<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Dieselgate: Fermato il CEO AUDI a Monaco | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Dieselgate: Fermato il CEO AUDI a Monaco

IMHO

I dazi sono la conclamazione della sconfitta della politica commerciale e del lavoro di un paese/unione di paesi.
Significano che non si riesce a produrre/scambiarsi merci con regole comuni, e rappresentano un falso rimedio, buono solo a scopi propagandistici.
Dai dazi viene un sacco di male per la gente comune, unica vittima delle schermaglie fra governi, male che si potrebbe evitare con una migliore, paziente, oculata diplomazia politica e commerciale.
Alla fine i governi troveranno lo stesso le medesime soluzioni, e faranno i medesimi accordi, ma nel frattempo per tanti poveracci saranno state lacrime e sangue.

Per dirlo in breve: un ridimensionamento dell'export automobilistico tedesco (In qualunque modo venga fatto) è una cosa auspicabile per tutti(gli altri).
Per me invece se ottenuto con i dazi è un boomerang che tornerà addosso a chi lo ha lanciato. Colpendo nel frattempo tutti quelli che avranno la sfortuna di trovarsi in mezzo.

La supremazia si ottiene con il lavoro, con le leggi che lo proteggono e lo stimolano, con la qualità del prodotto, con la ricerca e l'innovazione.

I dazi sono un pannicello caldo di breve durata, che farà più male di quello che pretende di togliere.
 
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IMHO

I dazi sono la conclamazione della sconfitta della politica commerciale e del lavoro di un paese/unione di paesi.
Significano che non si riesce a produrre/scambiarsi merci con regole comuni, e rappresentano un falso rimedio, buono solo a scopi propagandistici.
Dai dazi viene un sacco di male per la gente comune, unica vittima delle schermaglie fra governi, male che si potrebbe evitare con una migliore, paziente, oculata diplomazia politica e commerciale.
Alla fine i governi troveranno lo stesso le medesime soluzioni, e faranno i medesimi accordi, ma nel frattempo per tanti poveracci saranno state lacrime e sangue.


Per me invece se ottenuto con i dazi è un boomerang che tornerà addosso a chi lo ha lanciato. Colpendo nel frattempo tutti quelli che avranno la sfortuna di trovarsi in mezzo.

La supremazia si ottiene con il lavoro, con le leggi che lo proteggono e lo stimolano, con la qualità del prodotto, con la ricerca e l'innovazione.

I dazi sono un pannicello caldo di breve durata, che farà più male di quello che pretende di togliere.


Non tocca a me fare la difesa d'ufficio dei dazi perché la realtà parla da sola: i dazi Ue per le auto degli Usa sono del 10% viceversa del 2,5%. Uno dei paesi più protezionista è la Cina ma anche Giappone e sud corea non scherzano.
I dazi sono una pratica commerciale legittima e diffusa e nessun paese attualmente al mondo ne è completamente esente. Si può discuterne tramite accordi bilaterali o in sede WTO.
Vengono usati principalmente per tutelare l'industria domestica da pratiche commerciali scorrette: e visto il dumping cinese e la truffa tedesca è cosa sacrosanta.
Trump sta semplicemente tutelando i lavoratori americani dalla concorrenza sleale di questi 2 paesi (e solo questi2) e con la scusa sta riaffermando il ruolo centrale degli Usa nel commercio mondiale.

La si può pensare come si vuole, ma Trump fa bene e noi faremmo meglio ad approfittare della situazione rubando quote tedesche sul mercato Usa piuttosto che perderci nella difesa ideologica di un "libero commercio" mai esistito nella realtà.
 
