Dal
2020, sono partite, in Europa, multe salatissime per tutti i gruppi automobilistici che sforano i limiti di emissioni imposte dalla Commissione. Una manovra che mette alle strette i marchi, i quali sono stati tutti multati. Anche se non tutti con la stessa intensità.
Ecco la classifica che ne è emersa:
- PSA
- Toyota
- Renault-Nissan-Mitsubishi
- Hyundai-Kia
- Suzuki
- FCA
- Geely (Volvo, Polestar, Lotus)
- Ford
- Volkswagen
- BMW
- Daimler
- Tata Motors (Jaguar-Land Rover)
PSA è il gruppo che, in assoluto, ha pagato meno sanzioni di tutti, con una media di
97,9 g/km. Un risultato ottenuto senza i supercrediti – ovvero il premio che l’Europa concede ai costruttori che producono auto a bassi consumi, destinato a sparire dopo il 2023 – e senza i vantaggi graduali. Includendo anche questi due fattori, invece, i livelli di PSA scendono a
91,9 g/km.
Bene anche
Toyota, che gode di una gamma totalmente elettrificata sia per il marchio Toyota che per Lexus, e che vede anche alcune vetture ibride plug-in, come la Prius e, più di recente la RAV 4 PHEV. Terzo posto per il gruppo Renault (che include Nissan e Mitsubishi): i brand appartenenti al colosso franco-nipponico, infatti, da anni sono impegnati nell’elettrificazione della gamma.
I risultati peggiori li ottengono i marchi più prestigiosi, da
Volkswagen fino
Daimler e
BMW. Nonostante tutti e 3 i brand tedeschi siano impegnati da anni nell’elettrificazione, bisogna considerare che sono anche i marchi che vedono automobili molto potenti, che inevitabilmente hanno consumi elevati; o di rappresentanza, che hanno ancora come motorizzazione preferita il diesel.
Clima
Ecco le aziende che producono un terzo delle emissioni mondiali ..
Il
35% di tutte le emissioni di anidride carbonica e metano dal
1965 al 2017 è stato prodotto da
20 colossi del settore petrolchimico. In testa Saudi Armaco (il 4,38% del totale), la multinazionale statunitense Chevron (il 3,2% del totale) e la russa Gazprom (3,19%).
Quei miliardi tonnellate di CO2 e metano emessi in 50 anni..
I
480 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente attribuite alle 20 aziende in classifica, di cui 12 a controllo statale, incidono sul totale di
1.354 tonnellate prodotte nel periodo sotto esame (1965-2017) dalle stesse fonti. L’intera serie storica analizzata dall’istituto rivela che un totale
103 realtà aziendali ha prodotto il 69,8% di tutte le emissioni registrate dal 1751, con un’incidenza sul 30% netto delle emissioni solo da parte delle 20 società in cima al ranking. «
Metà di tutte le emisisoni da combustibili fossili e cemento dal 1751 ad oggi - si legge nel report - sono state prodotte dal 1990 ad oggi. Queste aziende hanno significative responsabilità morali, finanziarie e legali sulla crisi climatica». Oltre alla triade Saudi Aramco, Chevron e Gazprom, la classifica include nomi come ExxonMobile (3,09%), National iranian oil (2,63%), Bp (2,51%) e Royal Dutch Shell (2,36%).