<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Passaporto per l'Università per rifugiati | Il Forum di Quattroruote

Passaporto per l'Università per rifugiati

https://www.linkiesta.it/it/article...ora-avranno-un-passaporto-europeo-per-/38878/

Praticamente, uno studente, anche bravo, italiano, per poter frequentare l'Università paga circa 2500 euro di tasse l'anno (a Padova), chi arriva col barcone entra gratis. Per carità, chi è davvero in fuga da situazioni pericolose ha tutti i diritti di essere accolto e questo nessuno lo mette in discussione, ma mi pare che si stia un attimino esagerando col tappeto rosso.................
 
Si tratta di dare un'opportunità a chi se la merita, e di attirare in Italia chi ha competenze sopra la media.

Allora diamo le opportunità anche agli italiani che se le meritano, per le competenze sopra la media ci sono altri canali.

Tra l'altro che l'iscrizione all'università sia gratis non c'è scritto.

Secondo paragrafo, ultimo capoverso:

Da tre anni poi mandiamo avanti il progetto “UniCa 4 refugees” per cui abbiamo previsto una serie di agevolazioni per facilitare i ragazzi a inserirsi nel percorso universitario, con l’esonero delle tasse, un mediatore culturale a disposizione e un corso di lingua italiana».
 
Grazie della risposta e dell'argomentazione.

Prego. Argomento: non lo sono per un motivo semplicissimo: l'Università è una risorsa limitata, tant'è che quasi tutte le facoltà "serie" (ops sorry, oggi grazie a una pseudoministrA dei miei due maroni si chiamano "scuole".....) hanno l'accesso a numero programmato, quindi la domanda già supera l'offerta. In più, a mio modestissimo avviso ma non sono l'unico, è un'istituzione che dovrebbe avere la precisa finalità di arricchire il territorio su cui insiste e di valorizzarne innanzitutto le risorse presenti, nello specifico gli studenti migliori (e ce ne sono), formando personale altamente qualificato che - sempre secondo me - dovrebbe divenire a sua volta una risorsa del territorio. Quindi ritengo che, in presenza appunto di risorse limitate (intese come strutture, laboratori, docenti, finanziamenti), prima si "servono" i migliori sul territorio, poi caso mai si pensa agli esterni (che è più o meno ciò che fanno i grandi atenei all'estero: mica ci vanno tutti gli stranieri che vorrebbero a studiare là....).
 
non so perche', ma la cosa non mi stupisce minimamente.
li vai a prendere, li mantieni, cellulare, internet, vuoi non farli studiare?
ma una vacanza studio al loro paese no?
 
Prego. Argomento: non lo sono per un motivo semplicissimo: l'Università è una risorsa limitata, tant'è che quasi tutte le facoltà "serie" (ops sorry, oggi grazie a una pseudoministrA dei miei due maroni si chiamano "scuole".....) hanno l'accesso a numero programmato, quindi la domanda già supera l'offerta. In più, a mio modestissimo avviso ma non sono l'unico, è un'istituzione che dovrebbe avere la precisa finalità di arricchire il territorio su cui insiste e di valorizzarne innanzitutto le risorse presenti, nello specifico gli studenti migliori (e ce ne sono), formando personale altamente qualificato che - sempre secondo me - dovrebbe divenire a sua volta una risorsa del territorio. Quindi ritengo che, in presenza appunto di risorse limitate (intese come strutture, laboratori, docenti, finanziamenti), prima si "servono" i migliori sul territorio, poi caso mai si pensa agli esterni (che è più o meno ciò che fanno i grandi atenei all'estero: mica ci vanno tutti gli stranieri che vorrebbero a studiare là....).

Grazie della spiegazione, che stavolta trovo esauriente. Pur capendo la tua posizione non mi trovo del tutto d'accordo.
In primo luogo realtà le università sono da sempre strutture aperte al mondo e al nuovo. Ed è così ovunque. Se non ci sei mai stato vai nella cité universitaire di Parigi, e vedrai un insieme di persone e di culture che ragionano insieme per un mondo migliore.
Personalmente credo sia un fatto positivo che il nostro paese accolga chi ha bisogno e aiuti negli studi i più meritevoli, evitando tra l'altro che rimangano in italia solo quelli con una minore istruzione.
Ciao.
 
vai nella cité universitaire di Parigi, e vedrai un insieme di persone e di culture che ragionano insieme per un mondo migliore.

Non ho bisogno di andare così lontano. Nel mio gruppo di lavoro c'è un dottorando di ricerca egiziano e una armena, alla macchinetta del caffè incontro ogni mattina diverse studentesse PhD asiatiche (direi Cina e India), più un po' di sudamericani e anche qualche anglosassone bianco, abbiamo salutato lo scorso anno una nepalese. Direi che sul piano dell'internazionalizzazione non abbiamo nulla da imparare da nessuno. Però, c'è un dettaglio, e vale anche per la Citè Universitaire: nessuna di queste "persone che ragionano insieme" è arrivata col barcone, e nessuna è mantenuta dallo Stato ospitante. Sono tutti laureati in possesso di borse di studio pagate dal Paese di provenienza, al massimo l'università ospitante ci mette le strutture per la ricerca (praticamente un PC e qualche giga sul server), ma il grosso delle risorse necessarie per vivere se le portano da casa. Ed è giusto che sia così.
 
Ho capito! Il problema non è che sono neri, è che sono anche poveri! Ora è tutto chiaro, grazie.
ma se tu dovessi aiutare un tuo parente, gli garantisci il pranzo a caviale e champagne? e poi magari anche le ferie e vizi vari? O gli dici che si accontenti di quello che gli puoi dare? Con quanti italiani poveri ci sono...
 
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