Non vorrei guastarvi le future feste ma...
http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=16260
La tragedia di un sistema marcio. Boss della finanza di avventura che danno le pagelle. Nel nome di chi? Kristal University come per il Trota? [Ennio Remondino
Folle, semplicemente folle. E non a difesa delle banche italiane, sia chiaro. Un po' più di Consob e di Guardia di finanza anche lì non guasterebbe. Folle e inammissibile, clamoroso esempio planetario di "Faccia come il culo" (scusate il linguaggio e la difficoltà di tradizione anglosassone), la decisione di Moody's di tagliare il rating di 26 banche italiane. Si arrabbia persino l'Abi, l'Associazione bancaria italiana che, restando alla mafia immaginaria (ovviamente) le è nemica come i governi Andreotti. "E' un'aggressione all'Italia, alle sue imprese, alle sue famiglie, ai suoi cittadini". Lo afferma in un comunicato, spiegando che "nel condividere le critiche sollevate ieri dal presidente della Consob, Giuseppe Vegas, Abi reitera la richiesta alle autorità europee e alla Banca centrale "affinché tali giudizi non siano passivamente recepiti nella regolamentazione, nelle procedure e nei modelli di valutazione e venga finalmente varata una severa disciplina di controllo nei confronti di questi soggetti".
Ma una volta, forse ancora oggi, per ladri e banditi, non esisteva forse la galera? In Italia sì, ma che cavolo conta l'Italia? Dovrei chiederlo a qualche amico americano. Parliamo ovviamente di "Banditi finanziari", di corsari delle borse, delle speculazioni mirate a far cadere governi e Stati. Certamente generosi sostenitori di qualche campagna presidenziale. Dovrei sentire Barak Obamà, ma lui è sempre tanto impegnato. Ad avvertirlo (ormai il linguaggio è greve), "guarda che ti fottono"! Del resto, l'ultima volta che la mafia vera, almeno per origini, ha eletto un Presidente, risale ormai ai Kennedy. Che c'entra Obama e Romney con l'Italia? C'entrano eccome. Su per Monti stiamo a guerreggiar con tasse e balzelli e quelli, con una sola "analisi" che declassa non si sa come e perché il nostro sistema bancario, ci aumenta il debito di qualche miliardo. E poi ci arrabbiamo con Equitalia! Un po' come pretendere di aver colpito la mafia arrestando lo stalliere Mangano. Committente e datore di lavoro ridono.
Riepilogo -da Globalist- di vecchi racconti su queste misteriche ed esoteriche agenzie di rating. Titolammo allora, «La volpe a guardia del pollaio». Ormai sappiamo che le agenzie di rating che decidono se noi italiani o francesi o spagnoli saremo un po' più o un po' meno poveri sono società private. Imprese con tanto di azionisti interessati a fare utili e non scautistiche buone azioni. La prima per dimensioni e soldi maneggiati è Moody's Corporation, presente in 26 paesi, 4500 dipendenti, controlla il 40 per cento del mercato. Moody's gentilmente dice che forse l'Italia ce la farà. Seconda la Standard & Poor's, che ci ha invece declassato in serie B, col 39 per cento di mercato e quasi 10 mila dipendenti sparsi in 23 paesi. Ambedue le società sono targate stelle e strisce. Infine la Fitch Rating col suo misero 16 per cento di mercato e un azionariato anche francese. Piccoli ma cattivi visto che minacciano di declassarci ancora. Assurdo, lo abbiamo visto nel nostro pezzo precedente, che un ruolo di tale delicatezza sia nelle mani di privati su cui, andiamo a scoprire, pesano molti dubbi.
Il solo dubbio giornalistico è se siamo di fronte ad un gigantesco, planetario "Sistema calcistico Moggi", o se la similitudine, l'esempio più calzante non sia invece quello del "Sistema Riina". Lasciamo a voi decidere se siamo di fronte ad una clamorosa beffa dei Poteri forti o ad una vera e propria azione criminale. Organizzata, ovviamente, e anche molto bene. Roba da Antimafia. Certo è che nello scorrere della storia, almeno sino al '900, per molto meno si scatenavano delle guerre. Guerre vere, con le cannoniere, gli eserciti e migliaia di morti. Oggi, questi eterni ma ripuliti "Signori della guerra" le vittime le fanno in maniera più elegante, meno sanguinolenta, molto più nascosta. Lupara bianca, direbbe Totò Riina, facendo scomparire fabbriche, posti di lavoro, risparmi, pacchetti azionari e capitali del "nemico" di turno, o semplicemente della vittima predestinata, o la valuta da abbattere o il sistema politico o industriale da cancellare.
