rosberg ha scritto:
Il tuo discorso sarebbe astrattamente corretto ma esiste un ma... : quante sono le Fiat prodotte in Italia?
Polonia, Brasile, Romania, Slovenia: in questi luoghi Fiat produce dando lavoro e benefici a quelle Nazioni e a sé stessa ma non certo alla nostra Nazione.
Quindi mi viene da ridere quando mi dicono di comprare auto italiane che di italiano hanno poco o nulla e i cui profitti vengono reinvestiti all'estero.
Quindi sinceramente mi importa pochissimo o nulla se non compare Fiat nelle prime posizioni della classifica che hai menzionato.
La discussione è partita dall'articolo di 4R riportata dall'Ansa, sulla soddisfazione dei clienti-auto italiani, ma provocatoriamente si è spostata sulla delocalizzazione.
Io negli anni 90 fino al 2005 ho lavorato per una azienda di componenti auto che ha seguito la Fiat nei suoi stabilimenti esteri ed ho fatto la spola tra Italia Brasile e Italia Polonia per installare impianti nelle nostre filiali estere ed insegnare il lavoro al personale locale.
Eravamo orgogliosi di contribuire alla crescita e alla formazione di un popolo più povero di noi e che in noi vedeva il mezzo per elevare il proprio tenore di vita
È vero ci sono stati dei momenti in cui ero combattuto e ancor oggi non so bene se la globalizzazione, così come è portata avanti dalle aziende, non faccia altro che aumentare gli utili alle stesse aziende.
Io e i miei colleghi avevamo l?impressione, anzi un forte dubbio di lavorare per togliere il lavoro ai nostri operai e agli italiani in genere!
Purtroppo eravamo e ancora stiamo dentro un sistema complesso più grande di noi, un capitalismo un po? banditesco che ha dei risvolti non solo sociali ed economici ma anche di impatto ambientale, e che non guarda al di là del proprio profitto, noncurante delle conseguenze, con un logica e una morale da pirati (cit.)
Ormai sia la mia ex azienda che la Fiat hanno delocalizzato non solo la produzione ma anche il know-how, anche lo studio e la realizzazione dell'automazione come la Comau ormai ha sede in Brasile, e quello che pensavamo e speravamo, che almeno la testa e la tecnologia fosse rimasta in Italia è risultata un'illusione.