<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Migranti: si inizia a parlare chiaro | Il Forum di Quattroruote

Migranti: si inizia a parlare chiaro

Stanotte, com'era inevitabile le abbiamo prese in faccia
La lituana Grybauskaitè: «Noi dovremmo assumerci la responsabilità dei vostri fallimenti?»

http://www.lastampa.it/2015/06/26/cultura/opinioni/editoriali/necessaria-unoperazione-verit-4H1Ew3fpIIlh3vfnAGLfMJ/pagina.html

Al di là degli aspetti di politica interna, che non ci interessano, evidenzio alcuni punti:

È necessaria un?operazione verità (La Stampa, Marcello Sorgi)

La risposta a questa domanda è che sull?immigrazione il centrosinistra dovrebbe avere il coraggio di fare un?operazione verità. Dire insomma, con la franchezza a cui Renzi ci ha abituato, ciò che in questi ultimi giorni quasi tutti ormai hanno capito, e non c?è più ragione di nascondere. Esisteva, è esistito fino a poco tempo fa, un sistema italiano per trattare gli immigrati. Finché gli arrivi si erano mantenuti entro un numero gestibile, i migranti venivano presi e rinchiusi nei Centri di accoglienza, per essere identificati e distinti, appunto, tra profughi aventi diritto all?asilo e migranti economici da respingere, o da smaltire sul mercato del lavoro. Le procedure di identificazione, però, duravano mesi, se non anni. Nel frattempo, i più svelti, tra i rinchiusi nei Centri, prendevano la via della fuga, allargando le sbarre delle cancellate o aprendo buchi nelle reti di confine, come li abbiamo visti fare tante volte in televisione. I sorveglianti, manco a dirlo, chiudevano un occhio, e spesso tutti e due. I fuggiaschi raggiungevano la frontiera, superata la quale approdavano in Europa, per ricongiungersi, seppure clandestinamente, a parenti, famiglie o connazionali.

Questo metodo singolare, basato su regole non scritte, come il diritto alla fuga e le istruzioni per superare i confini nazionali, a volte perfino fornite con l?aiuto di una cartina geografica da seguire, ha funzionato, diciamo così, finché non si è scoperto che l?altra faccia della medaglia era il meccanismo di corruzione che alimentava i Centri, si tratti di quello ormai tristemente famoso di Mineo in Sicilia, o dei campi profughi romani, in cui gli immigrati venivano pagati un euro al giorno ciascuno come tangente. Da quel momento in poi la rete dell?omertà s?è rotta, l?inaccettabile commercio è diventato pubblico e i nostri partner europei, con decisione unilaterale, discutibile ma in qualche modo motivata alla luce di quel che sta emergendo, hanno deciso di chiudere le frontiere. Perché non si fidano più dell?Italia; e perché non sono affatto convinti che da domani saremo in grado di ricominciare a identificare i migranti, distinguendoli tra profughi e clandestini.

La vergogna dell?immigrazione come affare va scoperchiata fino in fondo.
 
U2511 ha scritto:
Stanotte, com'era inevitabile le abbiamo prese in faccia
La lituana Grybauskaitè: «Noi dovremmo assumerci la responsabilità dei vostri fallimenti?»

http://www.lastampa.it/2015/06/26/cultura/opinioni/editoriali/necessaria-unoperazione-verit-4H1Ew3fpIIlh3vfnAGLfMJ/pagina.html

Al di là degli aspetti di politica interna, che non ci interessano, evidenzio alcuni punti:

È necessaria un?operazione verità (La Stampa, Marcello Sorgi)

La risposta a questa domanda è che sull?immigrazione il centrosinistra dovrebbe avere il coraggio di fare un?operazione verità. Dire insomma, con la franchezza a cui Renzi ci ha abituato, ciò che in questi ultimi giorni quasi tutti ormai hanno capito, e non c?è più ragione di nascondere. Esisteva, è esistito fino a poco tempo fa, un sistema italiano per trattare gli immigrati. Finché gli arrivi si erano mantenuti entro un numero gestibile, i migranti venivano presi e rinchiusi nei Centri di accoglienza, per essere identificati e distinti, appunto, tra profughi aventi diritto all?asilo e migranti economici da respingere, o da smaltire sul mercato del lavoro. Le procedure di identificazione, però, duravano mesi, se non anni. Nel frattempo, i più svelti, tra i rinchiusi nei Centri, prendevano la via della fuga, allargando le sbarre delle cancellate o aprendo buchi nelle reti di confine, come li abbiamo visti fare tante volte in televisione. I sorveglianti, manco a dirlo, chiudevano un occhio, e spesso tutti e due. I fuggiaschi raggiungevano la frontiera, superata la quale approdavano in Europa, per ricongiungersi, seppure clandestinamente, a parenti, famiglie o connazionali.

