<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Pedoni a Brescia | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Pedoni a Brescia

Gully- ha scritto:
...tutti però sembrano dimenticarsi che ci son anche la auto...
Si tratta di una delle tante facce dell'attuale ipocrisia. Delle auto (molto più che dei camion, forse considerati meno ingombranti e pericolosi) si parla sempre più spesso come se esse fossero di troppo, come se il loro diritto di circolare sulle strade liberamente e senza assurdi intralci venisse dopo quello di chiunque altro.
Secondo molti individui il transito delle automobili può (o addirittura deve) essere ostacolato, rallentato, fermato in qualsivoglia maniera senza alcun tipo di riguardo. Anzi, più si ostacola e si rallenta e si ferma meglio è. Siamo arrivati a dover considerare "normali" (con la piena approvazione di tante illuminate persone) delle cose che in nessun altro contesto verrebbero accettate, nemmeno da chi con tanto entusiasmo si dichiara favorevole.

Se, partendo dalla corretta constatazione che spesso sui marciapiedi qualcuno corre forsennatamente o transita in bicicletta (mettendo senza dubbio a rischio la tranquillità e la sicurezza della gente che si comporta in maniera più posata), qualcuno pensasse di installare dei rallentatori o dissuasori, simili agli ostacoli dell'atletica leggera ma modificati in modo da impedire il superamento al volo, che costringessero tutti i pedoni, sempre e comunque, a sollevare prima una gamba e poi l'altra per poterli superare, trasformando in tal modo una passeggiata in un continuo sforbiciamento di gambe (magari con le borse della spesa...) io non credo proprio che si otterrebbe dalla maggioranza delle persone un moto di grande approvazione. Nemmeno credo si riceverebbero applausi se in corrispondenza di ogni passo carrabile, ovvero dove i veicoli occasionalmente possono aver bisogno di attraversare il marciapiede, si rialzasse quest'ultimo di una 50na di cm mettendo tre gradini da una parte e tre dall'altra e costringendo quindi le persone a salire e scendere (rendendo senz'altro assai più gradevole la circolazione ai pedoni anziani o sofferenti di qualche dolore articolare) anche in assenza di qualsivoglia veicolo.

Eppure le stesse identiche cose, ugualmente "sensate", si fanno sempre più spesso ed ovunque sulle strade. Alla faccia della razionalità.
 
marimasse ha scritto:
keko01 ha scritto:
dani159 ha scritto:
...quelli che fanno così hanno la golf o audi a3 o bmw...
No no i peggiori ... sono stati suv vari (lo scherzetto di un x1 me lo ricordo proprio bene...) ... si divertono a...
Due domeniche fa, mentre procedevo sui 45-50 in un centro abitato semideserto, subito dopo una curva, un tale è uscito al volo da una stradina laterale alla mia destra per immettersi sulla strada principale in direzione opposta alla mia. In altre parole, è sbucato da destra e mi è passato davanti attraversando la strada.
Non guidava un suv e neanche una golf o una bmw o una panda, ma una bicicletta.

Fossi stato solo un secondo più in ritardo lo avrei senza dubbio investito in pieno, molto probabilmente lasciandolo sull'asfalto in condizioni irreversibili. Inoltre, in aggiunta al trauma derivante dall'episodio (nonostante la mia natura di pirata della strada, credo che ammazzare o quasi qualcuno non mi lascerebbe proprio del tutto indifferente), avrei sicuramente dovuto fronteggiare una notevole serie di rogne circa la mia "colpa", visto che lui era un ciclista e io stavo guidando non solo un'automobile ma addirittura (udite udite) un piccolo suv, cosa che ovviamente mi qualifica come compiaciuto seminatore di disgrazie.
Come minimo mi sarei trovato invischiato in una accusa di concorso in colpa e di eccesso di velocità (nessuna telecamera e nessun testimone dotato di cellulare con autovelox incorporato, ma "chissà quello a quanto andava, col suv..."), con relative multe, sottrazioni di punti patente e denunce da parti dei parenti, giustamente addolorati e meno giustamente pronti a guardarmi e giudicarmi, assieme a tante altre sagge persone, con profondo disprezzo.

Invece, una volta tanto, è successa una cosa incredibilmente "anormale". Proprio durante la creativa manovra del povero e indifeso ciclista sopraggiungeva in direzione opposta alla mia una pattuglia dei carabinieri i cui occupanti evidentemente stavano proprio guardando nella mia direzione e quindi hanno assistito alla scena. Ho visto sullo specchietto retrovisore che hanno raggiunto il ciclista e lo hanno fermato.

