<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Credibilità limiti emissioni 2025/30 | Il Forum di Quattroruote

Credibilità limiti emissioni 2025/30

Ciao a tutti.
Leggevo questo http://www.autoblog.it/post/961428/emissioni-auto-i-nuovi-limiti-sono-credibili
La domanda che mi pongo è se il legislatore è ancora in grado di rendersi conto delle conseguenze che questa logica sta scatenando sulla politica a livello economico ed occupazinale...
Sono senza parole ,anche perché in realtà nessuna formazione politica sembra avere interesse a prendere in mano REALMENTE la situazione.
Ad oggi sul termico nessuno sarebbe i grado di rispettarle vedi Ginevra in corso.
Scusate lo sfogo.
Ciao a tutti e buon weekend
 
Le politiche UE hanno portato al dieselgate e relativi scandali sull'aggiramento delle norme di omologazione in cui sono state coinvolte piu' o meno tutte le case.
I nuovi limiti porteranno un notevole aumento dei costi di sviluppo per i costruttori, che ovviamente si dovranno scaricare sui clienti.
La mia paura e' che a furia di tirare la corda e senza armonizzazioni a livello mondiale le case europee rischino di saltare, perche' sara' difficile reggere la concorrenza dei costruttori americani e asiatici che hanno accesso a mercati con normative piu' semplici e sostenibili economicamente.

Secondo me, in Europa l'elettrico sara' sostenibile al max fino al 20%, sia per mancanza della materia prima (la corrente) che delle necessarie infrastrutture di ricarica, quindi da qui al 2030 la soluzione sara' l'ibrido, con costi assai maggiori rispetto alle motorizzazioni tradizionali, in particolare per il plug-in che richiede un pacco batterie consistente.
 
perche' sara' difficile reggere la concorrenza dei costruttori americani e asiatici che hanno accesso a mercati con normative piu' semplici e sostenibili economicamente.

Secondo me, in Europa l'elettrico sara' sostenibile al max fino al 20%, sia per mancanza della materia prima (la corrente)
Dati alla mano non è l'energia elettrica che manca (con la capacità italiana si possono avere oggi 4 milioni di auto elettriche) e la Cina è avantissima sulle auto elettriche.
 
Dati alla mano non è l'energia elettrica che manca (con la capacità italiana si possono avere oggi 4 milioni di auto elettriche) e la Cina è avantissima sulle auto elettriche.
L'energia elettrica e' proprio una delle prime cose che manca.
Gia' adesso l'Italia non e' autosufficiente, in quanto importa l'energia elettrica dalla Francia e dalla Svizzera, dove viene prodotta con centrali nucleari.
Il consumo delle auto elettriche e' notevole, basti pensare che le migliori necessitano di 20kwh per percorrere 100km (in casa mia 20kwh li consumo in 5 giorni). In Gran Bretagna hanno stimato che per alimentare 40 milioni di auto elettriche servono 8 centrali nucleari !!!

Ad ogni modo al momento l'unica alternativa sostenibile e' l'ibrido plug-in che con 10/15kwh di batterie permette di percorrere circa 50km in elettrico, ma il costo finale dell'auto e' vicino a quello di un'auto elettrica.
 
La capacità produttività italiana è per il momento al di sotto del suo massimo. Che conviene importare è una questione diversa. Ci sono tante centrali non operative.
 
Con l'energia prodotta da combustibili fossili le macchine elettriche non hanno nessun senso, perche' complessivamente emetterebbero gli stessi inquinanti delle endotermiche se non di piu'.
In città assolutamente no. Consumano di meno. Poi c'è il termoelettrico a ciclo combinato con 60%di efficienza. In Italia ci sono tante.
 
Le politiche UE hanno portato al dieselgate e relativi scandali sull'aggiramento delle norme di omologazione in cui sono state coinvolte piu' o meno tutte le case.
I nuovi limiti porteranno un notevole aumento dei costi di sviluppo per i costruttori, che ovviamente si dovranno scaricare sui clienti.
La mia paura e' che a furia di tirare la corda e senza armonizzazioni a livello mondiale le case europee rischino di saltare, perche' sara' difficile reggere la concorrenza dei costruttori americani e asiatici che hanno accesso a mercati con normative piu' semplici e sostenibili economicamente.

Secondo me, in Europa l'elettrico sara' sostenibile al max fino al 20%, sia per mancanza della materia prima (la corrente) che delle necessarie infrastrutture di ricarica, quindi da qui al 2030 la soluzione sara' l'ibrido, con costi assai maggiori rispetto alle motorizzazioni tradizionali, in particolare per il plug-in che richiede un pacco batterie consistente.

Mi sembra che tu abbia evidenziato una parte del problema, ossia la difficoltà di infrastrutturare da un lato il lato economico dall'altro con annessi e connessi.
Ad oggi nessuno è in grado di quantificare che cosa possa comportare una significativa riduzione dei posti di lavoro legata ad un cambio di tecnologia per esempio eppure e è sarà un problema ineludibile.
Tralasciando il bel paese che oramai è considerato un paese di straccioni imprenditori inclusi.
 
Le politiche UE hanno portato al dieselgate e relativi scandali sull'aggiramento delle norme di omologazione in cui sono state coinvolte piu' o meno tutte le case.
I nuovi limiti porteranno un notevole aumento dei costi di sviluppo per i costruttori, che ovviamente si dovranno scaricare sui clienti.
La mia paura e' che a furia di tirare la corda e senza armonizzazioni a livello mondiale le case europee rischino di saltare, perche' sara' difficile reggere la concorrenza dei costruttori americani e asiatici che hanno accesso a mercati con normative piu' semplici e sostenibili economicamente.

Secondo me, in Europa l'elettrico sara' sostenibile al max fino al 20%, sia per mancanza della materia prima (la corrente) che delle necessarie infrastrutture di ricarica, quindi da qui al 2030 la soluzione sara' l'ibrido, con costi assai maggiori rispetto alle motorizzazioni tradizionali, in particolare per il plug-in che richiede un pacco batterie consistente.
Se le normative di TUTTI gli USA fossero schizofreniche come le nostre, Steve Darnell, Dave Kindig, Heavy D e Diesel Dave e Richard Rawlings andrebbero in Bancarotta e sarebbero per strada a chiedere l'elemosina. Non penso che Rad e Hot Rod andrebbero d'accordo con certe normative (in particolare certe creazioni di Steve Darnell, visto quanto fumano).
 
Se le normative di TUTTI gli USA fossero schizofreniche come le nostre, Steve Darnell, Dave Kindig, Heavy D e Diesel Dave e Richard Rawlings andrebbero in Bancarotta e sarebbero per strada a chiedere l'elemosina. Non penso che Rad e Hot Rod andrebbero d'accordo con certe normative (in particolare certe creazioni di Steve Darnell, visto quanto fumano).

Personalmente direi che non sarebbe nemmeno sto gran danno.
 
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