Questo metodo singolare, basato su regole non scritte, come il diritto alla fuga e le istruzioni per superare i confini nazionali, a volte perfino fornite con l?aiuto di una cartina geografica da seguire, ha funzionato, diciamo così, finché non si è scoperto che l?altra faccia della medaglia era il meccanismo di corruzione che alimentava i Centri, si tratti di quello ormai tristemente famoso di Mineo in Sicilia, o dei campi profughi romani, in cui gli immigrati venivano pagati un euro al giorno ciascuno come tangente. Da quel momento in poi la rete dell?omertà s?è rotta, l?inaccettabile commercio è diventato pubblico e i nostri partner europei, con decisione unilaterale, discutibile ma in qualche modo motivata alla luce di quel che sta emergendo, hanno deciso di chiudere le frontiere. Perché non si fidano più dell?Italia; e perché non sono affatto convinti che da domani saremo in grado di ricominciare a identificare i migranti, distinguendoli tra profughi e clandestini.

La vergogna dell?immigrazione come affare va scoperchiata fino in fondo.

Ecco, pur nell'oggettiva verità di alcune cose, il tono vagamente autorazzista e inquisitorio sulla condotta nazionale mi lascia perplesso.
A margine della perplessità, resto agghiacciato quando si parla di persone nei termini di "migranti economici" da "smaltire sul mercato del lavoro". E resto agghiacciato perché le prospettive che evoca alla mia mente questo modo di presentare il problema (i rifiuti e la schiavitù) non mi paiono né belle, né benauguranti.

Sarei curioso di ascoltare le proposte alernative (e naturalmente politically correct) dell'autore dell'articolo.

Il nocciolo della questione (rispetto all'articolo) è: può essere considerato come il fallimento di un singolo (l'Italia) l'insuccesso nella gestione di un problema che non può essere affrontato singolarmente (al netto di eventuali dichiarazioni di guerra)?

Più in generale, e come chiave di lettura alternativa, proporrei questa: è l'Europa unita, bellezza: finché si muovono i capitali, tutti contenti. Quando si muovono le persone, invece...

Ognuno ne tragga le conseguenze che crede. Io ho paura.
 
Scusa ma per curiosita' hai mai guardato sulla mappa dove li soccorrono?

Attached files /attachments/1969529=45394-MAPPA SBARCHI.jpg
 
ma insomma ancora si cerca chiarezza? Sono anni che è chiara la storia, oramai è questione di chi fa finta di non capire e farfuglia discorsi filantropici mentre pensa contemporaneamente a gestire il danaro e di chi non ci arriva ...
 
Ora che gli altri stati confinanti non vogliono più subire la follia delle yesprofit italiane, ora Renzino comincia a dire che non bisogna vergognarsi di rimpatriare.
E ci voleva Cameron a strigliare buonismo spa che non scheda ooportunamente i profughi.
 
economyrunner ha scritto:
Ora che gli altri stati confinanti non vogliono più subire la follia delle yesprofit italiane, ora Renzino comincia a dire che non bisogna vergognarsi di rimpatriare.
E ci voleva Cameron a strigliare buonismo spa che non scheda ooportunamente i profughi.

Capisco, capisco... L'emergenza sbarchi...

Forse interesserà sapere che la maggior parte degli irregolari sul territorio europeo non sono arrivati via mare, ma per via aerea o via terra.

Gli sbarchi fanno impressione (e forse sono abilmente usati per fare impressione...) perché il numero è concentrato.

Ogni volta che ne ho occasione, mi resta l'impressione che qualcuno non sia qui per caso...
 
economyrunner ha scritto:
E ci voleva Cameron a strigliare buonismo spa che non scheda ooportunamente i profughi.
Magari fosse stato Cameron: è bastata la sconosciuta Presidente della Lituania.
La Lituania, hai capito? che -senza nulla togliere- si fa fatica a trovare sulla carta geografica, di cui non so quanti sappiano che la capitale si chiama Vilnius e sappiano distinguerla da Lettonia ed Estonia (a prescindere dal suo elevato valore geostrategico).

La Lituania ci ha fatto il mazzo, ci ha sbertucciato, ridicolizzati e messi all'angolo.

La Lituania
 
sono troppi, vanno respinti ad ogni costo, non si integreranno mai.
In europa lo hanno capito, noi no. O meglio parte di noi sta a voi sapere quale.

Attached files /attachments/1969581=45396-image.jpg
 
U2511 ha scritto:
Stanotte, com'era inevitabile le abbiamo prese in faccia
La lituana Grybauskaitè: «Noi dovremmo assumerci la responsabilità dei vostri fallimenti?»

http://www.lastampa.it/2015/06/26/cultura/opinioni/editoriali/necessaria-unoperazione-verit-4H1Ew3fpIIlh3vfnAGLfMJ/pagina.html

Al di là degli aspetti di politica interna, che non ci interessano, evidenzio alcuni punti:

È necessaria un?operazione verità (La Stampa, Marcello Sorgi)

