Piccola parentesi: la perfezione nelle finiture e assemblaggi non è mai stata una prerogativa di marchi sì esclusivi, ma che hanno un passato produttivo eminentemente artigianale, come Maserati, la stessa Ferrari fino a pochi anni fa, Lamborghini, Aston Martin, Jaguar prima che sfornasse migliaia di auto, e pure Rolls e Bentley prima della proprietà crucca. Insomma tutte le auto esclusive (sì, esclusive) prima del periodo, diciamo, "moderno". Su tutte le vere granturismo italiane ingenuità di assemblaggio o qualche particolare preso dalla grande serie era una costante, che non sminuiva certo il fascino di capolavori, anzi in qualche caso lo rafforzava. Sulle Countach le porte di una vettura non si potevano scambiare con quelle di un'altra, perché erano fatte a mano e le tolleranze erano tutt'altro che minime.
Oggi, ovviamente, le cose sono cambiate moltissimo: mercato globale, normative antinquinamento e di sicurezza stringenti, clientela più esigente dal punto di vista dell'affidabilità, etc etc, fanno sì che non sia più possibile fare vetture in modo veramente artigianale, se non per le piccolissime serie. E che gli investimenti per costruirle rispettando tutto ciò siano enormi, infatti le proprietà sono tutte passate a grandi gruppi.
Ma sentir criticare una Maserati perché qualche piccola finitura non è perfetta (sicuramente, viste le argomentazioni, senza sapere davvero a cosa ci si riferisce, e senza esserci saliti ed aver percepito l'atmosfera e il lusso dell'abitacolo), secondo me vuol dire capire poco dello spirito e del fascino di certe vetture, e anche della loro storia.
Se si vuole un'auto vicina alla perfezione dal punto di vista della costruzione e degli assemblaggi, si prende una Lexus alto di gamma, non una Maserati. Che sono due cose diverse, entrambe molto belle ma diverse.