<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Nucleare per favorire la transizione ecologica. | Page 5 | Il Forum di Quattroruote

Nucleare per favorire la transizione ecologica.

Nucleare per favorire la transizione ecologica sarà un beneficio per l'ambiente?

  • Si

    Votes: 19 55,9%
  • No

    Votes: 15 44,1%

  • Total voters
    34
in poco parole a tornare indietro di 20/30 anni

Se fosse tornare al 1990 o al 2000... purtroppo credo devi tornare ancora indietro per avere un consumo di risorse procapite sostenibile... visto che ora la popolazione mondiale che ha raggiunto un po' di benessere è aumentata.
Resta il fatta che anche se l'Europa fosse a emissione co2 zero... cambierebbe poco come impatto sul pianeta, però se nessuno inizia... Io e mia moglie nel nostro piccolo stiamo cercando di cambiare abitudini. Minore consumo di carne, utilizzo prevalente di biciclette per spostamenti, ricerca di prodotti che non vengono da lontano e ora grazie allo Stato Italiano migliorerò la mia casa con cappotto, serramenti migliori e fotovoltaico. Abbiamo anche deciso di cambiare fornello a gas per mettere induzione... sarà un granellino di sabbia in un deserto, ma ci proviamo anche se purtroppo credo che ormai il treno è partito e siamo già abbondantemente in ritardo. Il parallelo con l'isola di Pasqua mi sembra azzeccato!
 
La sfida non è tornare indietro ma andare avanti applicando dei cambiamenti ad ogni livello, che non è detto che voglia dire rinunciare. Il problema è che umanamente parlando i cambiamenti fanno paura, e una società con una media di età molto alta è sempre umanamente propensa ancora di meno a cambiare

Permettimi....
Ma e' una sfida persa in partenza....
Tanto che, paesi poveri e paesi ricchi si allontanano sempre piu'
 
Se fosse tornare al 1990 o al 2000... purtroppo credo devi tornare ancora indietro per avere un consumo di risorse procapite sostenibile... visto che ora la popolazione mondiale che ha raggiunto un po' di benessere è aumentata.
Resta il fatta che anche se l'Europa fosse a emissione co2 zero... cambierebbe poco come impatto sul pianeta, però se nessuno inizia... Io e mia moglie nel nostro piccolo stiamo cercando di cambiare abitudini. Minore consumo di carne, utilizzo prevalente di biciclette per spostamenti, ricerca di prodotti che non vengono da lontano e ora grazie allo Stato Italiano migliorerò la mia casa con cappotto, serramenti migliori e fotovoltaico. Abbiamo anche deciso di cambiare fornello a gas per mettere induzione... sarà un granellino di sabbia in un deserto, ma ci proviamo anche se purtroppo credo che ormai il treno è partito e siamo già abbondantemente in ritardo. Il parallelo con l'isola di Pasqua mi sembra azzeccato!


Hai ragione....

Ho messo li' quel numero tanto per dare un' idea del concetto....
Quanti con 20/30....( ovviamente come Domanda retorica )
??
Figuriamoci piu' anni
 
Se fosse tornare al 1990 o al 2000... purtroppo credo devi tornare ancora indietro per avere un consumo di risorse procapite sostenibile... visto che ora la popolazione mondiale che ha raggiunto un po' di benessere è aumentata.
Resta il fatta che anche se l'Europa fosse a emissione co2 zero... cambierebbe poco come impatto sul pianeta, però se nessuno inizia... Io e mia moglie nel nostro piccolo stiamo cercando di cambiare abitudini. Minore consumo di carne, utilizzo prevalente di biciclette per spostamenti, ricerca di prodotti che non vengono da lontano e ora grazie allo Stato Italiano migliorerò la mia casa con cappotto, serramenti migliori e fotovoltaico. Abbiamo anche deciso di cambiare fornello a gas per mettere induzione... sarà un granellino di sabbia in un deserto, ma ci proviamo anche se purtroppo credo che ormai il treno è partito e siamo già abbondantemente in ritardo. Il parallelo con l'isola di Pasqua mi sembra azzeccato!


Aggiungo solo
( ovviamente senza voler incolpare nessuno, perche' lo siamo tutti )
che dovevamo pensarci prima....
Magari quando eravamo 4/5 miliardi....
 
Permettimi....
Ma e' una sfida persa in partenza....
Tanto che, paesi poveri e paesi ricchi si allontanano sempre piu'

Quella è un ulteriore sfida, io credo che mantenere il modello che abbiamo avuto fino ad ora, fondamentalmente energia prodotta da poche fonti e non rinnovabili e pochissima attenzione al utilizzo di quello prodotto , sia poco proficuo a prescindere dalla fonte , se invece si fa un lavoro di produzione energetica diversificata sia da rinnovabili che non rinnovabili con in più una razionalizzazione dal uso del energia si potrebbero avere tanti di benefici.
 
