https://www.tomshw.it/diesel-richiamo-5-milioni-auto-germania-sotto-choc-87438?view=amp
L'enorme striscione di Greenpeace - Willkommen in Fort NOx - sulla facciata del Ministero dei trasporti a Berlino e le prime pagine dei quotidiani tedeschi rendono oggi l'idea di che aria si respiri in Germania per gli ultimi sviluppi del cosiddetto Dieselgate. Un'atmosfera mefitica. Il paese è sotto choc.
La notizia di ieri è il vertice con i costruttori di auto presso il ministero, con la decisione - d'accordo con il governo - di richiamare 5 milioni di vetture diesel e modificare il software per far calare del 25-30% le emissioni di ossidi di azoto (NOx). Tutto a spese delle case automobilistiche (si calcola circa 100 euro per auto). All'incontro con il governo c'erano i vertici di Porsche, Volkswagen, Mercedes, Audi, Opel, Ford, Bmw.
La notizia di ieri è il vertice con i costruttori di auto presso il ministero, con la decisione - d'accordo con il governo - di richiamare 5 milioni di vetture diesel e modificare il software per far calare del 25-30% le emissioni di ossidi di azoto (NOx). Tutto a spese delle case automobilistiche (si calcola circa 100 euro per auto). All'incontro con il governo c'erano i vertici di Porsche, Volkswagen, Mercedes, Audi, Opel, Ford, Bmw.
L'accordo raggiunto ieri prevede l'aggiornamento del software ma non gli interventi di retroffitting, cioè la ben più costosa sostituzione e/o integrazione di catalizzatori o filtri. Solo gli aggiornamenti software su circa due milioni di automobili costeranno circa 300 milioni di euro. D'altronde si tratta di adeguare i diesel più vecchi alla normativa europea sui limiti delle emissioni di ossido di azoto.
Insomma, per il diesel in Germania sono tempi duri e cupi, e il dieselgate a quanto pare sta facendo breccia negli acquisti. A luglio - la fonte è Il Sole 24 Ore Radiocor Plus - le immatricolazioni diesel sono scese del 12,7%. Traggono vantaggio dalla situazione le vetture a benzina, con una quota di mercato salita dell'11,2% sempre a luglio. Bene anche le alimentazioni alternative: +103,7% le ibride e +131,8% le elettriche.
E se la Germania soffre, c'è un futuro poco roseo per il diesel anche in Francia e Regno Unito, che prevedono di vietare le vendite di veicoli a combustibile fossile dal 2040. Anche l'Italia ha battuto un sia pur timido colpo. Ieri la commissione ambiente e la commissione lavori pubblici del Senato hanno approvato una risoluzione che impegna il governo a valutare il divieto di commercializzare moto e autoveicoli a combustibili fossili dal 2040.
Si, avete letto bene: si tratta di una risoluzione che impegna il governo a valutare. Mettiamoci comodi, mancano 23 anni. Il Fort NOx italico è inespugnabile e Stoccarda e Berlino sono molto lontane.
Ricordo che Stoccarda ha bloccato TUTTE le diesel fino alla Euro5 nel centro urbano: https://www.tomshw.it/stoccarda-stop-circolazione-delle-auto-diesel-euro-5-87345
L'enorme striscione di Greenpeace - Willkommen in Fort NOx - sulla facciata del Ministero dei trasporti a Berlino e le prime pagine dei quotidiani tedeschi rendono oggi l'idea di che aria si respiri in Germania per gli ultimi sviluppi del cosiddetto Dieselgate. Un'atmosfera mefitica. Il paese è sotto choc.
La notizia di ieri è il vertice con i costruttori di auto presso il ministero, con la decisione - d'accordo con il governo - di richiamare 5 milioni di vetture diesel e modificare il software per far calare del 25-30% le emissioni di ossidi di azoto (NOx). Tutto a spese delle case automobilistiche (si calcola circa 100 euro per auto). All'incontro con il governo c'erano i vertici di Porsche, Volkswagen, Mercedes, Audi, Opel, Ford, Bmw.
La notizia di ieri è il vertice con i costruttori di auto presso il ministero, con la decisione - d'accordo con il governo - di richiamare 5 milioni di vetture diesel e modificare il software per far calare del 25-30% le emissioni di ossidi di azoto (NOx). Tutto a spese delle case automobilistiche (si calcola circa 100 euro per auto). All'incontro con il governo c'erano i vertici di Porsche, Volkswagen, Mercedes, Audi, Opel, Ford, Bmw.
L'accordo raggiunto ieri prevede l'aggiornamento del software ma non gli interventi di retroffitting, cioè la ben più costosa sostituzione e/o integrazione di catalizzatori o filtri. Solo gli aggiornamenti software su circa due milioni di automobili costeranno circa 300 milioni di euro. D'altronde si tratta di adeguare i diesel più vecchi alla normativa europea sui limiti delle emissioni di ossido di azoto.
Insomma, per il diesel in Germania sono tempi duri e cupi, e il dieselgate a quanto pare sta facendo breccia negli acquisti. A luglio - la fonte è Il Sole 24 Ore Radiocor Plus - le immatricolazioni diesel sono scese del 12,7%. Traggono vantaggio dalla situazione le vetture a benzina, con una quota di mercato salita dell'11,2% sempre a luglio. Bene anche le alimentazioni alternative: +103,7% le ibride e +131,8% le elettriche.
E se la Germania soffre, c'è un futuro poco roseo per il diesel anche in Francia e Regno Unito, che prevedono di vietare le vendite di veicoli a combustibile fossile dal 2040. Anche l'Italia ha battuto un sia pur timido colpo. Ieri la commissione ambiente e la commissione lavori pubblici del Senato hanno approvato una risoluzione che impegna il governo a valutare il divieto di commercializzare moto e autoveicoli a combustibili fossili dal 2040.
Si, avete letto bene: si tratta di una risoluzione che impegna il governo a valutare. Mettiamoci comodi, mancano 23 anni. Il Fort NOx italico è inespugnabile e Stoccarda e Berlino sono molto lontane.
Ricordo che Stoccarda ha bloccato TUTTE le diesel fino alla Euro5 nel centro urbano: https://www.tomshw.it/stoccarda-stop-circolazione-delle-auto-diesel-euro-5-87345