<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Google ed il bike sharing | Il Forum di Quattroruote

Google ed il bike sharing

Google ed il bike sharing

Per girare dentro gli stabilimenbti di Google,sono state messe a disposizione delle bici, senza alcun onere per i dipendenti. Queste bici però girano anche all'esterno dello stabilimento, per le strade di Mountain View.

Alcune bici non tornano piùdentro allo stabilimento Google.

Che fanno, allora ? Preparano un nuovo tipo di bici con GPS, e assegnano ad un gruppo di tecnici l'incarico di monitorare e recuperare le bici.
Visto che il bike sharing é in voga anche in altre città, pare che Google possa intraprendere da un momento all'altro anche quest'attività commerciale.

https://www.ilfoglio.it/girodiruota...-bici-rubate-rivoluzione-bike-sharing-174879/

Girare per i 110 mila metri quadri del Googleplex, la sede principale di Google, può essere, se non complicato, quantomeno lento, poco agevole. Per questo dal 2009 l'azienda californiana ha messo a disposizione un numero sempre crescente di biciclette, le cosiddette Gbikes, per velocizzare il trasferimento da un ufficio all'altro. Attualmente sono 1.100, anche se molte vengono utilizzate dai dipendenti anche al di fuori del Googleplex. E a volte non fanno più ritorno in sede.

Questo però da problema si sta trasformando in un possibile nuovo “ramo d'azienda” del gruppo di Mountain View.

Le bici colorate griffate Google sono diventate nella cittadina californiana una presenza fissa, qualcosa di normale, da prendere e lasciare in strada come si fa con un qualsiasi mezzo messo gratuitamente a disposizione della popolazione. Non ci sono lucchetti, non ci sono blocchi, si sale e le si usa sino a quando non si arriva a destinazione. Sharing economy, ma senza economy, perché non c'è nessuno che guadagna qualcosa. Certamente non Google che, anzi, è la parte lesa. Basta pensare che dalle cento alle 250 bici a settimana circolano liberamente, senza proprietario, fuori dai cancelli aziendali. "È come se fosse un gesto amichevole di Google a chi abita qui", ha detto al Wall Street Journal un'abitante di Mountain View di 68 anni, Sharon Veach, che sulle Gbikes pedala più volte alla settimana.

Il paradosso è che l'azienda che ha costruito un impero organizzando le informazioni, sta avendo problemi a tracciare le proprie biciclette. E questo nonostante l'inserimento, negli ultimi mesi del 2017 di un sistema Gps che ne facilita l'individuazione.

Così, non avendo ancora trovato la bicicletta che si guida da sola, Google ha deciso di assumere trenta “accalappiabici” che muniti di cinque furgoni trasportano i mezzi abbandonati e li riportano alla sede principale. A queste trenta persone però l'azienda ha deciso di affiancare anche un numero imprecisato di programmatori e alcuni ingegneri per elaborare un sistema di chiusura e gestione dei mezzi di trasporto facilmente utilizzabile tramite smartphone. Insomma la riedizione googliana di quanto accade già ora in quasi tutto il mondo con quello che viene identificato come bike sharing 2.0, quello libero, free floating, senza cioè stazioni di parcheggio fisse.

L'aumento di traffico e di spostamenti delle Gbikes riportati dal sistema di tracciamento Gps ha spinto il gruppo a considerare la possibilità di un utilizzo del sistema elaborato per i dipendenti aziendali anche al di fuori della sede. E così lo sbarco di Google nel mercato del bike sharing (ancora non è dato sapere se da sola o assieme ad altre aziende) appare tutt'altro che remoto, anche considerando il fatto che il settore è in costante crescita: solo in America 28 milioni di persone in 50 città utilizzano questo tipo di servizio.

D'altra parte l'interesse per il mondo delle biciclette di Google non è una novità. Da anni nella sezione Maps l'azienda sta sviluppando un sistema capace non solo di calcolare l'altimetria del viaggio, ma anche di gestire al meglio il calcolo del percorso tenendo in considerazione la presenza di piste ciclabili, corsie ciclabili e strade poco trafficate.

Nel 2017 Mountain View ha inoltre contribuito a finanziare il progetto Gen 2 Wheel di Electron. Si tratta di una ruota di bicicletta motorizzata elettricamente, montabile in pochi secondi e interamente controllabile tramite Google Assistant, l'assistente virtuale sviluppato dal gruppo californiano. Il sistema utilizza un sensore che rileva la pendenza e la scorrevolezza della strada per calcolare il livello di assistenza (non si tratta di pedalata assistita in quanto il motore elettrico è situato nella ruota e non interviene quindi nel movimento centrale che permette il movimento delle pedivelle).

Google ha inoltre collaborato con la Levi's per la realizzazione della Commuter Trucker jacket, una giacca in jeans pensata per le esigenze dei ciclisti che integra un software chiamato Jacquard che permette di accedere a un sistema vocale di gestione delle app (musica, gps, indicazioni stradali) accessibile semplicemente sfiorando la manica.
 
