torno a ripetere poi basta: l'etimolgia del nome (fin qui ci arrivo, ad ermeneutica neanche in una seconda vita!) significa "che crescono"...e crescono quando si cuociono impilate nell'attrezzo con 4 tondini verticali in mezzo alle tigelle calde.
PUNTO e STOP!
le tigelle sono di terracotta resistente al calore fatta con terra castagnina e polvere di sasso cocco (i miei le facevano), tipo di terra che si trova ovviamente dove ci sono i castagneti, già a montecreto e riolunato iniziano i faggeti e fanano ancora peggio...infatti una delle mie prime morose di fanano non le conosceva fatte come da noi, o meglio, le conosceva ma loro le fanno diversamente.
se le provi fatte in questo modo e con l'impasto giusto poi vedi che non le chiami più tigelle!
poi ci sta che adesso si cuociano nelle tigelliere a doppia piastra, elettriche in pietra o refrattario, negli stampi in alluminio (che fanno a bologna e imitano il decoro a fiore delle tigelle originali), nelle "cotte", che sono tondi in ferro battuto sempre da usare sul gas...quello che non si capisce è perchè si sia diffuso il nome tigella per identificarle, infatti anche tutti gli amici e conoscenti che vivono al di sotto dei 200 msl se gli dici crescentine rimangono un attimo interdetti, poi capiscono ma viene usato il nome tigella e spesso non sanno cosa sia in realtà...