PADOVA. Le lucciole ballano la lap-dance nel cortile del civico 61 di via Altichieri da Zevio. Qui riservano spettacolini a luci rosse ai clienti adescati per strada. Poi qualcuna sale nei mini-appartamenti a consumare e qualcun'altra la compravendita sessuale la conclude direttamente nelle auto parcheggiate ai posti che dovrebbero essere dei residenti del palazzo.
Si fa strada l'ennesimo condominio della vergogna: dopo il Pescarotto, dopo via Manara e dopo via Dini, adesso tocca all'Arcella. Tutto quello che disturba il business del sesso è fatto fuori: se il cancello elettrico è un ostacolo alle attività di prostituzione si manomette, una volta, due volte, quanto basta a dissuadere chi continua a serbare buoni propostiti di civiltà.
"L'ultima volta - riferiscono alcuni residenti - l'amministratore l'ha chiuso con un lucchetto che è durato appena due giorni e mezzo. Poi è stato tranciato. Hanno portato via due telecamere interne e nel cortile si accumulano carcasse di auto senza targa (dove le ragazze si vendono n.d.r.), condom colorati e bottiglie vuote. Prima al civico 61 abitavano persone tranquille, italiane e straniere. Poi è arrivato il primo appartamento di prostitute, quindi il secondo e adesso abbiamo raggiunto quota tre. Più la novità dei parcheggi del cortile, dove vengono anche ragazze che non si prostituiscono in casa ma direttamente in strada. Il filo conduttore sono i papponi: rumeni violenti che si danno il turno nel controllo delle giovani".
I 60 mini-appartamenti sono da tempo sotto la lente d'ingrandimento dei carabinieri. Lo scorso novembre i militari del Radiomobile di Padova, perquisendo l'interno 55 del civico 61, hanno sequestrato un manganello con cui un rumeno di 26 anni dava scariche elettriche alle giovani lucciole. Mentre quest'estate i carabinieri, con un blitz a sorpresa nell'alcova, avevano fotosegnalato sette ragazze tra i 18 e i 25 anni, tutte rumene, che si prostituivano in casa.