A parte le considerazioni sul caso Diesel Gate, che ovviamente penso rappresenti il peggio del peggio, il fatto che ci sia chi addirittura "spera" una catena di dazi in successione la dice lunga sulla cultura economica di chi propugni tale prassi economica che in passato ha solo e sempre fatto danni e non potrà che farne di maggiori ad un paese come il nostro, un po come tagliarsi gli attributi per fare dispetto alla consorte.
Dipende contro chi applichi i dazi...io non li applicheremo mai su prodotti americani o francesi o inglesi perchè hanno un costo del lavoro pari o superiori al nostro. Ma nei confronti della Cina li avrei messi anni e anni fa perchè "giocano" con regole che noi non possiamo applicare. Trattamento degli operai al limite dello sfruttamento, tant'è che molti dormono sul posto di lavoro, regole anti inquinamento che costano molto e che loro non applicano, nelle societá partecipate loro hanno sempre ( o quasi) il controllo ecc ecc.
Certo ora loro stanno migliorando un po' e noi paggiorando un bel po' ma il vantaggio pende dalla loro parte.
 
Dipende contro chi applichi i dazi...io non li applicheremo mai su prodotti americani o francesi o inglesi perchè hanno un costo del lavoro pari o superiori al nostro. Ma nei confronti della Cina li avrei messi anni e anni fa perchè "giocano" con regole che noi non possiamo applicare. Trattamento degli operai al limite dello sfruttamento, tant'è che molti dormono sul posto di lavoro, regole anti inquinamento che costano molto e che loro non applicano, nelle societá partecipate loro hanno sempre ( o quasi) il controllo ecc ecc.
Certo ora loro stanno migliorando un po' e noi paggiorando un bel po' ma il vantaggio pende dalla loro parte.

Si e no. Non può essere il costo del lavoro l'unico parametro. Ci sono aree del mondo in cui la produttività è molto diversa e la differenza di costo del lavoro dovrebbe andare a compensare.
Se, invece, mi parli di dumping sociale, il discorso è diverso.
Comunque rimane il fatto che, con i dazi, si pagano i prodotti più cari.
Spesso hanno conseguenze negative in altri settori.
Se USA mette dazi su su acciaio cinese, ad esempio, un cantiere navale come fa ad essere competitivo sui mercati internazionali?
Io non so se chi lo ha scritto aveva interesse a dire così, ma da quel che ho sentito, l'ultima volta che sono stati messi dazi sull'acciaio (Reagan o Bush padre, non ricordo) pare che per ogni posto salvato nella siderurgia, ne sono ztats persi quattro nella manifattura.
E questo solo per gli effetti diretti, ma l'aumento di costi si ripercuote su tutto il paese.
 
Ultima modifica:
Si e no. Non può essere il costo del lavoro l'unico parametro. Ci sono aree del mondo in cui la produttività è molto diversa e la differenza di costo del lavoro dovrebbe andare a compensare.
Se, invece, mi parli di dumping sociale, il discorso è diverso.
Comunque rimane il fatto che, con i dazi, si pagano i prodotti più cari.
Spesso hanno conseguenze negative in altri settori.
Se USA mette dazi su su acciaio cinese, ad esempio, un cantiere navale come fa ad essere competitivo sui mercati internazionali?
Io non so se chi lo ha scritto aveva interesse a dire così, ma da quel che ho sentito, l'ultima volta che sono stati messi dazi sull'acciaio (Reagan o Bush padre, non ricordo) pare che per ogni posto salvato nella siderurgia, ne sono ztats persi quattro nella manifattura.
E questo solo per gli effetti diretti, ma l'aumento di costi si ripercuote su tutto il paese.
Non è un argomento da liquidare in pochi post ma il fatto è che noi ( ma non solo) abbiamo cominciato ad andare male ANCHE "grazie" alla Cina che con prezzi bassissimi dovuti anche ai motivi di cui sopra, ci ha spezzato le gambe. Invogliando moltissimi industriali a delocalizzare da quelle parti.
I dazi fanno alzare i prezzi? Vero ma c'è il rovescio della medaglia....si consuma meno soprattutto per quei prodotti poco utili che di comperano proprio perchè costano poco. Ed il più delle volte stanno in cantina ad ammuffire.Ma questa è una mia considerazione che lascia il tempo che trova.
Cmq, ripeto, i dazi li vedo bene solo con chi "gioca" con regole ben diverse dalle nostre.
 
