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Contro il logorio della vita moderna aka per superare i momenti di stanca scrivi qui

io non riesco a sopportare i genitori che devono obbligatoriamente commentare e criticare alle partite
Ho visto risse in campo, non soltanto tra giocatori, ma anche coinvolgendo i genitori che saltavano le transenne... gli arbitri si limitavano a fischiare e registrare a ruolino... mio padre, le poche volte che venne, se ne stava in disparte silenzioso, poi, tornando a casa, magari mi correggeva, mai commentando i compagni, gli avversari, l'allenatore o gli arbitri.
 
O li segneranno.
Basta cercare genitori partita calcio su Google e vengono fuori notizie aberranti di insulti e risse.
Non solo nel calcio, ho una nipote che praticava pallanuoto, a parte il pubblico, le giocatrici, se viste sotto il pelo dell'acqua sono di una scorrettezza che se potessoro annegarti lo farebbero, con le gambe agguantano l'avversaia e la trascinano sotto alzando le mani come per dire "non sto facendo niente", non tutte sono così fortunatamente.
 
Io nello sportivo un grado di cattiveria lo posso accettare, ma deve essere quella ragionata, da allenatori e dirigenti meno, dal pubblico assolutamente no sopratutto se si tratta di categorie giovanili
 
Nella partita di cui parlavo un giocatore ha sgambettato un avversario che cadendo si è vendicato tirandogli una mazzata sulla schiena.
Non ho mai provato ma le mazze da hockey di legno sembrano perfette per fare male.
Comunque la reazione del pubblico fu immediata.
Un uomo e una donna si alzarono in piedi.
Non ricordo quale insulto urlò lei.
Lui disse chiaramente testa di...
Poi nel parcheggio un signore anziano che aveva il fisico dell' ex giocatore (a occhio e croce 130 kg per 1,70) commentò l'accaduto e la madre del giocatore che aveva tirato la mazzata gli diede del figlio di buona donna e minacciò di disfare le fiancate a tutte le auto dei tifosi avversari.
Ah dimenticavo il giocatore in questione aveva 35 anni suonati (come la maggior parte dei giocatori) e la madre 60 ed era già nonna.
 
... una partita di hockey su pista...nsulti e minacce,sia da parte di uomini che di donne.
Tutti parenti dei giocatori in campo.
Uno spettacolo imho patetico vedere degli adulti che per una motivazione di importanza come minimo marginale erano disposte a mettersi le mani addosso.
Ci sono sport-competizione e sport che (salvo eccezioni) servono a sfogare (o vengono piegati ed utilizzati per sfogare) gli istinti aggressivi e di sopraffazione
 
Nella partita di cui parlavo un giocatore ha sgambettato un avversario che cadendo si è vendicato tirandogli una mazzata sulla schiena.
Non ho mai provato ma le mazze da hockey di legno sembrano perfette per fare male.
Comunque la reazione del pubblico fu immediata.
Un uomo e una donna si alzarono in piedi.
Non ricordo quale insulto urlò lei.
Lui disse chiaramente testa di...
Poi nel parcheggio un signore anziano che aveva il fisico dell' ex giocatore (a occhio e croce 130 kg per 1,70) commentò l'accaduto e la madre del giocatore che aveva tirato la mazzata gli diede del figlio di buona donna e minacciò di disfare le fiancate a tutte le auto dei tifosi avversari.
Ah dimenticavo il giocatore in questione aveva 35 anni suonati (come la maggior parte dei giocatori) e la madre 60 ed era già nonna.
Ahahahahahahaha
Non so come hai fatto a trattenerti dal ridere :emoji_laughing:
A me questo genere di cose mi ammazza, cioè gente che spesso sono addirittura amici, si riempiono di insulti, per lo sport o per la politica, proprio non riesco a capirlo, addirittura venire alle mani per gente per i quali vali meno di uno scarafaggio :emoji_laughing:

Questi tuoi poi il colmo del colmo, montare un casino del genere per uno sport amatoriale, gente anche di una certa età :emoji_laughing:
Avresti dovuto riprenderli e pubblicarli ahahahahahaha
 
Momento speteguless.
Approfitto del fatto che devo aspettare che il furgone sia pronto.

Siete pronti per un plot twist da paura?

Ieri tornando a casa mi sono fermato a ritirare gli occhiali nuovi.
Me li consegna un ragazzo che avevo già incontrato quando mi avevano fatto il controllo della vista.

Legge la scritta sulla divisa e mi fa ah tu lavori alla xxxxxx.
Io rispondo di sì e lui mi dice che conosce una ragazza che ci lavora.
Gli chiedo chi e lui mi dice xxxxxx.

Me lo ha detto in modo strano e non mi ha chiesto di salutarla.
Stamattina come l'ho vista le ho raccontato e lei mi ha detto che...







Tullo di tamburi...






È il suo ex,quello di cui parla spesso che pare non si sia rassegnato alla fine della loro relazione.

Per questo odio vivere in una piccola città.
Non puoi uscire di casa senza incontrare qualcuno che o ti conosce o conosce qualcuno che conosci.

Comunque ci abbiamo riso sopra.
Oggi dovevo portare il furgone a lavare così lei è venuta con me con la Fiesta e al ritorno abbiamo chiacchierato un po'.

Sinceramente sono contento di averlo incontrato.
Mi ero immaginato chissà che invece è un ragazzo secco secco,leggermente più alto di me ma nulla di speciale.
Con un taglio di capelli tipo mullet terrificante.

Ci devo tornare per ritirare un secondo paio di occhiali,cercherò di evitarlo.
 
Ultima modifica:
Per questo odio vivere in una piccola città.
Non puoi uscire di casa senza incontrare qualcuno che o ti conosce o conosce qualcuno che conosci.
Ha i suoi pro ed i suoi contro ... alle volte ti permette di evitare chi è meglio evitare :emoji_joy:
Comunque anche io non ho mai amato stare nei giri troppo stretti alle mie frequentazioni. Ho sempre cercato di girare più largo e nel periodo 16/21 anni ho avuto storie abbastanza significative con ragazze che abitavano tra i 50 ed i 100 km da me. Fantasie a raffica e quando ci si vedeva bisognava concentrare il tutto nelle poche ore disponibili e nei luoghi concessi :emoji_grin:
Poi il caso ha voluto che trovassi la mia compagna a una decina di km dopo averla incontrata sul treno nella prima adolescenza per tramite la fidanzatina del tempo ... una frequentazione partita da lontano :emoji_sweat_smile:.. quasi 10 anni a ben vedere. Certe storie fanno dei giri immensi ....
 
Dipende dai punti di vista ...
Ho vissuto per anni in città grandi o medie, lontano da casa, potevo girare senza neanche immaginare di incontrare qualcuno, erano tutti sconosciuti, adesso, rientrato a vivere a casa e a lavorare nel nosoomio cittadino, è un continuo, non che mi dispiaccia, sono tutte persone a cui sono affezionato... ma tendenzialmente ricerco gli ambienti meno affollati... anche la solitudine in spazi aperti o vuoti...
 
Normalmente, la probabilità di incontrare qualcuno in un luogo qualunque sono direttamente proporzionali a quanto il qualcuno ti sta sulle nespole.....
Non è la mia casistica, dato che non ho antipatie particolari, al massimo ignoro chi mi è molesto, ma, magari è la laro casistica quando incontrano me, ma è sufficiente che mi ignorino e non mi offendo... anzi...
 

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