercizio 12 punti di ricarica per auto elettriche, attraverso 2 colonnine Quick AC da 22 kW e 4 colonnine Fast DC da 120 kW.

L’ecosistema di ricarica garantisce la massima efficienza operativa attraverso l’integrazione con le principali App e carte RFID (Radio Frequency Identification) grazie alla piena interoperabilità con tutti gli eMSP (e-Mobility Service Provider). In linea con i più recenti standard di accessibilità, l'infrastruttura abilita il pagamento diretto via POS con carta di credito.

Inoltre, in occasione dell’apertura del nuovo sito di ricarica presso Galbusera, è attiva una tariffa promozionale di lancio su tutte le colonnine DC a 0,59 €/kWh (IVA inclusa) disponibile tramite POS con carta di pagamento e App EVWAY.

Attraverso la piattaforma di gestione e monitoraggio da remoto 24 ore su 24, Edison Next è in grado di controllare in tempo reale la disponibilità di ogni stazione di ricarica e la presenza di eventuali anomalie e malfunzionamenti, garantendo così un'assistenza tempestiva anche da remoto.

Il nuovo parcheggio è strutturato per essere accessibile al pubblico 24 ore su 24 anche negli orari di chiusura del punto vendita.

Attraverso la realizzazione di questo progetto, Edison Next conferma il suo impegno nello sviluppo della mobilità sostenibile, che prosegue con l’installazione di nuovi punti di ricarica su tutto il territorio nazionale, per rendere il servizio di ricarica più capillare e contribuire ad aprire nuove rotte alla mobilità elettrica.


 
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