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sareste favorevoli

bellafobia ha scritto:
marimasse ha scritto:
desmo1987 ha scritto:
E se uno non ha patrimonio?
Prima di avviare eventuali sentimenti di solidarietà e comprensione, bisognerebbe anche vedere perché uno non ha patrimonio.
Attualmente percepisco sempre più serpeggiante la mentalità secondo cui chi ha qualche soldo da parte e non ha debiti sarebbe automaticamente "privilegiato" o "fortunato" e quindi in dovere di aiutare gli altri, meno baciati dalla fortuna.

Sarò cinico o peggio, ma io non accetto affatto questa sbrigativa classificazione, perché sono convinto che in moltissimi casi (non tutti, moltissimi), il fatto di ritrovarsi "senza patrimonio" e magari indebitati dopo alcuni decenni di vacche grasse sia conseguenza più o meno diretta del modo in cui in tali decenni si è vissuto.
Non parlo ovviamente di patrimoni colossali, derivanti da chissà quali proprietà o rendite immobiliari o industriali, ma del gruzzoletto che si ritrova automaticamente in tasca chi è arrivato a una certa età vivendo in un certo modo, ossia tenendosi alla larga dai debiti, non lasciandosi contagiare da un certo tipo di andazzo e così via.

Conosco personalmente dei coetanei che negli anni scorsi hanno avuto un reddito del tutto analogo al mio, ma che però hanno fatto delle scelte di vita diverse, ad esempio cambiando automobile più spesso, andando in vacanza più frequentemente e più lontano, vestendosi in maniera più elegante e alla moda, facendo molte più piccole spese quotidiane, ricorrendo con una certa disinvoltura al credito al consumo e così via.
Nulla di illecito o vergognoso, sia chiaro.
Però certamente uno stile di vita diverso.
Non che io abbia condotto una vita monacale all'insegna della rinuncia e della penitenza; ho sempre avuto anch'io l'automobile (anche la moto, per 10 anni), sono andato tanto in giro anche per turismo, in casa non mi sono mancate le comodità ecc., ma evidentemente mi sono regolato secondo parametri diversi.
Questa differenza, ovviamente, ha prodotti i suoi effetti: io ho vissuto forse in maniera meno intensa e mi sono goduto meno alcune cose (valutazioni comunque soggettive), però oggi mi ritrovo con un po' di risparmi che invece ad altri mancano e non accetto assolutamente che ciò venga definito come un effetto della fortuna, così come non accetto l'idea di dovermi sentire in colpa o in dovere di dare chissà quale aiuto ai coetanei di cui sopra.
hai perfettamente ragione ma...spiegami perchè in Italia (così come in altri stati) la ricchezza va concentrandosi mentre aumentano i "poveri" e la classe media scompare e/o viene declassata? Tutti in balia del marketing? Tutti con le mani bucate? Conosco di persona gente con proprietà immobiliari per milioni (1,2,3 poco importa) di euro che preferisce tenerle vuote che affittarle e tanta gente che una casa non la avrà mai (per via di lavori precari o del caz*o). Ora, quale soluzione migliore di una buona patrimoniale? Ricordo a chi non ha studiato economia che la patrimoniale è progressiva; ricordo che il possesso improduttivo di beni è contrario all'economia nel complesso (e per questo viene e dovrebbe sempre essere osteggiato dallo stato).
Se qualcuno pensa alla patrimoniale come la tassa sui risparmi della vita sbaglia: io parla di una tassa sui patrimoni che deve redistribuire la ricchezza e "smuovere" il mercato immobiliare; ad esempio una tassa a partire dalla terza casa in poi e progressiva per nucleo famigliare (e non in base alle intestazioni) o una tassa sui patrimoni in titoli che eccedono una certa soglia.


in questo stato molto molto poco osteggiato
 
bellafobia ha scritto:
...quale soluzione migliore di una buona patrimoniale? Ricordo a chi non ha studiato economia che la patrimoniale è progressiva; ricordo che il possesso improduttivo di beni è contrario all'economia nel complesso...
Beh, va bene che viviamo nell'era del debito a go go, ma considerare "possesso improduttivo di beni" il fatto di avere da parte dei risparmi mi sembra un po' esagerato.

Non ci vuole grande intuito né grande conoscenza specifica per capire che in fin dei conti, nella situazione in cui siamo e in cui ci siamo gradualmente e allegramente infilati, una tassa patrimoniale che colpisca tutti indifferentemente (=indipendentemente da come i patrimoni sono stati accumulati) è in pratica l'unico possibile metodo concreto per portare velocemente un po' di quattrini nelle casse, anche perché inevitabilmente una misura del genere suscita sempre, tutto sommato, poche proteste popolari (un po' come accade quando si propone una tassa sui suv o su qualsiasi altra cosa che colpisca in maniera sensibile una minoranza).

