<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> L'importanza degli hobbies... | Page 5 | Il Forum di Quattroruote

L'importanza degli hobbies...

Ah, non per vantarmi (o forse sì? :emoji_smile:) ho conosciuto di persona Vittorio Sgarbi (tramite amicizie comuni) e ho visitato una sua favolosa collezione privata di arte antica, mentre lui spiegava le particolarità di ogni opera.
Eravamo pure stati invitati a cena con lui, ma dopo aver saputo dall'amico in comune che lui è un tipo che passa tutta la serata fino alle 3-4 di notte a tavola a parlare (praticamente quasi non dorme la notte), e guai ad andarsene prima (se non s'è capito, è molto egocentrico!), mentre io sono un tipo che alle 11 di sera crolla, abbiamo declinato
cortesemente l'invito.
Tutto questo per dire che nonostante ciò, e nonostante le decine e decine di musei visitati in tutta Europa, non oserei mai scrivere "conoscenza approfondita di arte" nel mio cv!

Perche' no?!?
Se pensi che Sgarbi dichiaro' per autentiche le teste farlocche di Livorno
;)
 
Comunque so che è considerato uno dei maggiori esperti di storia dell'arte in Italia. Poi non so, non me ne intendo tanto...

Comunque di persona è molto più simpatico che visto in tv...
che poi, simpatico... è tutto relativo... tenendo conto che io in tv non lo sopporto e gli tirerei i capelli fino a farlo piangere, ad averci a che fare da vicino mi è sembrato persino gradevole, con un buon senso dello humour.
Forse in tv la sua è tutta una recita che gli chiedono di continuare a fare per far salire gli ascolti...

io mi ricordo sempre di un documentario di Pif su di un ritrovo di Monarchici in cui intervenne anche lui , Sgarbi, mi sono ammazzato dalle risate quando poi lo intervistò dopo il sui intervento ,accalorato ed entusiasta in merito al tema, e con tutta sincerità fece capire che se lo pagano per un suo intervento lui diventa monarchico, repubblicano, vegano , romanista , laziale,etc etc... discutibile come atteggiamento ma almeno è sincero
 
Ho il " difetto " di non essere, tifoso tifoso, di nulla....
Al massimo stima e mai preconcetti
 
Ultima modifica:
Comunque so che è considerato uno dei maggiori esperti di storia dell'arte in Italia. Poi non so, non me ne intendo tanto...

Comunque di persona è molto più simpatico che visto in tv...
che poi, simpatico... è tutto relativo... tenendo conto che io in tv non lo sopporto e gli tirerei i capelli fino a farlo piangere, ad averci a che fare da vicino mi è sembrato persino gradevole, con un buon senso dello humour.
Forse in tv la sua è tutta una recita che gli chiedono di continuare a
fare per far salire gli ascolti...

E' un argomento talmente vasto che uno, con un po' di chiacchiera
e faccia di bronzo,
puo' raccontare quello che vuole....
....Visto che il contraddittorio* non l' ha mai.
Spassionatamente preferisco l' architetto P. Daverio che quando parla di arte aggiunge notevoli dettagli sul momento storico di riferimento a completamento della parte artistica.

* credo che " maggior esperto " sia meglio definibile come
miglior procacciatore di " odiens ".
Forse il piu' ambito nei vari " tolk "
 
Ricordiamoci che si parla di cv, che servono a una prima scrematura.
Mica si può far fare una prova attitudinale a tutti quelli che inviano la propria candidatura!

Comunque, io un consiglio disinteressato, se dovessi mandare il tuo cv (e stai sicuro che succederà diverse volte, sei ancora giovane) te l'ho dato.
Poi tu fai come ti pare.

No non si parla di cv lo chiedono durante i colloqui.
Quindi una prima scrematura viene probabilmente già effettuata e poi al primo colloquio si valutano anche gli hobbies.

Discriminare? Guarda che non esiste il diritto a essere assunto da un'azienda solo perché sei qualificato per fare un lavoro.

Allora non diciamo discriminare ma scegliere anche in base agli hobbies.
Un metodo molto stupido per scegliere secondo me.
 
