<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Lo Stato presenta il conto | Il Forum di Quattroruote

Lo Stato presenta il conto

Intravvedo una fake new, basta che rinuncino all'"eredità" e chi ha avuto ha avuto.

La notizia è su più o meno tutti i siti di informazione "grossi", a partire dall'ANSA, quindi fake non dovrebbe essere. Che poi - ripeto - riescano a fargli scucire il malloppo, è tutto un altro film.
 
La rinuncia all'eredità non sempre basta per essere sollevati dall'onere di certi debiti.
Però penso anche io che difficilmente gli eredi avranno un patrimonio attaccabile.
 
E glieli chiede in maniera cosi' approssimativa?

Ovvero per chiedere, ora, 2 milioni, vuol dire che non gli ha mai chiesto nulla.
( O che sono cari ammazzati ).
Spero proprio non glieli diano....
O meglio li chiedano in solido a chi doveva incassarli gia' da 20 e passa anni fa,
anno per anno
 
Dispositivo dell'art. 188 Codice penale
FontiCodice penaleLIBRO PRIMO - Dei reati in generaleTitolo VII - Delle sanzioni civili

Il condannato è obbligato a rimborsare all'erario dello Stato le spese per il suo mantenimento negli stabilimenti di pena [145 n. 2; c.p.p. 692, 535] (1), e risponde di tale obbligazione con tutti i suoi beni mobili e immobili, presenti e futuri, a norma delle leggi civili [c.c. 2740] (2).

L'obbligazione non si estende alla persona civilemente responsabile , e non si trasmette agli eredi del condannato (3).


Note

(1) Le spese per il mantenimento, secondo quanto dispone l'art. 2 della legge 26 luglio 1975, n. 354, si limitano agli alimenti ed al corredo e comunque sono dovute in misura non superiore ai due terzi del costo reale. A queste si aggiungono le spese patrimoniali, secondo quanto stabilito dal codice di procedura penale (artt. 535 e 691-695 c.p.p.).
(2) Nel caso il condannato versi in disagiate condizioni economiche e abbia tenuto regolare condotta, può fruire del beneficio della remissione del debito, intesa come rinunzia dello Stato al suo diritto di credito, secondo quanto previsto dalle norme sull'ordinamento giudiziario (art. 56, l. 26 luglio 1975, n. 354).
(3) La norma in esame prevede un obbligo di rimborso in capo al condannato verso lo Stato, si tratta dunque di un obbligo personale, per questo non trasmissibile.



https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-primo/titolo-vii/art188.html


Ora, viste le parti evidenziate in rosso:

1) La vedo dura esigere alcunché, visto che il de cuius è passato a miglior vita.

2) 2 milioni di euro, anche rapportati a 24 anni di carcere, mi sembrano un pò tantini per i due terzi del costo reale di vitto e corredo. Malcontati sarebbero 7.000 euro al mese, quindi Totò "u curtu" ne spendeva 10.000? Per sbobba e lenzuola? Forse al carcere di Parma cucinava Cracco...

3) Per una volta sono d'accordo col buon Arizona: se proprio dovevano, perché non lo hanno fatto anno per anno, mentre era vivo?

4) Solo io la trovo (almeno "a pelle") una legge ingiusta? La pena è la privazione della libertà, e non ha chiesto il reo di passarla in carcere. Che c'entra chiedergli il rimborso di vitto e corredo? Non si è sempre detto "ospite delle patrie galere"?


PS - prima che a qualcuno venga in mente, non provo alcuna simpatia né compassione verso il boss in questione. Sto solo discutendo i tecnicismi della vicenda e lo spirito della legge, indipendentemente dal soggetto.
 
Ultima modifica:
Dispositivo dell'art. 188 Codice penale
FontiCodice penaleLIBRO PRIMO - Dei reati in generaleTitolo VII - Delle sanzioni civili

Il condannato è obbligato a rimborsare all'erario dello Stato le spese per il suo mantenimento negli stabilimenti di pena [145 n. 2; c.p.p. 692, 535] (1), e risponde di tale obbligazione con tutti i suoi beni mobili e immobili, presenti e futuri, a norma delle leggi civili [c.c. 2740] (2).

L'obbligazione non si estende alla persona civilemente responsabile , e non si trasmette agli eredi del condannato (3).