Questo però NON significa che si tratti di una cosa equa in linea di principio. Anzi.
Si tende sempre a... dimenticare, ad esempio, che la persona onesta che ha dei risparmi da parte ha lavorato per guadagnare quei soldi e ha già pagato su di essi fior di tasse; non vedo dove sarebbe l'equità nell'imporle una ulteriore gabella, quasi che fosse colpevole di aver messo da parte quei soldi anziché sperperarli allegramente.

Il presupposto che chi "possiede" più di me sia automaticamente persona cattiva che merita castigo non è e non può essere equo. Potrà essere comodo, consolante, sbrigativo, ma non onesto.

Inoltre, se da un lato colui che possiede quattrini può essere (con una certa fantasia) accusato di "ostacolo all'economia nel complesso", dall'altro lato colui che possiede debiti può essere accusato di aver contribuito alla grande a portare la nostra cosiddetta economia allo stato di profonda e capillare debolezza (per non dire di peggio) in cui si trova. O no?

...Se qualcuno pensa alla patrimoniale come la tassa sui risparmi della vita sbaglia...
Per raggranellare rapidamente cifre significative bisogna che il prelievo sia facilmente e rapidamente attuabile e che interessi il maggior numero possibile di cittadini.
Forse tu non penserai a una tassa sui risparmi, ma moltissimi altri proprio a quello pensano. Anche perché il concetto di "risparmi" è soggettivo: quale è la cifra sotto la quale si deve parlare di "risparmi di una vita" (da non ri-tassare) e sopra la quale invece si deve parlare di patrimonio da ri-tassare?
Nel caso in cui uno, tentando di mettersi al riparo dai capricci degli speculatori, abbia usato i "risparmi di una vita" per comprare beni immobili, come la mettiamo?
Senza dimenticare che una persona può trovarsi a possedere tre appartamenti mentre un'altra, che ha guadagnato gli stessi soldi, può averli spesi tutti conducendo una vita diversa.
 
Si, ma solo a patto che si taglino prima tutti gli sprechi (a partire dalla politica con tutti i suoi annessi e connessi) e poi si parta col tassare chi ha stipendi e pensioni multiple e abnormi (p.e. superiori a 10000 euro mese).
Comunque per far davvero recuperare l'italia bisognerebbe far ripartire l'economia e per fare ciò non servono patrimoniali anzi, andrebbero erogati ticket spesa per convincere i cittadini a spendere e aiutare le imprese a crescere ma solo se hanno sedi in italia/europa. Il problema è il mercato globale che, per quanto ne so, non consente di viziare gli acquisti con questo genere di sussidi.
Però pensate un attimo se fosse possibile:

ogni famiglia dovrebbe avere un ticket mensile, a secondo del reddito e del numero di figli (solo per redditi normali, non politici o dirigenziali), di 150, 300, 500 euro da spendere per comprare esclusivamente prodotti italiani (al max europei) prodotti in italia (al max in europa) entro il mese successivo. Non cedibili, né rimborsabili.
Questo porterebbe a un aumento della produzione italiana/europea con conseguente numero di nuove assunzioni che porterebbero nuovo reddito. Insomma crescita pil etc. Si innescherebbe un ciclo virtuoso. Ovviamente bisognerebbe punire pesantemente chi dovesse anche solo provare a speculare su questi buoni spesa.
Purtroppo questa cosa potrebbe non essere fattibile a causa delle norme del mercato globale.
 
areannunci.com ha scritto:
Si, ma solo a patto che si taglino prima tutti gli sprechi...
A me basterebbe anche, invece del "prima", il "non dopo".

...bisognerebbe far ripartire l'economia...
Secondo me bisognerebbe, anziché far "ripartire" quella economia che fin qui ci ha portato per poi inevitabilmente incepparsi, far partire una economia diversa, magari meno appariscente ma più vera, meno basata sul bluff e sul debito e più basata sul lavoro concreto e sull'acquisto vero (quello che include il pagamento), meno basata sullo spreco e più basata sul consumo.
L'andazzo degli ultimi decenni ci ha portato gradualmente ad una situazione paradossale, in cui la convinzione che si possa comprare senza pagare è diventata del tutto "normale" a tutti i livelli, dal pubblico al privato, così come la convinzione che per pagare i creditori basti farsi prestare altri soldi da qualcun altro, eventualmente accettando interessi un po' più alti...

La nostra cosiddetta economia, quindi, è in una situazione simile a quella in cui si ritrova colui che per "tirarsi su" ha sviluppato una gradualmente sempre più forte dipendenza dall'alcool e ha cominciato ad avere i conseguenti seri problemi di salute. Non è certo "riprendendo" al più presto a bere che potrà migliorare la sua situazione. O sbaglio?
 
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