Andando un po' OT e considerando la discussione sul modo di porsi che un candidato dovrebbe avere durante un colloquio mi viene in mente che si parla quasi sempre di come debba comportarsi il candidato ma quasi mai di come dovrebbe comportarsi chi invece offre un lavoro.
Senza arrivare ai ben noti metodi con cui molto spesso le candidate di sesso femminile vengono selezionate secondo me si dovrebbe iniziare a parlare di completezza delle informazioni e correttezza.
E' risaputo che se un candidato chiede notizie sugli orari di lavoro e sui compensi di solito viene scartato a priori.
Però si tratta di notizie importanti,sono domande che in teoria il candidato no dovrebbe fare perchè dovrebbe essere chi effettua il colloquio a dare tutte le informazioni relative alla posizione per cui sta cercando una persona da assumere.
A me è capitato di fare colloqui in cui sono stato valutato ma alla fine io del lavoro non sapevo praticamente nulla.
Non mi avevano detto gli orari ne esattamente quale sarebbe stato il compenso,solo dopo ho avuto più dettagli per telefono quando mi hanno richiamato.
Secondo me invece sarebbe più corretto informare in maniera esaustiva il candidato che potrebbe anche farsi due conti e decidere di non far perdere tempo all'esaminatore interrompendo il colloquio.
Una persona che conosco dopo un colloquio che sembrava fosse andato bene,in cui gli avevano illustrato in maniera esaustiva di che tipo di competenza avevano bisogno,è stato chiamato per un secondo colloquio e solo allora ha scoperto che lo stipendio,al netto delle spese di viaggio perchè il luogo di lavoro distava 45 km dalla sua città,sarebbe stato di circa 3 euro l'ora.
Dato che non si trattava di un ragazzino alla sua prima occupazione ma di una persona con esperienza,titoli di studio,attestati e brevetti ovviamente ha declinato l'offerta e poi fortunatamente ha trovato di meglio.
Però se le carte fossero state messe in tavola subito avrebbero risparmiato tutti tempo e denaro.

Per carità è vero che è il candidato ad andare in cerca di lavoro ma anche chi assume è in cerca di personale,quindi a rigor di logica il colloquio serve a entrambe le parti.
Forse sarebbe il caso di tenerne conto e considerare che non è solo il candidato a dover fornire delle informazioni su se stesso,ma anche il datore di lavoro a dover illustrare quello di cui ha bisogno e le relative condizioni.
Anche perchè purtroppo capita spessissimo che un datore di lavoro durante i colloqui dica che gli serve un lavorante per X ore e che lo stipendio è Y.
E poi invece una volta iniziato il rapporto di lavoro si scopre che le ore sono molte di più e lo stipendio invece è inferiore.
Anche se di questi tempi di persone che hanno assoluto bisogno di lavorare ce ne sono molte secondo me non ci si dovrebbe sentire autorizzati ad approfittarsene e bisognerebbe essere sinceri dicendo di cosa si ha bisogno e quanto si può pagare in cambio.
Mentre promettere condizioni di lavoro che poi non si realizzano secondo me è un comportamento paragonabile a quello del dipendente che durante il periodo di prova fa vedere di essere un drago e poi si accascia non appena ha firmato il contratto.
 
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A te è capitato?

Si,nel mio curriculum gli altri interessi erano già indicati ma oltre a questi l'esaminatore ha voluto sapere se facevo altro nel mio tempo libero.
E mi ha chiesto notizie più approfondite sugli interessi che avevo indicato.
Io ad essere sincero non mi aspettavo tanto interesse,credo che abbiamo dedicato più tempo al tempo libero che alle domande sulle mie esperienze lavorative.
Ho cercato di rispondere in maniera esaustiva pur essendo di natura riservato ma non so se ho fatto una buona impressione.
Anche perchè probabilmente mi si leggeva in faccia una certa sorpresa.
Quando mi è stato chiesto se dopo aver concluso il precedente contratto avevo intrapreso qualche attività in maniera fin troppo sincera e probabilmente ingenua ho detto "Si cercare un nuovo lavoro".
Una risposta sicuramente poco originale che non mi avrà fatto guadagnare punti,ma non ero a mio agio perchè faticavo a capire il motivo di tanto interesse.

E comunque ho già detto che secondo la mia modesta esperienza personale è molto meglio avere collaboratori con interessi extra-lavorativi che collaboratori più o meno amorfi, che non si sa cosa fanno nel loro tempo libero (incombenze domestiche e familiari a parte).
Te lo devo ripetere un'altra volta?

Si tratta di una tua esperienza personale,che per quanto ampia non può essere presa come una regola generale.
Per la mia esperienza non c'è alcuna correlazione tra hobbies e rendimento sul lavoro,ho conosciuto persone piene di interessi a cui però il loro lavoro non interessava,forse perchè un po' ripetitivo,che lo svolgevano con un atteggiamento di assoluto disprezzo sentendosi vessati ogni momento.
E persone che,almeno apparentemente,avevano meno interessi (a parte quelli classici del nostro paese tv,calcio e discorsi da bar) ma sul lavoro erano veramente dediti.
Forse dipenderà da quanto un lavoro piace a chi lo svolge,però visti da fuori mi è capitato di vedere persone che si facevano un mazzo così fischiettando e sorridendo,e persone che tutto sommato avevano un lavoro poco faticoso che si trascinavano come se stessero facendo i lavori forzati.

