Non posso essere d'accordo.
Che si sia fatto il tutto il possibile per limitare i rischi, in passato pesantissimi, è giusto ; ma un po' di rischio dovrà sempre rimanere, altrimenti l'automobilismo sarebbe finito : l'assenza totale di rischi lo metterebbe sullo stesso piano dei videogiochi di corse d'auto, che infatti a ma personalmente, per quanto possano essere ben fatti, sono sempre parsi stupidate e basta, proprio ed esattamente perché manca ogni rischio, dopo un incidente si riprende come nulla fosse... eh no ragazzi, l'automobilismo non è un videogioco, chi esagera deve sapere che rischia di pagare molto duramente la cosa.
E non solo chi esagera, ma anche chi ha magari fatto solo un lieve errore, spesso condiviso con un altro pilota in un contatto dalla dubbia responsabilità iniziale : lieve errore ma che può portare ad incidenti catastrofici, esattamente come è successo a Macao alla ragazza tedesca Sophia Floersch, la cui auto dopo un contatto apparentemente come tanti è letteralmente decollata, arrivando alla curva ancora in piena velocità (275 km/h secondo chi ha analizzato i filmati) e sfondando la recinzione, fermandosi poi contro una tribuna stampa... beh, è andata bene - a lei per prima, a vedere i filmati sembra impossibile sopravvivere ad una botta del genere - che nessuno è morto, ma è un esempio lampante di come i rischi ci siano sempre e di come chi vuol fare il pilota non possa non accettarli : altrimenti non è adatto a fare il pilota, che faccia altro.
Un ipotetico GP in cui chi entrasse, ad es., fortissimo in curva sapesse di non rischiare nulla - almeno per quanto riguarda la sua pelle - farebbe perdere ogni senso alla gara ed all'attività stessa : tutti, anch'io, sarebbero capaci, dopo un minimo di allenamento, di provare a strafare, se questo non comportasse alcun rischio personale.
No no, proprio no.... checché se ne possa dire e/o ne pensino i buonisti (categoria che detesto dal profondo) i campioni dello sport oggi hanno assunto la funzione di quelli che una volta erano gli eroi : io, che pure personalmente non ho mai idolatrato nessuno, sono in totale disaccordo con quelli che pensano "Beato il popolo che non ha bisogno di eroi" (scritta, tipica della sinistra estrema, che si poteva trovare sui muri, ne ricordo una enorme in forma di "murales" vista a Orgosolo, in Sardegna, nel 1983) perché sono i fatti a testimoniare l'esatto contrario : la gente vuole gli eroi, siano CR7 o Reinhold Messner o Giovanni Soldini, e quelli la cui area di pensiero fa riferimento all'estrema sinistra non fanno eccezione, avendo idolatrato fino al ridicolo Che Guevara ad esempio....
Ma gli eroi non si tirano indietro e, da che mondo e mondo, corrono anche dei rischi.... altrimenti, che eroi sarebbero ?
E lo stesso DEVE valere per i piloti dell'automobilismo (come delle moto, della motonautica, dei jet, astronauti ecc.) : nessun rischio, beh l'automobilismo per come lo vedo io è finito, può chiudere bottega, non frega più nulla a nessuno.
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A mio modesto avviso in uno sport ci deve sempre essere la possibilità di sbagliare, questo si, ma non ci deve mai essere la possibilità di morire o restare ferito , ovviamente nel automobilismo il rischio di un incidente grave che può portare a conseguenze per un pilota resterà sempre ma tutto il sistema deve portare a limitare al massimo questo rischio e questa attivita non scalfisce l'immagine del pilota che per me si basa su altro che sul essere pronti a morire , personalmente gli eroi erano altri, i primi aviatori o i primi automobilisti nel passato, ora non li vedo più nello sport ma in altri ambiti.