<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Monologo sulla felicità | Il Forum di Quattroruote

Monologo sulla felicità

Chi più chi meno ci siamo dentro tutti e quando lo capisci e vuoi correggerti e in qualche modo non essere pienamente parte di questo sistema, ecco che da una parte veramente ti si apre la mente e vedi tutto quello che prima non vedevi e dall'altra ti senti osservato come si osserva uno squilibrato. Semplicemente perché molti sono ancora immersi in quel sistema che li ingloba a tal punto da non dargli modo di comprendere quanto è sbagliato.
 
Sono abbastanza presuntuoso da affermare di riuscire a comprendere gli sbagli e gli e(o)rrori del nostro modo di vivere, ma sono anche abbastanza realista da capire che (purtroppo) per andare avanti (o meglio difendere la posizione) bisogna essere competitivi ed adeguarsi.

E' puro istinto di conservazione, voglia di ricercare il meglio per la propria "eredità biologica".

La cosa mi rattrista, ma allo stesso tempo ho smesso di fare il moralista.
Faccio è acquisto quello che mi sembra giusto, che mi può essere utile o che semplicemente mi rende più felice, cercando (e non sempre riuscendoci) di evitare gli sprechi e le scelte poco opportune, consapevole che, agli occhi di qualcuno, il mio stile di vita possa apparire non appropriato.

Il discorso di Terzani è bello. condivisibile e di sicuro effetto, ma ad essere realisti, nella attuale congiuntura, assolutamente utopico.
 
Chi più chi meno ci siamo dentro tutti e quando lo capisci e vuoi correggerti e in qualche modo non essere pienamente parte di questo sistema, ecco che da una parte veramente ti si apre la mente e vedi tutto quello che prima non vedevi e dall'altra ti senti osservato come si osserva uno squilibrato. Semplicemente perché molti sono ancora immersi in quel sistema che li ingloba a tal punto da non dargli modo di comprendere quanto è sbagliato.
Infatti siamo stati risucchiati in un circolo vizioso dal quale è impossibile uscirne. O meglio qualcosa si può fare ma non vogliamo neppure farlo. Aspettiamo la fine senza opporre resistenza.
 
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