L'industria tedesca è sopravvissuta a Norimberga, sopravviverà anche al diesel gate. Il problema resta sempre chi continua a comprare le loro auto. Qui potrebbe venirci incontro Donaldo che, sulla scia degli ultimi sviluppi, potrebbe metter dazi sulle krukko-cars e scatenare una prassi a catena con altri paesi... vedremo, o meglio, speriamo.

Ps. Nel titolo mi permetto di suggerire di cambiare "fermato" con "arrestato"... inutile addolcire la pillola.;)
Perchè chi compera vetture del gruppo VW dovrebbe essere "il problema"?
 
Se i dazi fossero sempre negativi non se ne parlerebbe neanche, invece sono stati applicati alla Cina di recente. Se gli USA (e poi in scia qualche altro paese tipo Canada) decidessero di applicare dei dazi sulle sole auto tedesche, con la scusa dello scandalo, sarebbe meglio per noi così come potrebbe esserlo per francesi e giapponesi che vedrebbero aumentare le quote di mercato.

Qualcosa in questa direzione già si muove per cui continueró a sperare che Trump ci riesca: https://www.bloomberg.com/news/arti...fs-threat-hits-heart-of-german-export-economy

Per dirlo in breve: un ridimensionamento dell'export automobilistico tedesco (In qualunque modo venga fatto) è una cosa auspicabile per tutti(gli altri).

Se Trump mette dazi sulle auto, non credo proprio che distinguerà D da I e F.
 
L'industria tedesca è sopravvissuta a Norimberga, sopravviverà anche al diesel gate. Il problema resta sempre chi continua a comprare le loro auto. Qui potrebbe venirci incontro Donaldo che, sulla scia degli ultimi sviluppi, potrebbe metter dazi sulle krukko-cars e scatenare una prassi a catena con altri paesi... vedremo, o meglio, speriamo.

Ps. Nel titolo mi permetto di suggerire di cambiare "fermato" con "arrestato"... inutile addolcire la pillola.;)


Pensi che basti aumentare il dazio per cui un ricco Yenky si compri una Cadillac piuttosto di una E Klasse?
 
Pensi che basti aumentare il dazio per cui un ricco Yenky si compri una Cadillac piuttosto di una E Klasse?
Se tutti temono l'aumento dei dazi vi sará un motivo ( del resto guarda che casino che sta venendo fuori) ......al ricco-ricco non gliene fregherá niente questo è pacifico ma a tanti altri spendere 5000$ ( cifra a caso) per un auto può pesare è potrebbe indurlo a prendere un prodotto locale.
 
Infatti il problema e' nella robaccia dove il prezzo e' tutto....
Tipo un tagliaerbe Cinese....
Su una E klasse, che costi 80 o 100.000 $, ad un gringo del ricchissimo Golden State, penso freghi ben poco
 
Never-ending story...

Ma chi è il ceo di Audi, arrestato in questi giorni ? È uno dei manager di punta voluto dall'allora ceo del Gruppo VW Martin Winterkorn alla guida del brand più strategico, l’Audi, perché l'antenna tecnologica, il fiore all'occhiello in tutti i sensi sia dal punto di vista dello stile, ma anche delle sfide tecniche, inevitabilmente coinvolto però nello scandalo delle emissioni.
E quali sono i suoi legami con i vecchi vertici del Gruppo prima dello scoppio del Dieselgate? Stadler è stato sin da subito a stretto contatto con il responsabile della ricerca e sviluppo prima di Audi e poi di tutto il Gruppo VW Ulrich Hackenberg, uscito frettolosamente di scena all'indomani dello scoppio dello scandalo. Da sottolineare che un altro top manager del colosso tedesco, Wolfgang Hatz, per anni responsabile della progettazione di tutti i motori del gruppo Volkswagen e dunque dei turbodiesel, poi successivamente passato in Porsche, ha subìto lo stesso trattamento di Stadler. Arrestato per non aver collaborato con gli inquirenti e di lui si sono ormai perse le tracce....
Heinz-Jakob Neusser, ex capo della divisione sviluppo motori del gruppo Volkswagen per 2 anni prima di essere sospeso nel 2015. Il nome di Neusser e' balzato all'attenzione delle autorita' americane in quanto la sua firma e' stata trovata sul documento per l'approvazione dello sviluppo del software per "riconoscimento angolo sterzata", nome dietro al quale in realta' si celava il software "sabota-emissioni".
unbenannt-1-1907156196176211661.jpg



http://www.ilsole24ore.com/art/moto...lgate-155503.shtml?uuid=AED1cL8E&refresh_ce=1.
 
