Alle distrazioni (di ogni tipo, da quelle censurabili a quelli casuali) va correlata inoltre, secondo me, come fattore moltiplicatore peggiorativo degli effetti (il livello di rischio) l'elevata densità di mezzi pesanti, e non solo in autostrada, ma anche sulla viabilità ordinaria.
Mi sono chiesto proprio oggi, percorrendo 700 km di autostrada (300 in Italia e 400 in Austria), aldilà delle ovvie considerazioni sul prezzo irrisorio della "vignette" (9 € per 10 gg), dopo aver attraversato il confine a Tarvisio: ma dove sono finiti tutti i camion?
Molto meno che in Italia, anche in prossimità delle città (Klagenfurt, Graz, e capitale Vienna): soprattutto autovetture.
Va bene che gli austriaci hanno una densità di popolazione pari a circa la metà della nostra (loro 98 e noi 200 ab/kmq), ma dovranno pure trasportare un po' di merci anche loro, o fanno tutto a km zero?
Secondo me il sistema dei trasporti merci è più differenziato (tra rotaia e gommato) e questo "diluisce" il traffico stradale.
Oltre ad una pianificazione urbanistica forse meno soggetta alla mera speculazione, con aree industriali ben collegate, ma vado OT.
Non voglio fare il solito discorso qualunquista, ma a disgrazie come quella di ieri ho l'impressione concorrano anche fattori che trovano origine lontano, nella italica "notte dei tempi".
Mi sono chiesto proprio oggi, percorrendo 700 km di autostrada (300 in Italia e 400 in Austria), aldilà delle ovvie considerazioni sul prezzo irrisorio della "vignette" (9 € per 10 gg), dopo aver attraversato il confine a Tarvisio: ma dove sono finiti tutti i camion?
Molto meno che in Italia, anche in prossimità delle città (Klagenfurt, Graz, e capitale Vienna): soprattutto autovetture.
Va bene che gli austriaci hanno una densità di popolazione pari a circa la metà della nostra (loro 98 e noi 200 ab/kmq), ma dovranno pure trasportare un po' di merci anche loro, o fanno tutto a km zero?
Secondo me il sistema dei trasporti merci è più differenziato (tra rotaia e gommato) e questo "diluisce" il traffico stradale.
Oltre ad una pianificazione urbanistica forse meno soggetta alla mera speculazione, con aree industriali ben collegate, ma vado OT.
Non voglio fare il solito discorso qualunquista, ma a disgrazie come quella di ieri ho l'impressione concorrano anche fattori che trovano origine lontano, nella italica "notte dei tempi".
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