<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Niente armi a scuola. Ok. E in casa invece ? | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

Niente armi a scuola. Ok. E in casa invece ?

Mi stavo chiedendo se fosse possibile rendere le armi a prova di bambino,non lo so facendo in modo che sparare senza avere mani abbastanza forti o dita abbastanza lunghe risulti estremamente complicato.
Però immagino che per le armi più compatte non sia possibile.

Tra l'altro stavo pensando che quando ero bambino,penso di aver avuto 9 anni,ho usato di nascosto il trapano di mio padre per fare dei fori in due pezzi di legno e realizzare un pozzo per il presepe con una manovella funzionante,ricavata da un chiodo piegato apposta,per far scendere il secchio legato con uno spago.
Considerando che si trattava di un vecchio avvitatore,di quelli con la batteria che si inseriva nel manico e pesava un accidente,penso che se sono riuscito a tenere in mano quell'affare senza fare danni avrei anche potuto maneggiare una pistola.
 
Un bambino di 9 anni con un coltello puo' uccidere o ferire molto gravemente senza tante difficolta'.....ed i coltelli sono molto facili da raggiungere.
 
Un bambino di 9 anni con un coltello puo' uccidere o ferire molto gravemente senza tante difficolta'.....ed i coltelli sono molto facili da raggiungere.

Con un'arma la difficoltà si riducono quasi a zero,almeno con un'arma non custodita a dovere.
E poi i coltelli sono oggetti di uso comune,non serve un permesso per possederne uno anche se andrebbero custoditi con cautela al pari delle armi da fuoco.
Secondo me dire che senza la presenza di un'arma questa tragedia sarebbe accaduta lo stesso serve solo a fingere che non esista un problema di sicurezza quando armi e minori devono convivere.
Non voglio mettere in croce chi possiede delle armi,ma mettere l'accento sul fatto che avere un'arma è una responsabilità enorme.
Cosa che evidentemente molti possessori di armi ancora sottovalutano.
 
Più che di sicurezza, mi sembra un problema di sale in zucca.

Io lo definirei un problema di priorità.
Il fatto di avere bambini in casa dovrebbe,a mio avviso,avere la priorità sul desiderio di avere armi,almeno a portata di mano.
Certo si potrebbe obiettare che se l'arma è chiusa a chiave e entra un ladro anche un adulto potrebbe non riuscire a prenderla per difendersi.
Però se per poter difendersi dai ladri devi poi preoccuparti di difenderti dall'uso accidentale di armi da parte dei bambini secondo me non fai un buon affare.

Poi non si saprà mai come è andata di preciso ma sarei curioso di sapere se i genitori del bambino abbiano mai perso qualche minuto di tempo per spiegargli quanto fosse importante che non toccasse le armi in loro assenza.
Però mi sa che la domanda è retorica perchè se fossero stati così prudenti da insegnare al figlio che le armi non sono un gioco non ne avrebbero mai lasciata una a portata di mano...
 
Con un'arma la difficoltà si riducono quasi a zero,almeno con un'arma non custodita a dovere.
E poi i coltelli sono oggetti di uso comune,non serve un permesso per possederne uno anche se andrebbero custoditi con cautela al pari delle armi da fuoco.
Secondo me dire che senza la presenza di un'arma questa tragedia sarebbe accaduta lo stesso serve solo a fingere che non esista un problema di sicurezza quando armi e minori devono convivere.
Non voglio mettere in croce chi possiede delle armi,ma mettere l'accento sul fatto che avere un'arma è una responsabilità enorme.
Cosa che evidentemente molti possessori di armi ancora sottovalutano.

Ma infatti io non condono assolutamente il lasciare armi incustodite.
 
Io lo definirei un problema di priorità.

Alla fine, è un banale problema di gestione del rischio. Che, come noto, è un concetto di tipo probabilistico, che si ottiene dal prodotto del pericolo intrinseco del fattore considerato (la pistola) per l'esposizione al fattore (la facilità a raggiungere la pistola). E' evidente anche a un orbo che, essendo la pistola un oggetto intrinsecamente pericoloso, l'unico modo per ridurre a zero il rischio è impedire l'esposizione. Quanto sopra è il classico sproloquio accademico che può essere riassunto in mezza riga:

E TENETELE CHIUSE A CHIAVE LE PISTOLE, CA**O!
 
Ultima modifica:
Io ricordo che alle elementari avevo un compagno di classe il cui papà era un cacciatore,e anche lui aveva il suo fucile (forse a pallini perchè mi pare che cacciassero piccoli volatili).
Non giudico l'abitudine di insegnare ai bambini a sparare,dopo tutto è una sorta di sport anche se è uno sport che io non condivido,ma un conto è farli sparare sotto la supervisione di un adulto e poi una volta finito prendere fucile e tutto e riporlo sotto chiave.
Un altro è abituarli a maneggiare armi anche in altre situazioni,magari per gioco anche in casa,e lasciare loro libero accesso.


Poteva essere un flobert 9 mm, anni fa credo fossero di libera vendita come le carabine ad aria compressa.

Erano abbastanza diffuse in campagna od in montagna, spesso appese ad un muro...

Anch'io ho imparato a sparare a quell'età proprio con una carabina come quella.
Comunque a 10 anni ero perfettamente in grado di caricare ed armare una walther cal. 32 da tiro, anche se mi era mai stato consentito di sparare.

Ma il parente che aveva queste (ed altre) armi custodiva tutto in un armadio blindato normalmente chiuso. Ad uscire senza controllo era solo l'odore dell'olio.

Praticava tiro sportivo anche a buon livello e ricordo anche un paio di .22, una da tiro libero e l'altra una automatica piuttosto maneggevole. Credo che un bambino di 9-10 anni (com'ero io), se abituato all'uso, non avesse grosse difficoltà ad impugnare ed usarla. Però, parlando della mia esperienza, non mi sarebbe mai venuto in mente di giocarci, la prima cosa che mi fu insegnata era proprio la pericolosità.
 
Io ne conosco uno, é simpaticissimo.
Vive a Southampton.

Anch'io ne conosco qualcuno, peccato che parlino mezzo cockney (pronuncia tipo presentaiscion, applicaiscion, daitabais..... sembrano Eliza Doolittle prima di incontrare il prof. Higgins) e non capisco una mazza di quello che dicono..... Però, sono simpatici, per essere inglesi.
 
Anch'io ne conosco qualcuno, peccato che parlino mezzo cockney (pronuncia tipo presentaiscion, applicaiscion, daitabais..... sembrano Eliza Doolittle prima di incontrare il prof. Higgins) e non capisco una mazza di quello che dicono..... Però, sono simpatici, per essere inglesi.
Una volta assistemmo alla scena di un bambinetto che salì su un'altalena e cominciò a dondolarsi sempre più forte.
Si aprì la porta di una casa, ne apparve una massaia, che strillò al ragazzino "Jooooohn, gheddeun !"
Ci mettemmo un pò a capire che intendeva dire "get down" e ci sbellicammo pensando che fosse parente di Lino Banfi :emoji_blush:
 
Mi fa piacere.... quella che hai pudicamente editato era un tributo al Comandante De Falco...... ;)

I nostri moderatori non avrebbero gradito la citazione completa, e come dargli torto ? Porèlli già gli diamo abbastanza da fare così.

Tanto poi basta scrollare un pò e si legge l'originale :emoji_eyes:
 
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