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Contro il logorio della vita moderna aka per superare i momenti di stanca scrivi qui

Che resta un' opinione tua....
....Che piu' tua non si puo'.

Un bel
IMO.
tanto per calmierare la presunzione non guasterebbe
 
Ultima modifica:
Non ho mica dato giudizi e comunque "imho" è implicito nel "mi spiace" che è evidentemente una mia opinione su cose che vedo.
Tuttavia mi scuso se ho indispettito o offeso qualcuno.
 
Semplicemente mi spiace culturalmente che vengano prima abbandonati certi saperi, poi che si deleghi troppo e infine che si avallino soluzioni (in questo caso economiche) discutibili.
E in che modo sparare prezzi raddoppiati o più, artificialmente con il gusto di "punire" chi non fa da sé può aiutare a non abbandonare questi saperi?

Semmai, se ci rifletto, è il contrario, l'esatto contrario.

Le mie bimbe mangiano cappelletti in brodo perché li troviamo nel pastificio giù al mare, se non ce li potessimo permettere semplicemente non li mangerebbero più, perdendone ricordo e tradizione.
 
In casa, da sempre, abbiamo preparato la pasta fresca e ripiena, ma è un lavoro che comporta tempo, molto tempo, sono arrivato sino a quasi 1500 tortellini preparati a mano, con ripieno secondo la dotta accademia del tortellino, ma anche agnolotti sia di manzo che di asino, plin, ravioletti, ravioli, ravioloni, cappellacci, cappelletti, pansoti, sughi vari etc... ma nei convivi siamo rimasti in pochi, non si possono fare pochi etti di pasta, sporcando un sacco di roba... compro fatto, se riesco, artigianale...
 
Ci vuole tempo, è vero ma non sapendoli più fare ce ne vorrà sempre di più.

Comunque comprendo meglio certe differenze di vedute quando apprendo informazioni che disegnano contesti assolutamente diversi tra loro. DI certo non appartengo al contesto milanese (esempio massimo ma non unico) e il fatto che qui ci siano tanti milanesi spiega altrettanto bene come funzionino le diverse percezioni e abitudini. (https://www.corriere.it/economia/fi...he-1b851adc-8020-4e67-8bb0-c4f377a54xlk.shtml)
 
Una voce flebile
" Cough, me li, cough, faccio io, cough cough "
E perché dev'essere flebile?
Tante volte sembra che si voglia preparare e poi alimentare dscussioni sul nulla....
Ma va bene lo stesso
Infatti questa discussione in generale non è che abbia chissà quale ricercatezza o tentativo di affermare qualcosa. Siamo a briglia sciolta e ognuno dice la sua sul tema che via via si concretizza.
È importante non prendere le cose sul personale.
La strada offerta da @cuorern con le sue riflessioni mi pare un buon esempio da seguire affinché le opposte vedute possano trovare un momento per capirsi.
 
Proverò con calma a spiegarmi meglio riflettendo sulle capacità di far le cose e sulla scelta di preferire i servizi altrui delegando.
Mi auto cito per un altro esempio, i rider, che dal mio punto di vista offre innumerevoli spunti di critica per "nuove" abitudini.
Ho profondo rispetto per i rider e sono molto critico con chi li chiama senza orario e con qualunque condizione meteo solo per non staccare il culo dal divano.

Dovrò però farmi una ragione del fatto che una cosa nata come esigenza per alcuni sia presto diventata la via facile per molti.

Esempio banale.

Un paio di anni fa, giornata tra ragazzini dodicenni che volge al termine. Cenano assieme.
Hanno tutti l'app per il delivery. Tutti tranne pochi.
Organizzano la cena a colpi di ordini (ognuno il suo) e alla fine gli unici che non hanno cena sono quelli senza app (non è importante come siano arrivati a quel punto e perché non abbiano risolto diversamente). Gli altri hanno tutti ordinato da mangiare in locali che distano non più di 100 metri dalla casa dove si trovavano, cosa che avrebbe permesso loro di farsi una passeggiata insieme e risolvere in 10 minuti.
La cena arriva spezzettata in orari diversi (tra il primo e l'ultimo più di un ora), ognuno mangia per conto suo e qualcuno non mangia. Per loro è stato normale così.

Qualche tempo dopo si propone analoga situazione per lo stesso gruppetto.
C'è da organizzare la cena e mentre ognuno fa i suoi programmi esce la proposta: perché non ci prepariamo una spaghettata aglio e olio? Dopo un iniziale resistenza di alcuni passa la proposta. Un paio chiamano i genitori per sapere come si fa a cucinare la pasta, qualcuno legge le ricette su internet, il "padrone" di casa chiama la nonna che vive di fianco e si fa spiegare come far bollire l'acqua sul loro piano cottura e alla fine si preparano la cena, si divertono, interagiscono. Poi lavano e rimettono a posto prima che i genitori tornino a casa.

Due esperienze totalmente differenti come si vede.
 