Esattoria cugini Salvo. Facciamo un esempio per capirci. Partiamo dall'intreccio degli interessi. La materia è ostica ma ci proviamo. Immaginiamo un certo signor A, che si chiama Capital World Investors. Il signor A è il maggiore azionista della maggiore società che dà i voti sulla salute economico-finanziaria in nome del Libero mercato, la Moody's. Chiamiamola società AAA (come amano fare agenzie di rating). Il signor A già vive un piccolo "conflitto di interessi", diremmo noi in Italia. Ma non basta. Sempre il nostro A (sempre Capital ecc.), oltre ad AAA, possiede la maggioranza delle azioni della società B che, a sua volta, controlla la seconda maggiore società "di controllo", detta BBB e che di primo nome fa Standard. Il nostro signor A quindi, non solo possiede il suo presunto controllore AAA, ma anche il suo "concorrente" BBB. Come da titolo, siamo al modello esemplare dei fu cugini Salvo, esattori per lo Stato e imprenditori per la mafia.
Little Italy newyorkese. Scagliati in questo contesto palermitano in piena New York, passiamo dagli esempi ai fatti. Dunque la Capital World Investors possiede il 12,6% della Moody's e, attraverso la McGraw-Hil, colosso delle comunicazioni, dell'editoria e molto altro di cui controlla il 10,26%, è il maggior azionista anche della Standard & Poor's. Quella che ha mandato l'Italia economica in serie B. Ma non penserete che sia finita qui. Altri esempi. Il fondo americano State Street Corporation è il secondo azionista della Standard e il settimo di Moody's. Idem per l'altro fondo USA BlackRock che è l'undicesimo socio di Moody's e il sesto della "concorrente". Ad essere maliziosi sino in fondo e con la voglia di scocciare il lettore, potremmo scoprire che la Black-Rock è controllata dalla banca d'investimento Merril Lynch, quella finita a gambe all'aria assieme ai beni di milioni di persone e comprata-salvata dalla Bank of America. Aiutino di Stato tanto deprecato, a parole.
Altro che Trilateral. Insistendo nello spulciare, si trovano sempre e soltanto gli stessi nomi, gli stessi azionisti che cambiando vestiti da gruppo bancario, o da fondo di investimento, controllano le agenzie di rating che dovrebbero controllare pure loro. Di fatto i grandi fondi Usa sono gli investitori che utilizzano i rating per decidere quali obbligazioni comprare e contemporaneamente sono anche i padroni di quelli che danno le pagelle. E vediamoli alcuni di questi nomi propri, non di società. I più noti sono certamente i Rothschild, banchieri-filantropi-azionisti, esattamente come Warren Buffett e George Soros. Un gruppetto di amici che possono muovere miliardi di miliardi da una parte all'altra del mondo creando la catena ormai nota di "Probema-Reazione-Soluzione". Detta in altro modo, fai esplodere la guerra economica in un certo punto del mondo (a volte non solo economica), per poi ricostruire dopo aver comprato il meglio con tre soldi bucati.
Troppo dietrologico? I nomi li abbiamo fatti, e anche i cognomi. Le partecipazioni azionarie incrociate e gli interessi inconfessabili condivisi. Da cronisti di strada vogliamo tornare a esempi legati a fatti più concreti. Prendiamo i vicini Balcani, per una questione anche personale del narratore. Aneddoto: il grattacielo dell'ex Centralni Komitet della defunta Lega dei comunisti jugoslavi, sventrato dalle bombe Nato-Usa nel 1999. Due anni dopo, viene acquistato da una azienda Usa che lo risana e ne fa il più costoso centro manageriale e commerciale di Belgrado. Oppure il benefattore George Soros, per dire di un attivismo anche politico e "pratico" in alcune promettenti zone di conflitto. La fondazione Soros, assieme all'Usaid, finanzia il movimento di protesta "Otpor" per rovesciare l'indifendibile Milosevic. Poi esporta quei giovani addestrati alle "rivoluzioni arancione" in Georgia e Ucraina. Come il mugnanio di Postdam chiedo: "Ci sarà pure un giudice a Berlino?".