Se fosse tornare al 1990 o al 2000... purtroppo credo devi tornare ancora indietro per avere un consumo di risorse procapite sostenibile... visto che ora la popolazione mondiale che ha raggiunto un po' di benessere è aumentata.
Resta il fatta che anche se l'Europa fosse a emissione co2 zero... cambierebbe poco come impatto sul pianeta, però se nessuno inizia... Io e mia moglie nel nostro piccolo stiamo cercando di cambiare abitudini. Minore consumo di carne, utilizzo prevalente di biciclette per spostamenti, ricerca di prodotti che non vengono da lontano e ora grazie allo Stato Italiano migliorerò la mia casa con cappotto, serramenti migliori e fotovoltaico. Abbiamo anche deciso di cambiare fornello a gas per mettere induzione... sarà un granellino di sabbia in un deserto, ma ci proviamo anche se purtroppo credo che ormai il treno è partito e siamo già abbondantemente in ritardo. Il parallelo con l'isola di Pasqua mi sembra azzeccato!

A parte che comunque è già fare qualcosa ma oltretutto è anche istruttivo per le nuove generazioni e crea una consapevolezza che aiuterà il cambiamento
 
La sfida è impedire ai 4/5 del mondo (povero) di raggiungere il benessere e i consumi del 20% ricco?
Ve li immaginate 8 miliardi di persone con telefono, computer, aria condizionata ovunque, auto elettriche e intere città illuminate notte e giorno?
Scenario irrealistico, perchè l'80% del mondo povero non diventerà mai ricco finchè non cambia modo di pensare e di agire. La mia conoscenza diretta della sponda sud del Mediterraneo è limitatissima (Tunisia), ma credo che sia sufficiente parlare con qualsiasi missionario per farsi un'idea, e la mia è la seguente: sviluppo e progresso non sono possibili senza l'apporto attivo e concreto degli interessati. Per capirci meglio: stando seduti su un sasso in attesa che arrivi mezzogiorno non si migliora la propria condizione, men che meno sfornando decine di figli destinati alla fame, e questo è esattamente quello che succede nel sub Sahara e penso anche in altre aree in Asia e sud America. E di sicuro la soluzione non passa per il trasferimento di centinaia di milioni di persone verso lidi che con tutta la buona volontà prima o poi dovranno vedersela con la dura realtà: gente che, sia pure incolpevolmente non sa fare niente (e nemmeno lo vuole, perchè gli manca la forma mentis che in Veneto si concretizza in questa xe ea casa dea lasagna, chi no laora no magna), anche volendo non può contribuire in alcun modo alla comunità ospitante. Mi possono dire tutto quello che vogliono, ma non mi convinceranno mai che da una terra ricchissima di risorse di ogni tipo e dove si possono fare quattro raccolti in un anno si debba morire di fame o scappare. Non esiste. Ovviamente non ho la soluzione in tasca, ci sono i premi Nobel e i think tank per questo, ma di una cosa sono convinto: se mai partirà un processo virtuoso di crescita del "mondo povero", la prima cosa di cui si accorgeranno sarà che i figli costano, e semplicemente non potranno più permettersi la prolificità cui sono abituati. E' successo in Occidente, ma lo vediamo anche nelle famiglie di immigrati: una volta integrati, il numero di figli per coppia si porta al livello europeo e statunitense. Una cosa però credo sia certa: difficilmente qualcuno di noi sarà ancora qui per vedere se mi sbaglio....
 
Scenario irrealistico, perchè l'80% del mondo povero non diventerà mai ricco finchè non cambia modo di pensare e di agire. La mia conoscenza diretta della sponda sud del Mediterraneo è limitatissima (Tunisia), ma credo che sia sufficiente parlare con qualsiasi missionario per farsi un'idea, e la mia è la seguente: sviluppo e progresso non sono possibili senza l'apporto attivo e concreto degli interessati. Per capirci meglio: stando seduti su un sasso in attesa che arrivi mezzogiorno non si migliora la propria condizione, men che meno sfornando decine di figli destinati alla fame, e questo è esattamente quello che succede nel sub Sahara e penso anche in altre aree in Asia e sud America. E di sicuro la soluzione non passa per il trasferimento di centinaia di milioni di persone verso lidi che con tutta la buona volontà prima o poi dovranno vedersela con la dura realtà: gente che, sia pure incolpevolmente non sa fare niente (e nemmeno lo vuole, perchè gli manca la forma mentis che in Veneto si concretizza in questa xe ea casa dea lasagna, chi no laora no magna), anche volendo non può contribuire in alcun modo alla comunità ospitante. Mi possono dire tutto quello che vogliono, ma non mi convinceranno mai che da una terra ricchissima di risorse di ogni tipo e dove si possono fare quattro raccolti in un anno si debba morire di fame o scappare. Non esiste. Ovviamente non ho la soluzione in tasca, ci sono i premi Nobel e i think tank per questo, ma di una cosa sono convinto: se mai partirà un processo virtuoso di crescita del "mondo povero", la prima cosa di cui si accorgeranno sarà che i figli costano, e semplicemente non potranno più permettersi la prolificità cui sono abituati. E' successo in Occidente, ma lo vediamo anche nelle famiglie di immigrati: una volta integrati, il numero di figli per coppia si porta al livello europeo e statunitense. Una cosa però credo sia certa: difficilmente qualcuno di noi sarà ancora qui per vedere se mi sbaglio....