Never-ending story...

Ma chi è il ceo di Audi, arrestato in questi giorni ? È uno dei manager di punta voluto dall'allora ceo del Gruppo VW Martin Winterkorn alla guida del brand più strategico, l’Audi, perché l'antenna tecnologica, il fiore all'occhiello in tutti i sensi sia dal punto di vista dello stile, ma anche delle sfide tecniche, inevitabilmente coinvolto però nello scandalo delle emissioni.
E quali sono i suoi legami con i vecchi vertici del Gruppo prima dello scoppio del Dieselgate? Stadler è stato sin da subito a stretto contatto con il responsabile della ricerca e sviluppo prima di Audi e poi di tutto il Gruppo VW Ulrich Hackenberg, uscito frettolosamente di scena all'indomani dello scoppio dello scandalo. Da sottolineare che un altro top manager del colosso tedesco, Wolfgang Hatz, per anni responsabile della progettazione di tutti i motori del gruppo Volkswagen e dunque dei turbodiesel, poi successivamente passato in Porsche, ha subìto lo stesso trattamento di Stadler. Arrestato per non aver collaborato con gli inquirenti e di lui si sono ormai perse le tracce....
Heinz-Jakob Neusser, ex capo della divisione sviluppo motori del gruppo Volkswagen per 2 anni prima di essere sospeso nel 2015. Il nome di Neusser e' balzato all'attenzione delle autorita' americane in quanto la sua firma e' stata trovata sul documento per l'approvazione dello sviluppo del software per "riconoscimento angolo sterzata", nome dietro al quale in realta' si celava il software "sabota-emissioni".
unbenannt-1-1907156196176211661.jpg



http://www.ilsole24ore.com/art/moto...lgate-155503.shtml?uuid=AED1cL8E&refresh_ce=1.
Questa é la tecnologia degli ultimi 40 anni,
 
Non tocca a me fare la difesa d'ufficio dei dazi perché la realtà parla da sola: i dazi Ue per le auto degli Usa sono del 10% viceversa del 2,5%. Uno dei paesi più protezionista è la Cina ma anche Giappone e sud corea non scherzano.
I dazi sono una pratica commerciale legittima e diffusa e nessun paese attualmente al mondo ne è completamente esente. Si può discuterne tramite accordi bilaterali o in sede WTO.
Vengono usati principalmente per tutelare l'industria domestica da pratiche commerciali scorrette: e visto il dumping cinese e la truffa tedesca è cosa sacrosanta.
Trump sta semplicemente tutelando i lavoratori americani dalla concorrenza sleale di questi 2 paesi (e solo questi2) e con la scusa sta riaffermando il ruolo centrale degli Usa nel commercio mondiale.

La si può pensare come si vuole, ma Trump fa bene e noi faremmo meglio ad approfittare della situazione rubando quote tedesche sul mercato Usa piuttosto che perderci nella difesa ideologica di un "libero commercio" mai esistito nella realtà.



Fatemi pero' aggiungere che il nostro male ce lo siamo cercati noi.
Ricordo quando partivano a raffica aerei carichi di imprenditori all' assalto del ( potenziale n.d.r. )" mercato da 1.000.000.000 di consumatori ".
Gli imprenditori " han fatto " i soldi,
ma ancor di piu' gli importatori di paccottiglia,
e i consumatori nostrani han risparmiato qualcosa....
In compenso, su quei piccoli risparmi si e' " avvitato " il tutto.
Morale....
Abbiamo distrutto meta' delle nostre imprese.
E di conseguenza massacrato i consumi interni
 
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