Forse non lo avranno multato, ma in ogni caso si è trattato, purtroppo, di un evento più unico che raro, la cui rarità è uno dei mali più insidiosi di cui sempre più capillarmente la nostra collettività soffre: valutare i comportamenti delle persone in base alle oggettive azioni e non in base al tipo di veicolo guidato (scarpe comprese) o al tipo di lavoro o di carnagione o dialetto e via dicendo.

quello dei suv è un luogo comune come per le bmw audi etc etc anche se un certo fondo di verità c'è
 
marimasse ha scritto:
Gully- ha scritto:
...tutti però sembrano dimenticarsi che ci son anche la auto...
Si tratta di una delle tante facce dell'attuale ipocrisia. Delle auto (molto più che dei camion, forse considerati meno ingombranti e pericolosi) si parla sempre più spesso come se esse fossero di troppo, come se il loro diritto di circolare sulle strade liberamente e senza assurdi intralci venisse dopo quello di chiunque altro.
Secondo molti individui il transito delle automobili può (o addirittura deve) essere ostacolato, rallentato, fermato in qualsivoglia maniera senza alcun tipo di riguardo. Anzi, più si ostacola e si rallenta e si ferma meglio è. Siamo arrivati a dover considerare "normali" (con la piena approvazione di tante illuminate persone) delle cose che in nessun altro contesto verrebbero accettate, nemmeno da chi con tanto entusiasmo si dichiara favorevole.

Se, partendo dalla corretta constatazione che spesso sui marciapiedi qualcuno corre forsennatamente o transita in bicicletta (mettendo senza dubbio a rischio la tranquillità e la sicurezza della gente che si comporta in maniera più posata), qualcuno pensasse di installare dei rallentatori o dissuasori, simili agli ostacoli dell'atletica leggera ma modificati in modo da impedire il superamento al volo, che costringessero tutti i pedoni, sempre e comunque, a sollevare prima una gamba e poi l'altra per poterli superare, trasformando in tal modo una passeggiata in un continuo sforbiciamento di gambe (magari con le borse della spesa...) io non credo proprio che si otterrebbe dalla maggioranza delle persone un moto di grande approvazione. Nemmeno credo si riceverebbero applausi se in corrispondenza di ogni passo carrabile, ovvero dove i veicoli occasionalmente possono aver bisogno di attraversare il marciapiede, si rialzasse quest'ultimo di una 50na di cm mettendo tre gradini da una parte e tre dall'altra e costringendo quindi le persone a salire e scendere (rendendo senz'altro assai più gradevole la circolazione ai pedoni anziani o sofferenti di qualche dolore articolare) anche in assenza di qualsivoglia veicolo.

Eppure le stesse identiche cose, ugualmente "sensate", si fanno sempre più spesso ed ovunque sulle strade. Alla faccia della razionalità.

Il punto della questione è che sulle strisce pedonali il pedone ha comunque la precedenza per il codice della strada ed è lui principalmente a rischiare la vita se questa non gli viene riconosciuta, i delinquenti veri e propri comunque non sono quelli che cercano di non dar la precedenza ai pedoni (nel limite del buon senso) ma quelli che superano sulle strisce un'automobile che si è fermata di fronte ad esse per far attraversare un pedone, al limite del tentato omicidio.

P.S. io sono quasi sempre in auto e solo raramente pedone
 
keko01 ha scritto:
...sulle strisce pedonali il pedone ha comunque la precedenza per il codice della strada...
Diciamo che, specialmente negli ultimi anni, si tende a dare molta più importanza ai codici burocratici, con tutti i loro cavilli e paradossi, che al codice del buon senso e del "mettersi anche nei panni altrui", ovvero quel codice che, pur non essendo espressamente scritto in alcun testo di legge, dovrebbe albergare stabilmente nella testa delle persone intelligenti.

...è lui principalmente a rischiare la vita...
Dipende anche da che cosa si intende con "vita". Indubbiamente se io metto sotto un pedone e lui muore, io rimango tecnicamente in vita. Però la mia "vita" da quel momento smette in gran parte di essere tale, specialmente se non sono un pazzo furioso scriteriato pirata della strada: il senso di colpa (anche se magari secondo "il codice" non sono stato il solo responsabile del fatto) non mi darà pace per anni ed anni e con ogni probabilità dovrò anche subire tutta una serie di conseguenze legali, penali ed economiche che potranno senza difficoltà mettere in ginocchio a tempo indeterminato la vita della mia famiglia.

...io sono quasi sempre in auto e solo raramente pedone...
Anch'io, sulle strade, passo più tempo in auto che a piedi. Tuttavia, quando mi ritrovo nei panni del pedone cerco sempre, quando possibile (il che, per la stragrande maggioranza dei passaggi pedonali presenti sul territorio, è vero nella stragrande maggioranza dei casi), di attraversare la strada senza costringere i veicoli a fermarsi. Se devo attraversare e vedo arrivare una o due o tre macchine, le lascio passare e poi attraverso. Io "ritardo" la mia attraversata di una manciata di insignificanti secondi e loro proseguono il loro cammino senza doversi fermare per me. Mi sembra la cosa più ragionevole, il migliore compromesso possibile tra il mio sacrosanto diritto di attraversare la strada e il loro, non meno sacrosanto diritto, di percorrerla. Oltre tutto io attraverso in maniera di gran lunga meno rischiosa, perché ci sono mille ragioni per le quali un veicolo, anche se guidato dalla persona più ligia al codice del mondo, potrebbe venirmi addosso.
 
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