bellafobia ha scritto:hai perfettamente ragione ma...spiegami perchè in Italia (così come in altri stati) la ricchezza va concentrandosi mentre aumentano i "poveri" e la classe media scompare e/o viene declassata? Tutti in balia del marketing? Tutti con le mani bucate? Conosco di persona gente con proprietà immobiliari per milioni (1,2,3 poco importa) di euro che preferisce tenerle vuote che affittarle e tanta gente che una casa non la avrà mai (per via di lavori precari o del caz*o). Ora, quale soluzione migliore di una buona patrimoniale? Ricordo a chi non ha studiato economia che la patrimoniale è progressiva; ricordo che il possesso improduttivo di beni è contrario all'economia nel complesso (e per questo viene e dovrebbe sempre essere osteggiato dallo stato).marimasse ha scritto:Prima di avviare eventuali sentimenti di solidarietà e comprensione, bisognerebbe anche vedere perché uno non ha patrimonio.desmo1987 ha scritto:E se uno non ha patrimonio?
Attualmente percepisco sempre più serpeggiante la mentalità secondo cui chi ha qualche soldo da parte e non ha debiti sarebbe automaticamente "privilegiato" o "fortunato" e quindi in dovere di aiutare gli altri, meno baciati dalla fortuna.
Sarò cinico o peggio, ma io non accetto affatto questa sbrigativa classificazione, perché sono convinto che in moltissimi casi (non tutti, moltissimi), il fatto di ritrovarsi "senza patrimonio" e magari indebitati dopo alcuni decenni di vacche grasse sia conseguenza più o meno diretta del modo in cui in tali decenni si è vissuto.
Non parlo ovviamente di patrimoni colossali, derivanti da chissà quali proprietà o rendite immobiliari o industriali, ma del gruzzoletto che si ritrova automaticamente in tasca chi è arrivato a una certa età vivendo in un certo modo, ossia tenendosi alla larga dai debiti, non lasciandosi contagiare da un certo tipo di andazzo e così via.
Conosco personalmente dei coetanei che negli anni scorsi hanno avuto un reddito del tutto analogo al mio, ma che però hanno fatto delle scelte di vita diverse, ad esempio cambiando automobile più spesso, andando in vacanza più frequentemente e più lontano, vestendosi in maniera più elegante e alla moda, facendo molte più piccole spese quotidiane, ricorrendo con una certa disinvoltura al credito al consumo e così via.
Nulla di illecito o vergognoso, sia chiaro.
Però certamente uno stile di vita diverso.
Non che io abbia condotto una vita monacale all'insegna della rinuncia e della penitenza; ho sempre avuto anch'io l'automobile (anche la moto, per 10 anni), sono andato tanto in giro anche per turismo, in casa non mi sono mancate le comodità ecc., ma evidentemente mi sono regolato secondo parametri diversi.
Questa differenza, ovviamente, ha prodotti i suoi effetti: io ho vissuto forse in maniera meno intensa e mi sono goduto meno alcune cose (valutazioni comunque soggettive), però oggi mi ritrovo con un po' di risparmi che invece ad altri mancano e non accetto assolutamente che ciò venga definito come un effetto della fortuna, così come non accetto l'idea di dovermi sentire in colpa o in dovere di dare chissà quale aiuto ai coetanei di cui sopra.
Se qualcuno pensa alla patrimoniale come la tassa sui risparmi della vita sbaglia: io parla di una tassa sui patrimoni che deve redistribuire la ricchezza e "smuovere" il mercato immobiliare; ad esempio una tassa a partire dalla terza casa in poi e progressiva per nucleo famigliare (e non in base alle intestazioni) o una tassa sui patrimoni in titoli che eccedono una certa soglia.
in questo stato molto molto poco osteggiato