Dispositivo dell'art. 188 Codice penale
Fonti → Codice penale → LIBRO PRIMO - Dei reati in generale → Titolo VII - Delle sanzioni civili
Il condannato è obbligato a rimborsare all'erario dello Stato le spese per il suo mantenimento negli stabilimenti di pena [145 n. 2; c.p.p. 692, 535] (1), e risponde di tale obbligazione con tutti i suoi beni mobili e immobili, presenti e futuri, a norma delle leggi civili [c.c. 2740] (2).
L'obbligazione non si estende alla persona civilemente responsabile , e non si trasmette agli eredi del condannato (3).
Note
(1) Le spese per il mantenimento, secondo quanto dispone l'art. 2 della legge 26 luglio 1975, n. 354, si limitano agli alimenti ed al corredo e comunque sono dovute in misura non superiore ai due terzi del costo reale. A queste si aggiungono le spese patrimoniali, secondo quanto stabilito dal codice di procedura penale (artt. 535 e 691-695 c.p.p.).
(2) Nel caso il condannato versi in disagiate condizioni economiche e abbia tenuto regolare condotta, può fruire del beneficio della remissione del debito, intesa come rinunzia dello Stato al suo diritto di credito, secondo quanto previsto dalle norme sull'ordinamento giudiziario (art. 56, l. 26 luglio 1975, n. 354).
(3) La norma in esame prevede un obbligo di rimborso in capo al condannato verso lo Stato, si tratta dunque di un obbligo personale, per questo non trasmissibile.
https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-primo/titolo-vii/art188.html
Ora, viste le parti evidenziate in rosso:
1) La vedo dura esigere alcunché, visto che il
de cuius è passato a miglior vita.
2) 2 milioni di euro, anche rapportati a 24 anni di carcere, mi sembrano un pò tantini per
i due terzi del costo reale di vitto e corredo. Malcontati sarebbero 7.000 euro al mese, quindi Totò
"u curtu" ne spendeva 10.000? Per sbobba e lenzuola? Forse al carcere di Parma cucinava Cracco...
3) Per una volta sono d'accordo col buon Arizona: se proprio dovevano, perché non lo hanno fatto anno per anno, mentre era vivo?
4) Solo io la trovo (almeno "a pelle") una legge ingiusta? La pena è la privazione della libertà, e non ha chiesto il reo di passarla in carcere. Che c'entra chiedergli il rimborso di vitto e corredo? Non si è sempre detto "ospite delle patrie galere"?
PS - prima che a qualcuno venga in mente, non provo alcuna simpatia né compassione verso il boss in questione. Sto solo discutendo i tecnicismi della vicenda e lo spirito della legge, indipendentemente dal soggetto.