Ma tu hai un missionario che ti racconta che nei paesi del emisfero sud del mondo la gente vive sui sassi in attesa che cambi qualcosa?
 
Più di uno...., perlomeno con riferimento all'Africa.

Mi sembra un poco riduttivo descrivere realtà complesse come quelle africane, che spesso cambiano nel giro di poche decine di km, del resto il missionario ha altri scopi nella sua missione.
Io in Africa tutti questi seduti sui sasso non li ho visti, mi sembra un poco un retaggio culturale descriverli in quel modo, ci sono tanti di quei problemi che ci vorrebbero 10 anni li per capirli tutti , il sud est Asiatico vede una popolazione molto attiva e propensa ad impegnarsi anche molto più di quello di cui siamo propensi noi
 
realtà complesse come quelle africane, che spesso cambiano nel giro di poche decine di km,
Io in Africa subsahariana non ci sono mai stato, ma da quello che vedo nei documentari dove cambia cambia in peggio...
Io in Africa tutti questi seduti sui sasso non li ho visti, mi sembra un poco un retaggio culturale descriverli in quel modo,
non lo metto in dubbio, ma quanti ne hai visti impegnarsi per passare da un'economia di pura sussistenza a qualcosa di più evoluto? Non sto dicendo che sono tutti buoni a nulla col braccio corto, ma se i governi locali non fanno qualcosa per tirarsi fuori dal pantano non cambierà mai nulla. Prova a pensare - dato che siamo su 4R - alla puntata di Top Gear sulla ricerca delle sorgenti del Nilo (mi pare), o al Grand Tour in Madagascar con la povera Bentley trasformata in una specie di dune buggy........ ti pare possibile che nel 2021 la viabilità di una nazione sia in quelle condizioni? Le strade sono fondamentali per lo sviluppo, ca**o, duemila anni fa i Romani ci hanno fatto un impero con le vie di comunicazione...... no, mi spiace, ma noi occidentali saremo sfruttatori brutti e cattivi, ma niente e nessuno mi toglie dalla testa che una buona parte dei problemi dell'Africa sono di origine endogena, e per uscirne DEVONO darsi da fare in prima persona. Chiudo l'OT.
 
Io in Africa subsahariana non ci sono mai stato, ma da quello che vedo nei documentari dove cambia cambia in peggio...

non lo metto in dubbio, ma quanti ne hai visti impegnarsi per passare da un'economia di pura sussistenza a qualcosa di più evoluto? Non sto dicendo che sono tutti buoni a nulla col braccio corto, ma se i governi locali non fanno qualcosa per tirarsi fuori dal pantano non cambierà mai nulla. Prova a pensare - dato che siamo su 4R - alla puntata di Top Gear sulla ricerca delle sorgenti del Nilo (mi pare), o al Grand Tour in Madagascar con la povera Bentley trasformata in una specie di dune buggy........ ti pare possibile che nel 2021 la viabilità di una nazione sia in quelle condizioni? Le strade sono fondamentali per lo sviluppo, ca**o, duemila anni fa i Romani ci hanno fatto un impero con le vie di comunicazione...... no, mi spiace, ma noi occidentali saremo sfruttatori brutti e cattivi, ma niente e nessuno mi toglie dalla testa che una buona parte dei problemi dell'Africa sono di origine endogena, e per uscirne DEVONO darsi da fare in prima persona. Chiudo l'OT.

Io in Madagascar ci sono stato ,e non al villaggio turistico di nosy ba, è un paese in continua crisi politica con un alto tasso di corruzione ed un esercito che è sempre pronto a scendere con i carri armati( ed lo fa spesso) appena c'è un minimo accenno ad un cambiamento che metto a repentaglio le posizioni dei colonnelli, questa è una situazione frequente in tanti paesi del Africa, la popolazione così ha poco da fare, ed il tutto ha origine dalla mancata sviluppo che quei paesi hanno sentito a causa delle colonizzazione che sono fine pochi decenni fa
 
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