<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Effetto triceratopo | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Effetto triceratopo

il fenomeno è antropologico da sempre, ma a piccoli passi si sta amplificando, e secondo non non è paragonabile al modo con cui ti convincevano i talk show televisivi,che vero in parte ci si avvicinavano, ma con i social network si è arrivato ad un livello molto più alto.


Certo, si contattava 10 e oggi 1000, ma il merito quello resta....
Il rincretinimento di massa
 
Riporto su quest'argomento perché oggi ne ho sentita una bella.
Sono capitato al momento del tg sul canale notizie di mediaset e stavano facendo un servizio su certi politici indagati per qualcosa di cui sinceramente non mi ricordo, e in questo servizio veniva come prova del reato un video delle iene.
Peccato solo che questo video delle iene é del solito tipo tagliuzzato e riattaccato come capita per far dire qualcosa che non é stato detto, quindi mi chiedo come é possibile che un organo di stampa nazionale si permetta di divulgare una notizia che per sua stessa natura potrebbe essere smontata da chiunque e addirittura spacciarla come prova.
 
Mi arrischio, sperando di non destare troppo scandalo, ad una iperbolica considerazione.

Mi sembra che i social network hanno creato un tremendo "effetto democrazia".
E' inammissibile che gli imbecilli ed i cretini ( quelli come me, insomma ) abbiano lo stesso diritto di sparlare e scrivere imbecillità e cretinerie, allo stesso modo di uno scienziato attento e còlto, o perlomeno di una persona avveduta, la quale persona, purtroppo, ha molto meno peso ed influenza rispetto alla massa ( di noialtri imbecilli, appunto ).

E' eticamente ingiusto che sia ( democraticamente ) consentito a chiunque di pubblicare imbecillità. Purtroppo invece i social network hanno innescato questo orrendo fenomeno.

Una volta, fino a non molti anni fa, per pubblicare idiozie era per lo meno necessario trovare un editore che fosse disposto a farlo.

So che questa mia iperbolica considerazione potrebbe essere definita dispotica, anarchica forse, ma non credo di essere proprio completamente in torto. Manca un filtro che possa limitare la proliferazione di convinzioni stupide.
Non avrei saputo spiegarlo con parole tanto "forbite". :D
 
E' inammissibile che gli imbecilli ed i cretini ( quelli come me, insomma ) abbiano lo stesso diritto di sparlare e scrivere imbecillità e cretinerie, allo stesso modo di uno scienziato attento e còlto, o perlomeno di una persona avveduta, la quale persona, purtroppo, ha molto meno peso ed influenza rispetto alla massa ( di noialtri imbecilli, appunto ).

L'estensione però è, come dico spesso io, guarda che anche loro votano.
Il voto del "presunto" (dai mettiamola così ed evitiamo rogne) imbecille vale UNO come quello di un esimio studioso o scienziato.
;)
 
Una volta, fino a non molti anni fa, per pubblicare idiozie era per lo meno necessario trovare un editore che fosse disposto a farlo.

Il problema però è il confine tra idiozia/imbecillità e non. Chi stabilirà questo confine. Quale sarà la libertà di espressione del proprio pensiero, giusto o sbagliato o imbecille che sia. La questione posta da Algepa è molto complessa infatti il principale problema siamo noi come collettività a non avere ancora maturato una piena capacità di confronto e di condivisione con chi esprime un pensiero diverso dal nostro. In fondo sono proprio certi programmi spazzatura che ci insegnano ad aggredire piuttosto che ragionare. Il social network è una piattaforma messa a disposizione di tutti, se nasce un problema di carattere sociale beh è nella società che si dovrebbe intervenire piuttosto che nella piattaforma. Il coltello da cucina nasce per affettare pane e verdure, eppure spesso è l'arma del delitto, quindi il problema è il coltello o chi ne fa un uso improprio? Ecco questa regola è chiara a tutti, ma se parliamo di imbecillità tutto diventa più soggettivo credo. Cosa è più imbecille di cosa? Per ognuno di noi ci saranno cose in comune e altre no.
 
Ma secondo voi, i social network, hanno decretato la fine dell'indivisualismo o al contrario lo stanno amplificando?
La seconda che hai detto.

Ma i social stanno dando anche numero a forme di particolarismi che prima "non facevano massa" perché 1 su un milione.
Se però unisci quell'uno su milione può diventare un numero importante e farsi sentire.

Spero di essermi spiegato.
 
Umberco Eco, mi pare nell'ultimo libro, scrisse che le persone sono molto più manipolabili se individualiste piuttosto che facenti parte di una comunità. Una società individualista può quindi essere manipolata meglio. Dalle statistiche risulta che una buona parte delle famiglie è composta da una sola persona: i social stanno accelerando questo processo?
 
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