In teoria la nostra società sta cominciando a transitare da un modello basato sulla proprietà di possesso verso quello basato sulla condivisione, sia di una vettura ma anche di una semplice bicicletta, questo descritto nel articolo sarebbe un ulteriore passo in questa direzione
 
In teoria la nostra società sta cominciando a transitare da un modello basato sulla proprietà di possesso verso quello basato sulla condivisione, sia di una vettura ma anche di una semplice bicicletta, questo descritto nel articolo sarebbe un ulteriore passo in questa direzione
Pà, tu hai avuto occasione di utilizzare il car sharing ?
Sei abbonato ?
Tra le altre cose é più economico del tassì.
 
Pà, tu hai avuto occasione di utilizzare il car sharing ?
Sei abbonato ?
Tra le altre cose é più economico del tassì.

Personalmente no, ho però amici che usano spesso il car sharing e ne sono entusiasti sia dal punto di vista economico che pratico.
Io personalmente sono un fautore della condivisione, anche ad esempio se parliamo di semplici libri, certo capisco che estendere questo concetto a molti aspetti della nostra società non è praticabile a breve tempo e presuppone rivedere molti aspetti sempre della nostra società
 
Personalmente no, ho però amici che usano spesso il car sharing e ne sono entusiasti sia dal punto di vista economico che pratico.
Io personalmente sono un fautore della condivisione, anche ad esempio se parliamo di semplici libri, certo capisco che estendere questo concetto a molti aspetti della nostra società non è praticabile a breve tempo e presuppone rivedere molti aspetti sempre della nostra società
In effetti la condivisione é un metodo accettabile di usufruire con facilità di una comodità senza causare troppi danni all'ambiente (e al nostro conto in banca, volendo)
Sarebbe davvero auspicabile incrementare la condivisione e favorire un comportamento etico associato ad essa.
 
il modello di business dei vari ofo e mobike si basa più sul possesso delle informazioni che sui guadagni derivanti dai noleggi così come per i vari social network o tante aziende dell ITC quindi è comprensibile che si espandano anche in settori apparentemente non affini
 
In teoria la nostra società sta cominciando a transitare da un modello basato sulla proprietà di possesso verso quello basato sulla condivisione, sia di una vettura ma anche di una semplice bicicletta,
Anche in pratica non solo in teoria, vedo risorse che prelevano bici a tutto spiano e le abbandonano dove capita :emoji_angry:
 
In effetti la condivisione é un metodo accettabile di usufruire con facilità di una comodità senza causare troppi danni all'ambiente (e al nostro conto in banca, volendo)
Sarebbe davvero auspicabile incrementare la condivisione e favorire un comportamento etico associato ad essa.

Non sono così convinto che il car sharing sia poi così tanto vantaggioso in termini ambientali. Faccio un'ipotesi: mettiamo che 1000 abbiano bisogno di spostarsi per 10 km ciascuna nell'arco di un'ora. Se lo fanno con la propria auto, ci vorranno 1000 auto che saranno impegnate ciascuna per 10 minuti. Col car sharing, in teoria, organizzando i tempi, potrebbero bastare meno di 200 auto (166,6 per la precisione) che girano ininterrottamente lasciando giù un utente e prelevandone un altro. E' vero che sono 800 auto in meno, ma i km che percorrono sono sempre gli stessi, perchè l'utente che ha percorso i suoi dieci km poi parcheggia e non inquina più, mentre la car2go o la enjoy gira (e consuma) continuamente. Il problema, a mio avviso, è quello di togliere dalla strada le auto che devono sostare, più che ridurre il numero in assoluto. O no?
 
Ultima modifica:
Per girare dentro gli stabilimenbti di Google,sono state messe a disposizione delle bici, senza alcun onere per i dipendenti. Queste bici però girano anche all'esterno dello stabilimento, per le strade di Mountain View.

Alcune bici non tornano piùdentro allo stabilimento Google.
Tutto il mondo è paese...
La condivisione intesa come annullamento della proprietà privata, per me, è a dir poco lontana.
 
....e per quanto mi riguarda, e riguarda l'auto, molto, ma molto, ma molto lontana.......
Un conto è il car sharing regolamentato (con GPS, ecc..) che esiste, di fatto funziona, anche se qualche furto non manca.
Ma un sistema libero come quello delle biciclette Google è ancora oltre le capacità mentali di buona parte della popolazione, senza distinzione di età e cultura.
E dire che sarebbe così bello un mondo in cui le serrature sono inutili.
 
In teoria la nostra società sta cominciando a transitare da un modello basato sulla proprietà di possesso verso quello basato sulla condivisione,
Le teorie di Engels e Marx applicate ai mezzi di trasporto...non dirmi che si tratta di comunismo metamorfizzato.
Ok mi fermo non è questa la sede.
 
Non credo che si tratta di abolire la proprietà privata ma di considerare che per alcuni beni il possesso non è necessario, capisco però che il nostro modello economico si basa sul possesso e cozza con il concetto di condivisione
 
Back
Alto