<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Metodo antibullismo | Il Forum di Quattroruote

Metodo antibullismo

E' una SPLENDIDA idea, il metodo che oggi questo papà ha adottato col figlio é identico a quello che - ne sono sicuro oltre ogni ragionevole dubbio - avrebbe adottato il papà di uno qualsiasi di noi: se a scuola un insegnante ci avesse mollato uno scapaccione, arrivati a casa ne avremo presi ancora degli altri da lui,da nostro padre.

E noi li avremmo incassati snza fiatare, imparando - come avrebbe detto Guareschi - "come si sta al mondo".
Non é un'ode alla violenza, la mia.
No. E' un'ode all'educazione e al mettere dei limiti evidenti, ben chiari, inderogabili, a quanto é lecito fare da ragazzi e a quanto invece é proibito fare anche in tenera età.
 
....e prima ancora di aver spiegato il perchè.

Seconda media, anno del Signore 2000, torno a casa con una nota per essermi azzuffato e aver detto cose poco belle a un compagno (non ricordo nemmeno cosa, ma immagino che dal razzismo all'omofobia ci fosse dentro quanto di peggio può partorire un 12enne. Ah ovviamente il compagno era bianco, nordico ed eterosessuale quanto me..). Non era bullismo, era semplicemente un caso di due ragazzini imbecilli che litigano e passano alle mani, nemmeno ricordo chi l'ha cominciata, solo che essendo io più alto e più grosso, le ha prese lui e automaticamente è stata colpa mia.

Entro in casa e all'annuncio della nota (senza nemmeno aprire il libretto) arrivano due bei ceffoni, uno dalla mamma e uno dal papà.
Al che seguì la frase: "Tu lo sai per cosa ti sei meritato i ceffoni. Adesso lo dici pure a noi e vediamo se te ne meriti altri".
Alla fine, non ne arrivarono altri (anche perchè comunque un paio di lividi li avevo già rimediati anch'io), ma l'obbligo di chiedere scusa al compagno e ai suoi genitori (cosa che, per inciso, feci volentieri anche perchè, prima e dopo la litigata, eravamo anche in buoni rapporti. Questo comunque i miei l'hanno saputo dopo..) e un bel discorsetto da parte di mio papà, di quelli che ti fanno passar la voglia di fare il fenomeno.
 
Io credo che a volte l'uso della forza fra ragazzi ( fra coetanei, intendiamoci ) abbia anche una sua valenza, che possa essere formativo.
Mentre la prepotenza ( come dire bullismo ) non dev'essere legittimata, mai, l'autodifesa, cioé la capacità di affrontare situazioni difficili, secondo me ha la sua importanza. Se non altro, per capire che la violenza genera altra violenza e dolore, e bisogna cercare fino all'ultimo una soluzione pacifica.

Come ci racconta l'amico Frankie, qui sopra, l'uso della violenza ha portato ad un risultato spiacevole. Lo hanno imparato entrambi, e suppongo che da quella volta nessuno dei due abbia più avuto bisogno di farne ricorso (con lo stesso antagonista, quanto meno :emoji_sunglasses: )
 
Io credo che a volte l'uso della forza fra ragazzi ( fra coetanei, intendiamoci ) abbia anche una sua valenza, che possa essere formativo.
Mentre la prepotenza ( come dire bullismo ) non dev'essere legittimata, mai, l'autodifesa, cioé la capacità di affrontare situazioni difficili, secondo me ha la sua importanza. Se non altro, per capire che la violenza genera altra violenza e dolore, e bisogna cercare fino all'ultimo una soluzione pacifica.

Come ci racconta l'amico Frankie, qui sopra, l'uso della violenza ha portato ad un risultato spiacevole. Lo hanno imparato entrambi, e suppongo che da quella volta nessuno dei due abbia più avuto bisogno di farne ricorso (con lo stesso antagonista, quanto meno :emoji_sunglasses: )

Con lo stesso no, anche se c'è stato un epilogo...visto che la storia della zuffa aveva - ovviamente - fatto il giro della scuola, e sopratutto, visto che eravamo due cretini :D, abbiamo passato tutto l'anno successivo a inscenare finte risse a beneficio di amici e sopratutto ragazzine :D, ma in stile WWE...con mosse assurde e esagerate, e ingigantendo la cosa ogni volta di più ahahah.

Poi si ci sono state altre occasioni di muovere le mani, ma niente di serio, e sopratutto, c'è sempre stato un limite ben chiaro e preciso da non oltrepassare, non tanto e non solo sulla violenza fisica ma anche e sopratutto quella verbale (perchè poi lì stava il grosso del problema: alle mani si era arrivati dopo le parole, e il concetto, anche quello ribadito dai miei genitori, non era "non usare le mani", ma "non arrivare mai nè portare mai nessuno al punto di dover usare le mani")
 
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