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A conferma dell'utilità delle "domeniche ecologiche"...

saranno anche inutili ma a me almeno la domenica non vedere i miliardi di auto che girano per il centro di Roma fa piacere
 
si questo è giusto e sacrosanto... ma a me resta sempre il dubbio che a prescindere da discorsi ecologici dovremmo rivedere il modo in cui utilizziamo l'automobile.
Non è che ci sia molto da rivedere: se hai a disposizione una rete di trasporto pubblico come quella di Parigi o Londra puoi anche pensare di riservare l'auto alle trasferte fuori porta, se la rete è quella di Roma.....
 
Nel mio piccolo cerco comportamenti possibilmente meno dannosi.

In casa tengo i 16 gradi in inverno. Attualmente non ho ancora acceso la caldaia a metano che tenendo chiuso bene e arieggiando solo un'oretta la sera quando torno a casa ci son ancora 17gradi e non sono in Sicilia, ma in provincia di Brescia.

Ieri che pioveva forte ed era umido per togliere un po' di questa ho acceso un paio di ore la pompa di calore.

Per l'auto quest'anno credo di aver il record di basso uso. Con un'auto da gennaio ho fatto 1200km, con l'altra 7mila km. Fino i 10km di spostamento bici o le gambe.

Sono consapevole però che le mie non sono soluzioni né sono perseguibili da tutti, dico solo che ognuno di noi nel proprio piccolo dovrebbe cercare di fare il possibile o il meno peggio.

PS Anche secondo me incentivare il pellets solo perché fonte rinnovabile è un controsenso in Pianura Padana con i problemi di poco ricircolo di aria. Si dovrebbero incentivare in modo deciso pannelli solari e pompe di calore oltre che lavori di isolamento termico.
 
pellets solo perché fonte rinnovabile
Non è detto che lo siano. Le "fonti rinnovabili" vere sono quelle che non comportano impiego di fonti fossili per ottenerle, quindi il pellet rinnovabile è solo quello che proviene da scarti e/o sottoprodotti altrimenti inutilizzabili, e comunque derivanti da altre lavorazioni. Ma non ci vuole un genio a capire che con gli scarti si coprono solo consumi marginali; se si incentiva un prodotto bisogna poi renderlo disponibile in quantità adeguate, e nel caso del pellet ciò comporta la coltivazione di piante legnose a ciclo breve (short rotation forestry), e siamo punto e daccapo: per coltivarle, tagliarle, cipparle, pellettarle e trasportarle vanno via fiumi di gasolio. I biocombustibili non sono affatto "rinnovabili", se parliamo di grandi numeri e/o di coltivazioni agricole ad hoc.
 
Non è detto che lo siano. Le "fonti rinnovabili" vere sono quelle che non comportano impiego di fonti fossili per ottenerle

Non sono io a dirlo, ma è spacciato per tale.

Poi per dirti mio padre usa la legna per scaldarsi con una caldaia a fiamma rovesciata. Anche il quel caso le emissioni però non so a che livello siamo anche se l'efficienza è elevata. Il produttore della caldaia dichiara livelli di emissione bassi e caldaie del genere sono molto utilizzate in Austria. Però prescindendo dal fatto ecologico, mio padre non passerà mai al metano o a pompe di calore dato che la legna è sue dei suoi boschi ed economicamente non c'è paragone. Però come dici tu anche la legna utilizza un po' di gasolio e benzina. Il trattore che usa è a gasolio, le motoseghe a benzina. Bindella e spaccalegna usano la presa di forza del trattore.
 
2) i pellet inquinano tanto. E' irrilevante che inquinino meno di un camino del 1700, quello che ci interessa è quanto inquinano complessivamente e quanto rispetto alle normali fonti di energia per il riscaldamento.
i pellet inquinano in modo particolare localmente. Nel luogo dove avviene la combustione.
Il metano e il gasolio hanno emissioni di particolato quasi nulle il primo e minori il secondo. Ma il loro processo di estrazione, raffinazione e trasporto non è indolore, e il metano liberato in atmosfera è un gas serra.
Emissioni imparagonabili se anzichè usare una caldaia a combustione si utilizzano le pompe di calore elettriche (ancora meno inquinanti se con scambio geotermico, poichè lavorano sempre nelle condizioni ottimali).
Possono anche essere alimentate da energia elettrica da fonti rinnovabili.
 
Non sono io a dirlo, ma è spacciato per tale.

Poi per dirti mio padre usa la legna per scaldarsi con una caldaia a fiamma rovesciata. Anche il quel caso le emissioni però non so a che livello siamo anche se l'efficienza è elevata. Il produttore della caldaia dichiara livelli di emissione bassi e caldaie del genere sono molto utilizzate in Austria. Però prescindendo dal fatto ecologico, mio padre non passerà mai al metano o a pompe di calore dato che la legna è sue dei suoi boschi ed economicamente non c'è paragone. Però come dici tu anche la legna utilizza un po' di gasolio e benzina. Il trattore che usa è a gasolio, le motoseghe a benzina. Bindella e spaccalegna usano la presa di forza del trattore.

Un conto è utilizzare legna da bosco per riscaldare un'abitazione isolata, dove verosimilmente le emissioni sono diluite su un'area molto ampia, e dove anche il normale mantenimento del bosco comporterebbe comunque la necessità di entrarci con trattori, motoseghe e quant'altro. In questo caso siamo nel campo dell'utilizzo razionale di prodotti tutto sommato di scarto, e comunque su una scala "familiare". Diverso è alimentare a legna (o a pellet) impianti di grandi dimensioni, che richiedono quantità ben diverse di combustibile, che peraltro va trasportato sul posto (il pellet in vendita in sacchetti nei brico mica ci arriva in molgolfiera....)
 
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