E per chi sà leggere in francese ecco un'analisi ancora piu' pertinente
les escrocs de Wall Street (i truffatori di Wall Street) http://www.wsws.org/francais/News/2011/avr2011/exto-a26_prn.shtml
http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=16260
La tragedia di un sistema marcio. Boss della finanza di avventura che danno le pagelle. Nel nome di chi? Kristal University come per il Trota? [Ennio Remondino
Folle, semplicemente folle. E non a difesa delle banche italiane, sia chiaro. Un po' più di Consob e di Guardia di finanza anche lì non guasterebbe. Folle e inammissibile, clamoroso esempio planetario di "Faccia come il culo" (scusate il linguaggio e la difficoltà di tradizione anglosassone), la decisione di Moody's di tagliare il rating di 26 banche italiane. Si arrabbia persino l'Abi, l'Associazione bancaria italiana che, restando alla mafia immaginaria (ovviamente) le è nemica come i governi Andreotti. "E' un'aggressione all'Italia, alle sue imprese, alle sue famiglie, ai suoi cittadini". Lo afferma in un comunicato, spiegando che "nel condividere le critiche sollevate ieri dal presidente della Consob, Giuseppe Vegas, Abi reitera la richiesta alle autorità europee e alla Banca centrale "affinché tali giudizi non siano passivamente recepiti nella regolamentazione, nelle procedure e nei modelli di valutazione e venga finalmente varata una severa disciplina di controllo nei confronti di questi soggetti".
Ma una volta, forse ancora oggi, per ladri e banditi, non esisteva forse la galera? In Italia sì, ma che cavolo conta l'Italia? Dovrei chiederlo a qualche amico americano. Parliamo ovviamente di "Banditi finanziari", di corsari delle borse, delle speculazioni mirate a far cadere governi e Stati. Certamente generosi sostenitori di qualche campagna presidenziale. Dovrei sentire Barak Obamà, ma lui è sempre tanto impegnato. Ad avvertirlo (ormai il linguaggio è greve), "guarda che ti fottono"! Del resto, l'ultima volta che la mafia vera, almeno per origini, ha eletto un Presidente, risale ormai ai Kennedy. Che c'entra Obama e Romney con l'Italia? C'entrano eccome. Su per Monti stiamo a guerreggiar con tasse e balzelli e quelli, con una sola "analisi" che declassa non si sa come e perché il nostro sistema bancario, ci aumenta il debito di qualche miliardo. E poi ci arrabbiamo con Equitalia! Un po' come pretendere di aver colpito la mafia arrestando lo stalliere Mangano. Committente e datore di lavoro ridono.
Riepilogo -da Globalist- di vecchi racconti su queste misteriche ed esoteriche agenzie di rating. Titolammo allora, «La volpe a guardia del pollaio». Ormai sappiamo che le agenzie di rating che decidono se noi italiani o francesi o spagnoli saremo un po' più o un po' meno poveri sono società private. Imprese con tanto di azionisti interessati a fare utili e non scautistiche buone azioni. La prima per dimensioni e soldi maneggiati è Moody's Corporation, presente in 26 paesi, 4500 dipendenti, controlla il 40 per cento del mercato. Moody's gentilmente dice che forse l'Italia ce la farà. Seconda la Standard & Poor's, che ci ha invece declassato in serie B, col 39 per cento di mercato e quasi 10 mila dipendenti sparsi in 23 paesi. Ambedue le società sono targate stelle e strisce. Infine la Fitch Rating col suo misero 16 per cento di mercato e un azionariato anche francese. Piccoli ma cattivi visto che minacciano di declassarci ancora. Assurdo, lo abbiamo visto nel nostro pezzo precedente, che un ruolo di tale delicatezza sia nelle mani di privati su cui, andiamo a scoprire, pesano molti dubbi.
Il solo dubbio giornalistico è se siamo di fronte ad un gigantesco, planetario "Sistema calcistico Moggi", o se la similitudine, l'esempio più calzante non sia invece quello del "Sistema Riina". Lasciamo a voi decidere se siamo di fronte ad una clamorosa beffa dei Poteri forti o ad una vera e propria azione criminale. Organizzata, ovviamente, e anche molto bene. Roba da Antimafia. Certo è che nello scorrere della storia, almeno sino al '900, per molto meno si scatenavano delle guerre. Guerre vere, con le cannoniere, gli eserciti e migliaia di morti. Oggi, questi eterni ma ripuliti "Signori della guerra" le vittime le fanno in maniera più elegante, meno sanguinolenta, molto più nascosta. Lupara bianca, direbbe Totò Riina, facendo scomparire fabbriche, posti di lavoro, risparmi, pacchetti azionari e capitali del "nemico" di turno, o semplicemente della vittima predestinata, o la valuta da abbattere o il sistema politico o industriale da cancellare.
