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Contro il logorio della vita moderna aka per superare i momenti di stanca scrivi qui

Il prete però andava sotto le coperte a scaldare il letto (poi dice bruciavano le case) e lo mettevi fuori quando entravi a letto.
Quello di @ShipShape stava fuori a stiepidire l'aria.
Anche sotto il letto li mettevano alcuni, ma i miei nonni no, per lo stesso motivo (incendi).
Ma ripeto, dentro faceva poco meno freddo di fuori, anche per colpa degli infissi, isolavano talmente male, che nelle giornate ventose gli spifferi facevano muovere la tenda, altro che infisso triplo vetro e camere cave :emoji_laughing:
 
A casa dei mieni nonni (materni e paterni) l'unico riscaldamento era la stufa (cucina economica o putagè), non il camino, per stare al caldo si riunivano nelle stalle, le donne sferruzzavano e chiacchieravano, a volte recitavano il risario, gli uomini giocavano a carte, magari con un bicchiere di vino... poi sono arrivati i primi bari di paese (circoli SOMS, ARCI, ACLI etc)
 
Gli infissi erano tipo questi:
0006_Safs_produzione_infissi_legno_cisternino_resize.jpg

Ovviamente non così ben tenuti.
 
Il braciere serviva per starci intorno (si dice da camera ma lo usavano ovunque non ci fosse il camino per tutte quelle attività che le massaie svolgevano in casa) e togliere il gelo dalla stanza senza tuttavia scaldare granché ma se ti sedevi accanto sentivi il tepore.

I camini cercavano di farli in modo da poterci stare seduti "dentro" ovunque fosse possibile. In alternativa camino "piatto" e tutti davanti.

Schermata-2021-02-28-alle-20.09.57.png
I miei nonni ne avevano uno del genere prima che io nascessi, poi lo abbatterono per farci un ripostiglio, per dare l'idea delle dimensioni :emoji_laughing:
E ne rifecero uno nuovo in economia (probabilmente assemblato da mio nonno), molto più piccolo in un angolo della cucina, per consumare meno legna immagino.
Fa ridere perché facevano economia su qualsiasi cosa, ma erano ricchissimi, hanno lasciato tante proprietà in eredità e pure parecchi soldini.
Sacrifici vani, mia zia subito vendette un terreno per compare l'auto nuova a mia cugina neo patentata.
 
A casa dei mieni nonni (materni e paterni) l'unico riscaldamento era la stufa (cucina economica o putagè), non il camino, per stare al caldo si riunivano nelle stalle, le donne sferruzzavano e chiacchieravano, a volte recitavano il risario, gli uomini giocavano a carte, magari con un bicchiere di vino... poi sono arrivati i primi bari di paese (circoli SOMS, ARCI, ACLI etc)
Psicologicamente erano più sereni allora con queste "ristrettezze", che oggi con le nostre comodità.
Penso derivasse dall'aver vissuto la guerra in prima persona, lavorare in santa pace, e godersi le piccole cose in famiglia gli bastava per essere felici.
 
I know, infatti mia madre diceva ch ein inverno nella sua cameretta si formavano i cristalli di ghiaccio sui vetri e si gelava l'acqua del catino... non mille anni fa nel dopoguerra , anni '50...
Mia nonna veniva dal duro appennino reggiano e la sua famiglia era rimasta sempre li perciò andavamo spesso a far visita a quei parenti. In inverno era normale avere il ghiaccio in casa e pure io ho dormito in quelle condizioni da bambino ancora sul finire degli '80 (lenzuola e 3-4 coperte che sembravano fogli di lamiera e che solo il calore del corpo vestito con anche guanti e cappello ammorbidiva prima che iniziassero a fare il loro lavoro). Altri tempi.
In casa mia non ho conosciuto quel gelo ma ho chiari ricordi di aver fatto il bagnetto nella vasca davanti la stufa economica in cucina mischiando l'acqua bollente della stufa con quella del rubinetto per averla tiepida perché nel bagno c'era troppo freddo e la stufetta a olio aveva troppo assorbimento che se accendevi quella per scaldare sul serio dovevi staccare altri servizi.
 
Ultima modifica:
Psicologicamente erano più sereni allora con queste "ristrettezze", che oggi con le nostre comodità.
Penso derivasse dall'aver vissuto la guerra in prima persona, lavorare in santa pace, e godersi le piccole cose in famiglia gli bastava per essere felici.
L'obiettivo era la giornata e soddisfare i bisogni essenziali (via via crescenti).
Non c'era lo stato ingordo. Ti dava poco ma poco ti chiedeva.
Se non andava bene un lavoro, ne facevi un altro.
Se non bastava il lavoro nei campi, ti presentavi in un qualunque cantiere e con le marchette eri apposto ... andavi a dissodare terreni, fare strade, scuole .. nessuno ti chiedeva niente. Andavi, lavoravi, ti pagavano (poco) ma il pranzo e la cena li avevi messi insieme e se eri bravo magari ci scappava pure di poter portare i figli a fare il mare che faceva bene alla salute. Era un altro mondo.
 
