Ho provato ad evidenziare uno stralcio dell'articolo di legge che hai postato è di seguito un estratto sempre dal link che hai postato inizialmente.
. Proprio per ovviare a questo rischio i giudici hanno stabilito un anno di libertà vigilata, con l’obbligo di continuare a sottoporsi alle terapie che sta seguendo presso una struttura psichiatrica. Tecnicamente, però, Oldrati è libero e vive con i genitori a Milano, dove lavora come cuoco. Sta insomma cercando di rifarsi una vita.
Ora il nocciolo della questione sta proprio qui, chi ha le competenze per stabilire la pericolosità del soggetto? Se il parere di più psichiatri è di dare la libertà vigilata in accordo con la legge che la prevede non è forse compito del giudice adeguarsi al parere dei periti?
Forse verrò a noia a furia di ripeterlo, ma i giudici debbono applicare le leggi, non stravolgerle e debbono rimanere nel loro settore di competenza come nel caso di perizie tecniche di un chimico od un ingegnere.
Riporto un altro paio di pezzi dell'articolo
Sono stati gli psichiatri a decretare la non punibilità di Oldrati. Il primo è stato Renato Ariatti, incaricato dal gup in fase di udienza preliminare: «Disturbo bipolare grave – ha sentenziato l’esperto – ha un vizio di mente totale. Residua una sua limitata pericolosità legata al rischio che smetta di assumere la terapia farmacologica».
Quindi, sempre leggendo quello che abbiamo, gli psichiatri dicono in sostanza che il soggetto rimane pericoloso se non viene costantemente bombato di farmaci. Sottolineo che non stiamo parlando di un mezzo sciroccato che ogni tanto esce per strada nudo e rovescia i cestini della carta, ma di un maniaco violento, che solo per pura fortuna non ha (ancora) ucciso nessuno:
Il «santone» si accanì sulle quattro ragazze nel loro appartamento di Bologna in zona Mazzini, costringendole a subire atti umilianti e vessatori. A una mise le mani intorno al collo e disse: «Devi concederti a me quando lo voglio io. Io sono un dio alla ricerca di angeli. Siete mie schiave, dovete pentirvi». Per sottometterle alle sue folli richieste le drogava con i coralli palythoa, particolarmente tossici. A una estirpò un neo con le forbici, ritenendolo la fonte di ogni male. Un’altra fu ripetutamente stuprata. Una terza fu obbligata ad autoschiaffeggiarsi, chiedendo perdono per non si sa per cosa. L’ultima sua impresa fu portare in un hotel di Monterenzio l’ex compagna e sottoporla ad angherie di ogni tipo, tanto da fratturarle il naso.
Ti chiedo: secondo te, i suoi genitori sono in grado di garantire che un soggetto così continuerà buono buono a obbedire e prendere diligentemente le pastiglie? Non per farmi gli affari tuoi, ma hai mai avuto un matto per casa? Io no, almeno non uno di questo tipo, ma conosco personalmente un paio di situazioni non molto diverse, anche se meno gravi, e ti posso mettere per iscritto che quando hai la responsabilità di un personaggio come quello hai costantemente in mano una granata senza sicura. Aggiungi che i genitori sono in posizione di inferiorità, perchè istintivamente tendono a proteggere il figlio e coprire fino all'ultimo le sue eventuali ca**ate, quindi se per un giorno a questo gli girano le balle e - più o meno apertamente - rifiuta di prendere i farmaci (o fa finta e li butta via, perchè ricordiamoci che i malati psichiatrici sono tutti convinti che i matti siano gli altri), puoi stare sicuro che non andranno immediatamente a denunciare la cosa al CSM, ma aspetteranno.... e a quel punto la frittata potrebbe essere fatta. Io non è che ce l'ho col giudice perchè mi sta sul piffero la categoria, ma in questo caso (come in molti altri) sono profondamente convinto che abbia commesso un grave errore. La Procura aveva chiesto il ricovero in REMS, e secondo me questo si doveva fare.