Esattoria cugini Salvo. Facciamo un esempio per capirci. Partiamo dall'intreccio degli interessi. La materia è ostica ma ci proviamo. Immaginiamo un certo signor A, che si chiama Capital World Investors. Il signor A è il maggiore azionista della maggiore società che dà i voti sulla salute economico-finanziaria in nome del Libero mercato, la Moody's. Chiamiamola società AAA (come amano fare agenzie di rating). Il signor A già vive un piccolo "conflitto di interessi", diremmo noi in Italia. Ma non basta. Sempre il nostro A (sempre Capital ecc.), oltre ad AAA, possiede la maggioranza delle azioni della società B che, a sua volta, controlla la seconda maggiore società "di controllo", detta BBB e che di primo nome fa Standard. Il nostro signor A quindi, non solo possiede il suo presunto controllore AAA, ma anche il suo "concorrente" BBB. Come da titolo, siamo al modello esemplare dei fu cugini Salvo, esattori per lo Stato e imprenditori per la mafia.
Little Italy newyorkese. Scagliati in questo contesto palermitano in piena New York, passiamo dagli esempi ai fatti. Dunque la Capital World Investors possiede il 12,6% della Moody's e, attraverso la McGraw-Hil, colosso delle comunicazioni, dell'editoria e molto altro di cui controlla il 10,26%, è il maggior azionista anche della Standard & Poor's. Quella che ha mandato l'Italia economica in serie B. Ma non penserete che sia finita qui. Altri esempi. Il fondo americano State Street Corporation è il secondo azionista della Standard e il settimo di Moody's. Idem per l'altro fondo USA BlackRock che è l'undicesimo socio di Moody's e il sesto della "concorrente". Ad essere maliziosi sino in fondo e con la voglia di scocciare il lettore, potremmo scoprire che la Black-Rock è controllata dalla banca d'investimento Merril Lynch, quella finita a gambe all'aria assieme ai beni di milioni di persone e comprata-salvata dalla Bank of America. Aiutino di Stato tanto deprecato, a parole.
Altro che Trilateral. Insistendo nello spulciare, si trovano sempre e soltanto gli stessi nomi, gli stessi azionisti che cambiando vestiti da gruppo bancario, o da fondo di investimento, controllano le agenzie di rating che dovrebbero controllare pure loro. Di fatto i grandi fondi Usa sono gli investitori che utilizzano i rating per decidere quali obbligazioni comprare e contemporaneamente sono anche i padroni di quelli che danno le pagelle. E vediamoli alcuni di questi nomi propri, non di società. I più noti sono certamente i Rothschild, banchieri-filantropi-azionisti, esattamente come Warren Buffett e George Soros. Un gruppetto di amici che possono muovere miliardi di miliardi da una parte all'altra del mondo creando la catena ormai nota di "Probema-Reazione-Soluzione". Detta in altro modo, fai esplodere la guerra economica in un certo punto del mondo (a volte non solo economica), per poi ricostruire dopo aver comprato il meglio con tre soldi bucati.
Troppo dietrologico? I nomi li abbiamo fatti, e anche i cognomi. Le partecipazioni azionarie incrociate e gli interessi inconfessabili condivisi. Da cronisti di strada vogliamo tornare a esempi legati a fatti più concreti. Prendiamo i vicini Balcani, per una questione anche personale del narratore. Aneddoto: il grattacielo dell'ex Centralni Komitet della defunta Lega dei comunisti jugoslavi, sventrato dalle bombe Nato-Usa nel 1999. Due anni dopo, viene acquistato da una azienda Usa che lo risana e ne fa il più costoso centro manageriale e commerciale di Belgrado. Oppure il benefattore George Soros, per dire di un attivismo anche politico e "pratico" in alcune promettenti zone di conflitto. La fondazione Soros, assieme all'Usaid, finanzia il movimento di protesta "Otpor" per rovesciare l'indifendibile Milosevic. Poi esporta quei giovani addestrati alle "rivoluzioni arancione" in Georgia e Ucraina. Come il mugnanio di Postdam chiedo: "Ci sarà pure un giudice a Berlino?".
E per chi sà leggere in francese ecco un'analisi ancora piu' pertinente
les escrocs de Wall Street (i truffatori di Wall Street) http://www.wsws.org/francais/News/2011/avr2011/exto-a26_prn.shtml