Si,nel mio curriculum gli altri interessi erano già indicati ma oltre a questi l'esaminatore ha voluto sapere se facevo altro nel mio tempo libero.
E mi ha chiesto notizie più approfondite sugli interessi che avevo indicato.
Io ad essere sincero non mi aspettavo tanto interesse,credo che abbiamo dedicato più tempo al tempo libero che alle domande sulle mie esperienze lavorative.
Ho cercato di rispondere in maniera esaustiva pur essendo di natura riservato ma non so se ho fatto una buona impressione.
Anche perchè probabilmente mi si leggeva in faccia una certa sorpresa.
Quando mi è stato chiesto se dopo aver concluso il precedente contratto avevo intrapreso qualche attività in maniera fin troppo sincera e probabilmente ingenua ho detto "Si cercare un nuovo lavoro".
Una risposta sicuramente poco originale che non mi avrà fatto guadagnare punti,ma non ero a mio agio perchè faticavo a capire il motivo di tanto interesse.
E comunque ho già detto che secondo la mia modesta esperienza personale è molto meglio avere collaboratori con interessi extra-lavorativi che collaboratori più o meno amorfi, che non si sa cosa fanno nel loro tempo libero (incombenze domestiche e familiari a parte).
Te lo devo ripetere un'altra volta?
Si tratta di una tua esperienza personale,che per quanto ampia non può essere presa come una regola generale.
Per la mia esperienza non c'è alcuna correlazione tra hobbies e rendimento sul lavoro,ho conosciuto persone piene di interessi a cui però il loro lavoro non interessava,forse perchè un po' ripetitivo,che lo svolgevano con un atteggiamento di assoluto disprezzo sentendosi vessati ogni momento.
E persone che,almeno apparentemente,avevano meno interessi (a parte quelli classici del nostro paese tv,calcio e discorsi da bar) ma sul lavoro erano veramente dediti.
Forse dipenderà da quanto un lavoro piace a chi lo svolge,però visti da fuori mi è capitato di vedere persone che si facevano un mazzo così fischiettando e sorridendo,e persone che tutto sommato avevano un lavoro poco faticoso che si trascinavano come se stessero facendo i lavori forzati.
E ancora peggio secondo me capita quando di un determinato lavoro parla chi non lo ha svolto in prima persona.
Il postino che consegnava le raccomandate quando vivevo coi miei era un signore simpatico che pur lavorando sulla strada d'estate e d'inverno sembrava sempre abbastanza contento.
Altri postini molto meno ma magari c'erano delle differenze tra le loro giornate.
Un vicino di casa era figlio di un postino e ha subito cercato manforte dicendo che suo padre era stato sfruttato e che la pensione,mi pare 1400 euro,che riceveva era troppo bassa.
Il postino sorridendo gli fece notare che lui svolgeva lo stesso lavoro e probabilmente avrebbe dovuto lavorare molti anni in più del padre del mio vicino per poi prendere una pensione inferiore.
Va bene che lo sport nazionale è lamentarsi ma almeno quando capita di vedere qualcuno che,per un motivo o per un altro,è costretto a faticare di più per raccogliere di meno forse sarebbe il caso di tenere per se le proprie rivendicazioni sindacali.