Sono stato anch'io in visita nei campi di concentramento della periferia di Berlino....
E' passato almeno un lustro, ma ho ancora intatta quella sensazione di dolore e di sgomento che ti attanaglia la mente; giuro, è una sofferenza fisica, una rabbia mista a incredulità, un maledetto stupore che ti pervade l'anima a ogni angolo...
Lì le immagini non sono passate, sono presenti, sospese nel tempo, pronte a sorprenderti davanti a quelle pietre che ancora portano le impronte, agli strumenti di raffinata e spietata tortura, tutt'ora spaventosi e intollerabili...
Quando poi passi davanti a quelle testimonianze, a quei pezzi di vita sopravvissuti all'occultamento, allora, credetemi, vi sembra davvero di sentire ancora le voci, i suoni e i lamenti di tanta sofferenza..
Il dovere è uno solo: NON DIMENTICARE, lo dobbiamo al passato e, soprattutto, al futuro..
Saluti