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Parziale riconversione fabbriche auto per mascherine e affini

https://www.alvolante.it/news/seat-lamborghini-e-skoda-producono-materiale-l-emergenza-368241


"PARTI NOTE - In attesa di far ripartire la produzione di automobili, la fabbrica della Seat a Martorell (Barcellona) è stata parzialmente riconvertita per costruire materiale medico con cui far fronte all’emergenza coronavirus: l’obiettivo, in particolare, era quello di creare internamente ventilatori automatici per la respirazione polmonare. Per farlo, la Seat ha creato una squadra di ingegneri. Questi hanno avuto libero accesso non soltanto ai macchinari per la stampa 3D, ma anche all’enorme magazzino di parti auto, da dove sono stati presi alberi del motore e modificati tergicristallo del parabrezza.

A TEMPO RECORD - La Seat, utilizzando queste e altre parti, ha costruito 13 prototipi di ventilatori automatici. La scelta finale è caduta su quello chiamato Protofy.XYZ, attualmente in fase di test da parte delle autorità sanitarie, che sarà costruito nella linea di produzione in cui si fabbricano telaietti per auto. Questa è stata adattata in circa 1 settimana, un piccolo record considerata la complessità: il ventilatore è composto da più di 80 fra parti elettroniche e meccaniche.






DALLE SELLERIE ALLE MASCHERINE - Insieme alla Seat, altri marchi del Gruppo Volkswagen hanno deciso di mettersi a disposizione per costruire materiale medico utile per l’emergenza sanitaria. La Lamborghini ha deciso di riconvertire alcuni reparti del suo stabilimento a Sant’Agata Bolognese, dove gli addetti alle sellerie realizzeranno 1.000 mascherine chirurgiche al giorno; il reparto per la produzione di materiali compositi, inoltre, si è “prestato” per la realizzazione di 200 visiere protettive in policarbonato al giorno. Mascherine e visiere saranno messe a disposizione del Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna.



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STAMPA 3D - Anche la Skoda ha sfruttato la tecnologia della stampa 3D per realizzare le mascherine riutilizzabili del tipo FFP3, nell’ambito di un progetto con il dipartimento di informatica, robotica e cibernetica dell’Università Tecnica di Praga. Queste mascherine, in accordo con il Ministero della Salute, saranno distribuite a dottori, infermieri e ospedali cechi."


Volendo, si fa tutto.





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L’altro giorno sembrava una cosa infattibile e invece ...nel 2020 non fare qualsiasi cosa significa non averne voglia o non volerla fare per principio.
 
non e' questione di volere o non volere.
produrre dispositivi medici, ha delle controindicazioni non da poco.
se uno di quei macchinari, assemblati in fretta e furia e senza prove, accoppa qualcuno, chi se la prende la responsabilita'?
se le mascherine prodotte non hanno il livello di filtraggio richiesto, di chi e' la colpa?
chi si mette a produrle, si assume un bel rischio.
 
non e' questione di volere o non volere.
produrre dispositivi medici, ha delle controindicazioni non da poco.
se uno di quei macchinari, assemblati in fretta e furia e senza prove, accoppa qualcuno, chi se la prende la responsabilita'?
se le mascherine prodotte non hanno il livello di filtraggio richiesto, di chi e' la colpa?
chi si mette a produrle, si assume un bel rischio.


Purtroppo i morti già ci sono e bisogna agire. Le carte bollate le pensi dopo. L emergenza significa anche agire e fare delle scelte. Chi più più meno chi non ha rischiato in vita sua? Anche il mutuo è un rischio se vogliamo... Poi non le fanno con impianti nucleari
 
se le mascherine prodotte non hanno il livello di filtraggio richiesto, di chi e' la colpa?

Credo ci sia un sistema di controllo e omologazione, se no si rischiano sanzioni non da poco. Lo hanno detto ieri in un TG, dicendo anche in cosa consiste l'omologazione.
 
Ieri a "Che tempo che fa" Fazio ha intervistato un imprenditore (credo avesse un ristorante) che ha acquistato un macchinario cinese per mascherine (su internet) per 70.000 euro, e altri 70.000 li ha spesi tra IVA, dogana, omologazioni, domande, carte bollate e burocrazia varia.

Ma dopo una spesa di 140.000 euro ora con quel macchinario, che ha mostrato in azione, produce 270.000 mascherine "chirurgiche" AL GIORNO, che venderà a meno di un euro l'una.

E' facile fare i conti su quante ne farà al mese (e quanto potrà incassare). Ha fatto vedere che ovviamente ha 5-6 dipendenti, ma comunque al momento sembra un ottimo investimento.
 
Ieri a "Che tempo che fa" Fazio ha intervistato un imprenditore (credo avesse un ristorante) che ha acquistato un macchinario cinese per mascherine (su internet) per 70.000 euro, e altri 70.000 li ha spesi tra IVA, dogana, omologazioni, domande, carte bollate e burocrazia varia.

Ma dopo una spesa di 140.000 euro ora con quel macchinario, che ha mostrato in azione, produce 270.000 mascherine "chirurgiche" AL GIORNO, che venderà a meno di un euro l'una.

E' facile fare i conti su quante ne farà al mese (e quanto potrà incassare). Ha fatto vedere che ovviamente ha 5-6 dipendenti, ma comunque al momento sembra un ottimo investimento.


Già, soltanto che pochi giorni fa sembrava avessi detto un eresia. L
 
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