La cena spezzettata ognuno per sé e qualcuno addirittura digiuno mi mancava.
Una prospettiva tremenda dal mio punto di vista.
Ogni tanto al supermercato capita di vedere piccoli gruppi di ragazzi che fanno la spesa per la grigliata o la cena tra amici.
Sono belli da vedere,ognuno dice la sua e si capisce che nessuno di loro ha mai preparato da mangiare in vita sua.
Mi chiedo sempre come sarà poi quello che metteranno nel piatto.
Però almeno è qualcosa che fanno insieme,non ognuno per cavoli suoi allo stesso tavolo.
 
E perché dev'essere flebile?

Infatti questa discussione in generale non è che abbia chissà quale ricercatezza o tentativo di affermare qualcosa. Siamo a briglia sciolta e ognuno dice la sua sul tema che via via si concretizza.
È importante non prendere le cose sul personale.
La strada offerta da @cuorern con le sue riflessioni mi pare un buon esempio da seguire affinché le opposte vedute possano trovare un momento per capirsi.



Fai cosi'

-Mi chiedi scusa per il trombone con cui mi hai apostrofato,
" seppur scherzando "
Non riesci a capire che sdogani l' offendere le persone con la semplice aggiunta " scherzo " ?

-Mi confermi che non generalizzavi ma ti riferivi maleducatamente proprio a me
( post 1295 ) dandomi dell' esibzionista; facendo una questione dal nulla, riguardo i 28 euri per kilo cui io pago i cappelletti artigianali....

Gia' che ci sei....
Chiedi scusa anche ai tuoi familiari: quelli che dichiari di essere disposto a frustare nel caso facciano lo stesso.....( post 1297 )
Non fare i cappelletti, ma comprarli anche loro a 28 euri il kilo
Sarebbe carino da parte tua.

SALUTI
 
Ultima modifica:
La cena spezzettata ognuno per sé e qualcuno addirittura digiuno mi mancava.
Una prospettiva tremenda dal mio punto di vista.
Ogni tanto al supermercato capita di vedere piccoli gruppi di ragazzi che fanno la spesa per la grigliata o la cena tra amici.
Sono belli da vedere,ognuno dice la sua e si capisce che nessuno di loro ha mai preparato da mangiare in vita sua.
Mi chiedo sempre come sarà poi quello che metteranno nel piatto.
Però almeno è qualcosa che fanno insieme,non ognuno per cavoli suoi allo stesso tavolo.
Beh in effetti questo è quello che ciascuno di noi ha fatto (pochi o tanti anni fa) al momento delle prime serate in casa di qualcuno... ;)

Al di là che il sistema dei food riders (per me e molti altri) non esisteva nemmeno nei pensieri più fantasiosi, ogni tanto si prendeva una pizza da asporto o si provava a cucinare, ciascun gruppo con le proprie capacità.

Non era molto importante quel che si mangiava, l'importante era stare assieme.

Non ho ricordo della (certamente scarsa e grezza) qualità di quel che andava nel piatto, ho però vividi ricordi di serate e momenti, quelli sono l'importante e ciò che resta.

Per esempio, fine 4ta liceo, tutti a casa di un compagno i cui genitori erano via, abbiamo deciso di fare una pasta al sugo e bene, chi l'ha messa su non sapeva di dover mettere la pasta nell'acqua che bolliva, quindi ha "calato" un paio di kg di pasta in una pentola vuota (senza acqua) a fuoco alto...

Dopo qualche minuto c'era in casa un fumo e una puzza che ricordiamo ancora oggi e, soprattutto, di cui ridiamo ancora oggi quando capita di ritrovarsi! :D

Con il tempo e le prove si impara a fare tutto, anche a cucinare! ;)
 
A costo di passare per matusa però io mi chiedo questi ragazzi e ragazze che hanno l'età per votare e per guidare ma non le capacità per preparare un piatto di pasta che tipo di adulti diventeranno.
Alle superiori,non ricordo che anno ma eravamo grandi,un compagno di classe venne esposto al pubblico ludibrio dall'insegnante di lettere che fece portare una mela e un coltello dalla mensa e gli chiese di sbucciarla.
Aveva saputo che in gita si era fatto sbucciare la frutta dalle compagne di classe perché a casa ci pensava la madre.
Vederlo tenere la mela per il piccolo e cercare di tagliare la buccia tutto intorno,neanche con il coltello di uno chef giapponese sarebbe stato fattibile,fu davvero ridicolo.
Eppure che io sappia è diventato un giornalista quindi non l'ultimo dei fessi,o almeno quello è il percorso di studi che ha intrapreso,poi come sia andata non lo so non lo vedo da tanti anni.
Mi chiedo come mai a tante persone manca quella spinta,sarà orgoglio o qualcos'altro,che porta a voler imparare almeno a fare le cose essenziali per rendersi un minimo autonomi e non dover sempre dipendere da qualcuno.
Poi quelli della mia generazione li chiamano bamboccioni per forza...
 
Non generalizzando direi un serie di fattori AKA_Zinzabr.
Il problema e che fino in eta' evolutiva direi fino ai 13-18 anni ( e sono buono) e' una cosa..... poi "raddrizzare" la posizione e' quasi impossibile oggigiorno. Auto-raddrizzarsi poi ci vuole un miracolo....sempre oggigiorno.
 
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