E ancora peggio secondo me capita quando di un determinato lavoro parla chi non lo ha svolto in prima persona.
Il postino che consegnava le raccomandate quando vivevo coi miei era un signore simpatico che pur lavorando sulla strada d'estate e d'inverno sembrava sempre abbastanza contento.
Altri postini molto meno ma magari c'erano delle differenze tra le loro giornate.
Un vicino di casa era figlio di un postino e ha subito cercato manforte dicendo che suo padre era stato sfruttato e che la pensione,mi pare 1400 euro,che riceveva era troppo bassa.
Il postino sorridendo gli fece notare che lui svolgeva lo stesso lavoro e probabilmente avrebbe dovuto lavorare molti anni in più del padre del mio vicino per poi prendere una pensione inferiore.
Va bene che lo sport nazionale è lamentarsi ma almeno quando capita di vedere qualcuno che,per un motivo o per un altro,è costretto a faticare di più per raccogliere di meno forse sarebbe il caso di tenere per se le proprie rivendicazioni sindacali.
 
Ecco, ricorda sempre una cosa importante: è l'azienda che ti sceglie per farti lavorare, ma sei anche TU che scegli l'azienda per cui lavorare.
Quando fai un colloquio, non sei solo tu a essere esaminato. Per quanto possibile, devi farti una vaga idea dell'azienda, almeno a livello di impressione personale.
Se i personaggi con cui entri in contatto, e in particolare quelli che ti esaminano non ti convincono, meglio lasciar stare.

Il problema è che i colloqui spesso li fanno degli esterni che collaborano solo con l'azienda che cerca personale ma non vi lavorano tutti i giorni.
E poi,dal mio punto di vista,alla fine di un colloquio l'azienda sa molto di più sul candidato di quanto invece il candidato sa sull'azienda.
A meno che non si conosca qualcuno che ci lavora già,ma anche li parlando con due persone diverse potresti sentire descrizioni molto diverse dello stesso ambiente lavorativo.
 
Vedo che la disscussione è andata parecchio avanti rispetto a ieri, non pensavo. Spero che non mettete nel CV che frequentate i forum. Non vi assumono quando vedono tutti sti post...:emoji_astonished:
 
Una domanda "scomoda" che mi è stata rivolta in quel colloquio riguardava la precisione.
Io ho messo tra i punti a mio favore il fatto che so essere molto preciso e attenermi in maniera scrupolosa alle istruzioni che mi vengono impartite.
L'esaminatore ha detto che era una cosa positiva e io,forse sbagliando,ho risposto che non sempre è una cosa che viene apprezzata.
E li devo aver attirato il suo interesse perchè mi ha chiesto di fare degli esempi pratici.
Credo che nei colloqui valga la regola di stare attenti a cosa si dice perchè potrebbe essere anche usato contro di te...
Comunque ero nuovamente un po' sorpreso e dopo averci pensato qualche secondo feci un esempio pratico in cui mi era capitato che la mia precisione non fosse proprio apprezzata.
Magari mi sono tirato la zappa sui piedi da solo però ormai è tardi per rimediare.
 
Un manager deve scegliere la sua nuova segretaria fra tre possibili candidate. “Posso consigliarti io – gli suggerisce un collega più anziano – un metodo infallibile per scoprire se si tratta di persone affidabili. Lascia ogni volta una banconota da 100 euro ai piedi della seggiola su cui le farai accomodare e capirai molte cose in base a come si comporteranno”.

Il giorno successivo i due si rivedono. “Allora – fa il collega più anziano –, come è andata?”
“Benissimo. La prima ha raccolto i 100 euro e me li ha consegnati. La seconda ha fatto finta di nulla. La terza si è chinata con una scusa e ha fatto sparire la banconota nella borsetta”
“Perfetto. E tu quale hai scelto?”
“Quella con le tette più grosse”
 
Un manager deve scegliere la sua nuova segretaria fra tre possibili candidate. “Posso consigliarti io – gli suggerisce un collega più anziano – un metodo infallibile per scoprire se si tratta di persone affidabili. Lascia ogni volta una banconota da 100 euro ai piedi della seggiola su cui le farai accomodare e capirai molte cose in base a come si comporteranno”.

Il giorno successivo i due si rivedono. “Allora – fa il collega più anziano –, come è andata?”
“Benissimo. La prima ha raccolto i 100 euro e me li ha consegnati. La seconda ha fatto finta di nulla. La terza si è chinata con una scusa e ha fatto sparire la banconota nella borsetta”
“Perfetto. E tu quale hai scelto?”
“Quella con le tette più grosse”

E servivano 100 euro per valutare un requisito fisico così evidente?
 
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