La risposta a questa domanda è che sull?immigrazione il centrosinistra dovrebbe avere il coraggio di fare un?operazione verità. Dire insomma, con la franchezza a cui Renzi ci ha abituato, ciò che in questi ultimi giorni quasi tutti ormai hanno capito, e non c?è più ragione di nascondere. Esisteva, è esistito fino a poco tempo fa, un sistema italiano per trattare gli immigrati. Finché gli arrivi si erano mantenuti entro un numero gestibile, i migranti venivano presi e rinchiusi nei Centri di accoglienza, per essere identificati e distinti, appunto, tra profughi aventi diritto all?asilo e migranti economici da respingere, o da smaltire sul mercato del lavoro. Le procedure di identificazione, però, duravano mesi, se non anni. Nel frattempo, i più svelti, tra i rinchiusi nei Centri, prendevano la via della fuga, allargando le sbarre delle cancellate o aprendo buchi nelle reti di confine, come li abbiamo visti fare tante volte in televisione. I sorveglianti, manco a dirlo, chiudevano un occhio, e spesso tutti e due. I fuggiaschi raggiungevano la frontiera, superata la quale approdavano in Europa, per ricongiungersi, seppure clandestinamente, a parenti, famiglie o connazionali.

Questo metodo singolare, basato su regole non scritte, come il diritto alla fuga e le istruzioni per superare i confini nazionali, a volte perfino fornite con l?aiuto di una cartina geografica da seguire, ha funzionato, diciamo così, finché non si è scoperto che l?altra faccia della medaglia era il meccanismo di corruzione che alimentava i Centri, si tratti di quello ormai tristemente famoso di Mineo in Sicilia, o dei campi profughi romani, in cui gli immigrati venivano pagati un euro al giorno ciascuno come tangente. Da quel momento in poi la rete dell?omertà s?è rotta, l?inaccettabile commercio è diventato pubblico e i nostri partner europei, con decisione unilaterale, discutibile ma in qualche modo motivata alla luce di quel che sta emergendo, hanno deciso di chiudere le frontiere. Perché non si fidano più dell?Italia; e perché non sono affatto convinti che da domani saremo in grado di ricominciare a identificare i migranti, distinguendoli tra profughi e clandestini.

La vergogna dell?immigrazione come affare va scoperchiata fino in fondo.

Mi sembra l' ammissione che il sole e' fisso e la terra gli gira intorno:
si riconosce finalmente che se ne accettano
100
1000
10000
100000
ma poi..... questi sono milioni.
E' come voler mettere 2 litri d' acqua in una bottiglia da 1 litro.
P.s.: oltre le nostre drittate, noi che speriamo scappino....
 
U2511 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
E ci voleva Cameron a strigliare buonismo spa che non scheda ooportunamente i profughi.
Magari fosse stato Cameron: è bastata la sconosciuta Presidente della Lituania.
La Lituania, hai capito? che -senza nulla togliere- si fa fatica a trovare sulla carta geografica, di cui non so quanti sappiano che la capitale si chiama Vilnius e sappiano distinguerla da Lettonia ed Estonia (a prescindere dal suo elevato valore geostrategico).

La Lituania ci ha fatto il mazzo, ci ha sbertucciato, ridicolizzati e messi all'angolo.

La Lituania

Quella bionda, cicciotta, giacchetta blu.... che sembra una badante.....
Fa bene, in ogni ripresa dai posti che contano c'e',
mentre i nostri sono nei vari tolkscio' nostrani. :evil:
 
U2511 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
E ci voleva Cameron a strigliare buonismo spa che non scheda ooportunamente i profughi.
Magari fosse stato Cameron: è bastata la sconosciuta Presidente della Lituania.
La Lituania, hai capito? che -senza nulla togliere- si fa fatica a trovare sulla carta geografica, di cui non so quanti sappiano che la capitale si chiama Vilnius e sappiano distinguerla da Lettonia ed Estonia (a prescindere dal suo elevato valore geostrategico).

La Lituania ci ha fatto il mazzo, ci ha sbertucciato, ridicolizzati e messi all'angolo.

La Lituania

OT: Be' la Lituania in altri tempi e in altri campi avrebbe potuto (se fosse esistita) e ha potuto (quando è esistita) fare il mazzo a tanti...

I primi tre che mi vengono in mente sono questi:
Sarunas Marciulonis;
Arvydas Sabonis;
Rimas Kurtinaitis.

Mica tre de passaggio...
 
arizona77 ha scritto:
Quella bionda, cicciotta, giacchetta blu.... che sembra una badante.....
Fa bene, in ogni ripresa dai posti che contano c'e',
mentre i nostri sono nei vari tolkscio' nostrani. :evil:
Sì sì proprio lei, una furbona di quattrro cotte che ha ben saputo riciclare il suo passato sovietico.
 
U2511 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Quella bionda, cicciotta, giacchetta blu.... che sembra una badante.....
Fa bene, in ogni ripresa dai posti che contano c'e',
mentre i nostri sono nei vari tolkscio' nostrani. :evil:
Sì sì proprio lei, una furbona di quattrro cotte che ha ben saputo riciclare il suo passato sovietico.

Purtroppo i furboni nostrani sono come le squadre di calcio :evil:
Son forti solo in casa :D
 
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