Note

(1) Le spese per il mantenimento, secondo quanto dispone l'art. 2 della legge 26 luglio 1975, n. 354, si limitano agli alimenti ed al corredo e comunque sono dovute in misura non superiore ai due terzi del costo reale. A queste si aggiungono le spese patrimoniali, secondo quanto stabilito dal codice di procedura penale (artt. 535 e 691-695 c.p.p.).
(2) Nel caso il condannato versi in disagiate condizioni economiche e abbia tenuto regolare condotta, può fruire del beneficio della remissione del debito, intesa come rinunzia dello Stato al suo diritto di credito, secondo quanto previsto dalle norme sull'ordinamento giudiziario (art. 56, l. 26 luglio 1975, n. 354).
(3) La norma in esame prevede un obbligo di rimborso in capo al condannato verso lo Stato, si tratta dunque di un obbligo personale, per questo non trasmissibile.



https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-primo/titolo-vii/art188.html


Ora, viste le parti evidenziate in rosso:

1) La vedo dura esigere alcunché, visto che il de cuius è passato a miglior vita.

2) 2 milioni di euro, anche rapportati a 24 anni di carcere, mi sembrano un pò tantini per i due terzi del costo reale di vitto e corredo. Malcontati sarebbero 7.000 euro al mese, quindi Totò "u curtu" ne spendeva 10.000? Per sbobba e lenzuola? Forse al carcere di Parma cucinava Cracco...

3) Per una volta sono d'accordo col buon Arizona: se proprio dovevano, perché non lo hanno fatto anno per anno, mentre era vivo?

4) Solo io la trovo (almeno "a pelle") una legge ingiusta? La pena è la privazione della libertà, e non ha chiesto il reo di passarla in carcere. Che c'entra chiedergli il rimborso di vitto e corredo? Non si è sempre detto "ospite delle patrie galere"?


PS - prima che a qualcuno venga in mente, non provo alcuna simpatia né compassione verso il boss in questione. Sto solo discutendo i tecnicismi della vicenda e lo spirito della legge, indipendentemente dal soggetto.

In punta di legge, hai ragione. Però, vedere tutta la stirpe in mutande...
 
Sì, è così: è previsto il pagamento delle spese.
Sempre.
Questa informazione (che l' "ospite" paga) dovrebbero ripeterla ogni giorno tre volte al giorno su tutti i media, sui cartelloni pubblicitari, stile quello usato sui pacchetti di sigarette, tipo "chi finisce in carcere si paga vitto e alloggio", oppure "delinqui? se ti pigliamo ti schiaffiamo dentro a spese tue".
Magari funziona da deterrente meglio della pena che può essere inflitta.
Dalla "certezza della pena" alla "certezza di pagarsi il mantenimento nell'espiazione della pena".
 
il secondo comma dell'art. 188 c.p. è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo più di venti anni or sono (sentenza Corte Costituzionale 6.4.1998 n. 98)

Però, in questo caso, si tratta di vedere se esistono (=si riescono a trovare) beni "nascosti" dal...pregiudicato defunto (=intestati a prestanome)
 
2) 2 milioni di euro, anche rapportati a 24 anni di carcere, mi sembrano un pò tantini per i due terzi del costo reale di vitto e corredo. Malcontati sarebbero 7.000 euro al mese, quindi Totò "u curtu" ne spendeva 10.000? Per sbobba e lenzuola? Forse al carcere di Parma cucinava Cracco...

Dicono,ma non so come vengano fatte le stime,che considerando tutto (vitto,costo della struttura,oneri per il personale di sorveglianza etc etc) che un carcerato costi circa 300 euro al giorno,cifra che farebbe più o meno tornare il conto.
Non saprei dire però se il 41 bis comporti costi maggiori o minori per il mantenimento di un detenuto.
 
il secondo comma dell'art. 188 c.p. è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo più di venti anni or sono (sentenza Corte Costituzionale 6.4.1998 n. 98)

Però, in questo caso, si tratta di vedere se esistono (=si riescono a trovare) beni "nascosti" dal...pregiudicato defunto (=intestati a prestanome)


Ma Ti pare normale che solo adesso ci si pensi
??
Stiano zitti almeno
 
La disamina effettuata da PanDemonio illustra molto bene la realtà: la legge stabilisce come e quando é possibile chiedere il conto ai detenuti.

Suppongo che la faccenda si sgonfierà rapidamente, e nessuno dei parenti di Totò Riina dovrà mai cacciare un soldo.
Tecnicamente, mi sembra giusto che l'addebito non possa ricadere sui parenti.

Che colpa ne hanno, i miei parenti, se io sono quello che sono ? Anzi, poverini, già é tanto che mi debbano sopportare, figurarsi che beffa atroce far pagare a loro le mie spese di mantenimento nelle patrie galere....
 
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