Mia nonna veniva dal duro appennino reggiano e la sua famiglia era rimasta sempre li perciò andavamo spesso a far visita a quei parenti. In inverno era normale avere il ghiaccio in casa e pure io ho dormito in quelle condizioni da bambino ancora sul finire degli '80 (lenzuola e 3-4 coperte che sembravano fogli di lamiera e che solo il calore del corpo vestito con anche guanti e cappello ammorbidiva prima che iniziassero a fare il loro lavoro). Altri tempi.
In casa mia non ho conosciuto quel gelo ma ho chiari ricordi di aver fatto il bagnetto nella vasca davanti la stufa economica in cucina mischiando l'acqua bollente della stufa con quella del rubinetto per averla calda perché nel bagno c'era troppo freddo e la stufetta a olio aveva troppo assorbimento che se accendevi quella per scaldare sul serio dovevi staccare altri servizi.
Sentivo racconti della loro gioventù che oggi denunceresti anche se tenessero così gli animali.
I miei cani, ad esempio, vivono decisamente meglio dei miei nonni negli anni 50-60.
Ma anche come lavoro, magari i meridionali "di città" erano più svogliati, ma nell'entroterra no.
Mio nonno andava al mercato con l'apecar a portare i prodotti della campagna nel cuore della notte, la lasciava là, poi andava in fabbrica, staccava primo pomeriggio e andava a lavorare nei campi fino a sera.
Poi quando faceva buio sistemavano i prodotti in una specie di capannone di lamiere.
Mia nonna contadina e casalinga.
Nel loro "prime" lavoravano anche di domenica pomeriggio.
Crescevano polli, maiali e altri animali da macellazione ma loro li mangiavano di rado, anche le uova, le vendevano "ai signori" :emoji_joy:

Ma erano contenti, non gli pesava, è che proprio non sapevano fare altro, solo in vecchiaia, presero casa al mare.
Ma anche là si facevano economie a non finire su qualsiasi cosa.
 
Anche sotto il letto li mettevano alcuni, ma i miei nonni no, per lo stesso motivo (incendi).
Ma ripeto, dentro faceva poco meno freddo di fuori, anche per colpa degli infissi, isolavano talmente male, che nelle giornate ventose gli spifferi facevano muovere la tenda, altro che infisso triplo vetro e camere cave :emoji_laughing:
Lasciamo perdere ... ho restaurato i vecchi infissi cambiando vetri e mettendo guarnizioni ma ho ancora la casa che respira ... la circolazione d'aria non manca. :emoji_joy:
 
Crescevano polli, maiali e altri animali da macellazione ma loro li mangiavano di rado, anche le uova, le vendevano "ai signori"
Le uova erano quelle che avanzavano dopo aver fatto i pacchetit delle mezze dozzine da vendere.
Del coniglio o gallina o pollo si mangiavano testa, collo (di gallina ripieno, una delizia), zampe, creste, bargilli, rigaglie ed interiora per fare il sugo o il risotto... i fortunati che avevano la vacca potevano vendere anche latte e burro, qualcuno qualche formaggetta, idem il vino, era un alimento della dieta, adesso vedere quelli che lo saggiano e lo sputano mi fa rivoltare lo stomaco.
 
Sentivo racconti della loro gioventù che oggi denunceresti anche se tenessero così gli animali.
I miei cani, ad esempio, vivono decisamente meglio dei miei nonni negli anni 50-60.
Ma anche come lavoro, magari i meridionali "di città" erano più svogliati, ma nell'entroterra no.
Mio nonno andava al mercato con l'apecar a portare i prodotti della campagna nel cuore della notte, la lasciava là, poi andava in fabbrica, staccava primo pomeriggio e andava a lavorare nei campi fino a sera.
Poi quando faceva buio sistemavano i prodotti in una specie di capannone di lamiere.
Mia nonna contadina e casalinga.
Nel loro "prime" lavoravano anche di domenica pomeriggio.
Crescevano polli, maiali e altri animali da macellazione ma loro li mangiavano di rado, anche le uova, le vendevano "ai signori" :emoji_joy:

Ma erano contenti, non gli pesava, è che proprio non sapevano fare altro, solo in vecchiaia, presero casa al mare.
Ma anche là si facevano economie a non finire su qualsiasi cosa.
La vita al naturale senza addizioni.
Mi piace non averla dimenticata e di cercare di tramandarla.
Mia nonna uscì di casa a 9 anni per badare i figli piccoli (sigh) di un generale. Dove andava quella famiglia, andava lei.
Poco dopo l'inizio della guerra venne sfollata nelle mie zone e conobbe mio nonno che sposò appena finì la guerra.
I miei nonni contadini invece facevano esattamente come il tuo solo che non lavoravano in fabbrica perché avevano un podere grande e serviva tutta la famiglia (fino agli anni 70 erano 3 fratelli con relative famiglie e vecchi che abitavano tutti lo stesso terreno nella stessa casa) poi divisero e ognuno tenne la sua parte e gli altri due fratelli si fecero una casa loro lasciando il nucleo centrale del podere a mio nonno.

Non gli pesava perché quella vita di sacrifici e lavoro in realtà li liberava dal padrone permettendogli di costruire il futuro per loro ma anche per gli altri.
Noi che abbiamo da costruire? Noi possiamo solo consumare.
 
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